Gianluca Festa in un momento della sua convention a Mercogliano prima del voto delle comunali fissate il 26 maggio 2019

Gianluca Festa dà l’impressione di ritenere l’elezione alla guida del Comune capoluogo un primo importante traguardo lungo un percorso politico ancora lungo. Il Sindaco di Avellino non si ferma dopo l’elezione al ballottaggio. Guarda con determinazione oltre piazza del Popolo, sede della amministrazione comunale. Le sue prime mosse, gli incontri pubblici e i contenuti del discorso pronunciato al cospetto dei consiglieri dopo la proclamazione, lo rivelano impegnato in un progetto politico di lungo periodo, per ora oltre i partiti soprattutto perchè controllati dagli attuali gruppi dirigenti. Il suo linguaggio, la scelta dei temi finora trattati e il luogo dove assumere posizioni sembrano confermarlo. Il suo discorso di investitura ha riannodato i fili stesi in queste due settimane abbondanti in cui ha dovuto attendere la proclamazione. Finora si è scelto gli alleati, gli interlocutori, gli avversario. Ha delineato il profilo strategico della sua azione politica sullo scacchiere degli enti locali. Ma soprattutto ha connotato il suo partito i provenienza, il Pd, come il luogo della vecchia politica, antitesi di ciò che il suo progetto intende realizzare. Gli alleati finora li ha cercati e trovati altrove. Angelo D’Agostino e Livio Petitto sono protagonisti della sua attuale sfida, come ha ricordato solo poche ore fa nel suo discorso durante la cerimonia della proclamazione.

Angelo D’Agostino
Livio Petitto, già assessore al Comune di Avellino, dove ha presieduto il Consiglio comunale

IL TRIUMVIRATO. Ricordando l’origine della sua candidatura alla guida del Comune, Gianluca Festa ha citato i due uomini con cui il progetto è nato e si è sviluppato: Angelo D’Agostino e Livio Petitto. Il primo, imprenditore già deputato con Scelta Civica, poi da indipendente è stato candidato non eletto con il Partito Democratico alle politiche del 2018. Consigliere comunale di minoranza a Montefalcione, al tempo in un gruppo vicino a Nicola Mancino, è stato all’opposizione dell’attuale sindaco Maria Antonietta Belli, esponente locale dell’area Popolare prossima alle posizioni di Ciriaco De Mita. Il secondo è stato assessore e presidente del consiglio comunale ad Avellino come espressione del Pd. Eletto ogni volta come il più votato, tra i consiglieri ha sempre dimostrato una certa influenza che esercitava a prescondere dal sindaco di turno. Citandoli espressamente come i riferimenti del patto che lo ha eletto sindaco, Gianluca Festa ha dato atto ai due di essere i suoi alleati nella coalizione politica creata appositamente per questa avventura elettorale.

Gianluca Festa, Sindaco di Avellino

Con il Sindaco sono loro i due riferimenti. Non è stato citato il deputato dei Democratici Umberto Del Basso De Caro, con il quale Petitto nel Partito Democratico ha condiviso per anni la militanza anche nella stessa corrente.

INTERLOCUTORI E ALLEATI. Durante la campagna elettorale le circostanze gli hanno fatto raccogliere alleati più o meno stretti, endorsement e attestati di stima. Da Francesco Todisco di Leu a Gerardo Santoli di Confimprenditori, dal consigliere regionale Vincenzo Alaia al Presidente della Provincia Domenico Biancardi, fino a Giuseppe Del Giudice e Giuseppe De Mita, che il sostegno lo hanno dato soprattutto contrapponendosi al candidato rivale di Festa, Luca Cipriano. Una volta eletto, il Sindaco di Avellino ha indicato con giudizi e riferimenti in pubblico interlocutori con cui intende realizzare sul piano amministrativo progetti di sviluppo. Concentrandosi sullo scenario provinciale, ha speso parole di apprezzamento per Vincenzo Sirignano, andando a stringergli la mano durante il decisivo consiglio generale dell’Asi sul bilancio. Ha elogiato l’operato di Irpiniambiente e della Provincia di Avellino per i risultati nella raccolta differenziata. Più in generale ha spiegato di essere pronto a collaborare con i sindaci del territorio provinciale, proponendo Avellino soprattutto come un interlocutore, in una fase in cui i temi delle infrastrutture e dei servizi richiedono scelte condivise. Festa ha già candidato il Comune capoluogo a diventare il motore di questo processo di riforme, dentro il quale ha dimostrato ritenere non ci sia spazio per tutti i protagonisti degli ultimi anni.

Il Presidente della Provincia, Domenico Biancardi

AVVERSARI E DIFFIDATI. Nel chiarire fin dalla campagna elettorale l’avversione per il gruppo dirigente del Partito Democratico, ha lanciato bordate contro tutti quelli che in qualche modo ritiene siano alleati a Enzo De Luca e Rosetta D’Amelio. Il principale bersaglio è il Presidente dell’Alto Calore Servizi, Michelangelo Ciarcia, che pure è stato proiettato al vertice dell’azienda di corso Europa anche sulla fiducia del deputato Umberto Del Basso De Caro, sostenitore della candidatura di Festa in campagna elettorale. Contro Ciarcia ha preannunciato una mozione di sfiducia nei fatti, che permetterà di misurare e delineare il campo di alleanze politiche e istituzionali del Sindaco di Avellino. Per ora la Provincia di Avellino frena ufficialmente su una ipotesi di sostituzione di Michelangelo Ciarcia, ma sul consuntivo si è astenuta, esponendo l’attuale timoniere al rischio di perdere la maggioranza e la carica di amministratore unico. Per mandare a casa l’attuale vertice ci vuole un altro 30 per cento di quote, se Palazzo Caracciolo si schiererà con Festa. E allora molto dipenderà dalla proposta e dal progetto. Il metodo finora invocato riguarda l’estromissione della politica dall’azienda, cambiando il management con un tecnico in qualche modo terzo.  I Popolari, Forza Italia e il Centrodestra potrebbero fare da ago della bilancia contro le truppe del Pd. E qui sará interessante capire come orienterà Umberto Del Basso De Caro i sindaci sanniti. Il deputato Pd ha sostenuto a spada tratta Ciarcia nella corsa alla segreteria provinciale dei Democratici prima e poi al vertice dell’Alto Calore, difendendone l’operato anche a Roma, durante l’audizione parlamentare. Tra gli avversari che Festa si è scelto c’è il Vicepresidente della Giunta Regionale, Fulvio Bonavitacola, ritenuto alleato di Enzo De Luca e Rosetta D’Amelio, ma nei fatti il principale sostenitore del Piano di risanamento dell’Alto Calore presentato al tavolo istituzionale, dove il freno lo hanno messo più diplomaticamente la Provincia di Avellino e, con maggiore enfasi, il Sottosegretario di Stato Carlo Sibilia, per conto del Governo gialloverde.

Il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca e la Presidente del Consiglio Rosa D’Amelio

AVVERTIMENTO AL GOVERNATORE. In campagna elettorale il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ad Avellino non ha espresso un personale sostegno per uno dei candidati in corsa per la fascia ricolore di Sindaco, tuttavia da Bonavitacola a Rosetta D’Amelio a Maurizio Petracca, non sono mancati gli appoggi a Luca Cipriano, con riferimento anche e soprattutto alla possibile collaborazione istituzionale sui temi dello sviluppo economico e degli investimenti europei. Gianluca Festa in sede di proclamazione è stato chiaro con il Governatore. “Non ci faremo dettare l’agenda”, ha premesso, “…non andremo a Napoli con il cappello in mano a chiedere risorse che ci spettano come città di Avellino, anche perchè i fondi possono essere reperiti anche altrove…”. Un avvertimento chiaro al Governatore da parte del sindaco di uno dei cinque capoluoghi della Campania, a dueci mesi scarsi dal voto regionale del 2020.

Umberto Del Basso De Caro

PD ASSENTE DALL’AGENDA. Nel suo discorso di investitura Gianluca Festa ha aperto alla collaborazione con le opposizioni, ma ha tenuto fuori i riferimenti politici a cominciare dal Pd, che nei giorni scorsi aveva sfidato a scegliere tra la sua vittoria alle comunali e la sconfitta del gruppo dirigente. Ma con la decisione del giudice di annullare il congresso che aveva portato anche con il suo contributo alla elezione del segretario oggi decaduto, ha fatto un passo indietro. Al riconoscimento venuto dal segretario regionale Leo Annunziata, che ha fatto capire di essere pronto a proporre un ricompattamento, Festa ha risposto con un gelido silenzio. Almeno per ora, in attesa che arrivi in via Tagliamento il commissario di Nicola Zingaretti con i primi pronunciamenti sull’eventuale congresso straordinario, Gianluca Festa sembra tenere la distanza di sicurezza. Nel frattempo il suo disegno politico istituzionale inizierà a svolgersi.


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