La crisi di governo mette a rischio Whirlpool, IIA e le vertenze. Pd e M5s provano a verificare l'alleanza "Ue"

La crisi di governo mette a rischio Whirlpool, IIA e le vertenze in Campania e nel Paese. Ma non solo. Un eventuale esercizio provvisorio, cioè non approvare la Legge di Stabilità entro Natale, significherebbe un salasso fiscale con l’Iva al 25 per cento, una recessione dai risvolti imprevedibili, perchè diminuirebbero i consumi delle famiglie e si ridurrebbero gli investimenti, non solo quelli pubblici. In queste ore si fanno sentire gli operai delle aziende in bilico, come quelli di Whirlpool, ma alla finestra (per ora in silenzio) ci sono imprese e operatori economici. Attendono tutti che il Capo dello Stato, applaudito come migliore e più affidabile istituzione del Paese dal popolo genovese radunato sotto i piloni del demolito ponte Morandi, metta ordine nella confusione della politica. Lo sanno bene dentro il Partito Democratico e nel Movimento Cinque Stelle, che in queste ore devono trovare un’intesa non sognata nè auspicata dalle due forze politiche, ma necessaria al Paese. Con la recessione tedesca possibile (per ora è solo un segnale su base trimestrale), l’Italia non può andare in vacanza. Presto, tra poco al G7 se ne dovrà occupare il Presidente del Consiglio, ci sara da assumere decisioni.

Carlo Sibilia, Sottosegretario di Stato e deputato dell’M5s

Nei Cinque Stelle non tutti sono convinti di un accordo con il Pd, ma appare ormai acquisita la necessità di abbandonare la Lega al suo destino. Tra gli aperturisti dopo la proposta di Matteo Renzi e la sua rielaborazione offerta da Goffredo Bettini, c’è il Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Interni, Carlo Sibilia. In queste ore al lavoro per annodare i fili e costruire una maggioranza ci sono per Pd e M5s Graziano Delrio, Dario Franceschini, Andrea Orlando, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli. Partono da due certezze: i numeri in Parlamento ci sono e possono ulteriormente crescere; i due partiti sono entrambi forti nel nuovo governo europeo, avendo contribuito ad eleggere il Commissario Ue Ursula von Der Leyen. Ora serve un programma. Ma anche qui un vantaggio c’è. La proposta di riduzione del numero dei parlamentari avanzata dai pentastellati consente di dare respiro al progetto, riaprendo la strada ad una riforma istituzionale a valle della quale c’è il ridisegno della legge elettorale. Su queste basi non si dovranno archiviare le differenze, ma includere nella piattaforma le cose da fare. La legislatura ha un residuo di poco meno di quattro anni. Un tempo adeguato per costruire una nuova Repubblica.

Dario Franceschini, Stefano Fassino e Graziano Delrio durante il, confronto a Cortona di Areadem, settembre 2018

LA CRISI DI GOVERNO E IL CASO WHIRLPOOL. Il sì alla norma per Whirlpool a Napol era arrivato “salva intese”. Per Scame, Pasell e Cellublok operanti nell’indotto irpino della multinazionale americana è un Ferragosto da incubo per la crisi di governo che potrebbe vanificare il decreto, la cui pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è atteso il 28 agosto. Il Ministro Luigi Di Maio ha chiesto ai ministri leghisti di firmare prima dell’approdo al Senato della mozione di sfiducia al Governo. La norma prevede uno stanziamento di 10 milioni nel 2019 e di 6,5 nel 2020. Per Scame, Pasell e Cellublok, le aziende dell’indotto irpino, così come per le altre fabbriche nel casertano, la norma potrebbe definitivamente chiudere la vertenza avviata in questi mesi. L’Irpinia spera. In particolare a Sant’Angelo dei Lombardi dove nei giorni scorsi si è tenuta una riunione della Scame, che ha visto la partecipazione della Amministrazione comunale con il Sindaco Marco Marandino. La norma salva Whirlpool rientrerà all’interno del decreto su “Tutela del lavoro e risoluzione di crisi aziendali”, sul tappeto anche per i cosiddetti Rider, che da oltre un anno attendono dal Governo una risposta alla loro domanda di tutele e diritti. Il decreto esaminato dal Consiglio dei Ministri contiene misure dedicate a risolvere alcune importanti vertenze industriali in atto in diverse zone del Paese. I 10 milioni di quest’anno andrebbero ad aggiungersi ai 50 complessivi negli ultimi cinque anni per il Gruppo (17 dei quali erano destinati al sito napoletano nei progetti presentati), a valere su un budget di investimenti industriali che ammontava a 250 milioni.

Il manifesto pubblicitaria della Whirlpool riscritto dagli operai, che protestano contro quello che vedono un concreto rischio di chiusura dello stabilimento

Tra gli altri provvedimenti, tutele rafforzate per gli iscritti alla gestione separata Inps, donazioni al Fondo per il diritto al lavoro, interventi per le aree di crisi di Isernia e di Sicilia e Sardegna, donazioni al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili e una proroga al 31 dicembre degli Lsu in attesa di stabilizzazione.

Il Premier Conte durante il question time alla Camera dei Deputati

IL GOVERNO VUOLE CHIUDERE LA VERTENZA E SALVARE WHIRLPOOL A NAPOLI. Nel corso dell’ultima riunione, il Ministero dello Sviluppo Economico e la rappresentanza della Whirlpool hanno avuto un confronto di merito sulle soluzioni possibili per salvaguardare la presenza degli stabilimenti a Napoli. Alla fine della riunione il Mise ha accolto alcune proposte. Su queste la norma andrà ad incidere, consentendo di realizzare l’intesa istituzionale tra Governo, Azienda e sindacati. Tra le ipotesi presentate, «è stato deciso di proseguire il confronto su quelle che prevedono di investire nei prodotti di alta gamma, di spostare in Italia alcune produzioni realizzate all’estero e di individuare una nuova mission per il sito di Napoli, attraverso la realizzazione di un nuovo prodotto», è la soluzione prospettata dal marchio statunitense e accolta dal Mise. Quindi, «è stata categoricamente esclusa la possibilità di procedere a uno spostamento delle produzioni tra gli stabilimenti presenti in Italia».

“IIA al Mise per la svolta”. La Fiom chiede al Vicepremier Di Maio lo sblocco degli investimenti sulla fabbrica di Flumeri

IN BILICO ANCHE INDUSTRIA ITALIANA AUTOBUS CON LA CRISI DI GOVERNO. In bilico anche le sorti della IIA, soprattutto a Flumeri. L’Azienda va avanti, ma in autunno si attende la chiusura dlla lunga fase del riassetto societario. È stato confermato l’impegno di Invitalia all’interno della compagine societaria, che permetterà di procedere con l’investimento di 30 milioni previsto dal Contratto di Sviluppo. Per ciò che riguarda l’avvio della ristrutturazione, sia civile che industriale dello stabilimento di Flumeri, l’azienda ha comunicato che questa dovrebbe avvenire a partire nel mese di settembre», hanno riferito le rappresentanze della Fiom. «Il progetto, interesserà anche la riattivazione della cataforesi con l’utilizzo di un’area maggiore rispetto al progetto inziale», si è puntualizzato, dissipando le voci insistenti su un possibile scorporo dell’attuale perimetro industriale occupato dallo stabilimento. «Anche sul tema delle condizioni di lavoro è stato dedicato un approfondimento, nel quale è stata chiesta la massima attenzione nel pieno delle normative vigenti. A questo punto, diventa fondamentale la data di settembre, quando potranno vedere la luce gli investimenti previsti a partire dalla ristrutturazione del tetto». Ma il punto vero resta far camminare IIA con le sue gambe. Serve il socio operativo e, per ottenerlo, un Governo autorevole nei poteri che li trovi.


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