La bandiera della Fca sventola sul Lingotto di Torino

Con l’accordo raggiunto per il rinnovo del contratto specifico raggiunto nel pomeriggio possono tirare un sospiro di sollievo i lavoratori dello stabilimento Fca di Pratola Serra, che ora vedono garantita la prosecuzione delle attività presso lo stabilimento di Pianodardine almeno fino al prossimo 2022.

L’accordo per il rinnovo del contratto di Fca, Cnh Industrial e Ferrari è stato firmato da Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri Fiat. Il contratto è relativo al periodo 2019-2022 e interessa 87.000 lavoratori.

«Prevede un incremento delle retribuzioni contrattuali del 2% annuo e un rafforzamento del bonus annuale legato agli obiettivi di produttività ed efficienza nell’ambito del Wcm», spiega Mario Melchionna segretario della Cisl Irpinia Sannio, che ha accolto favorevolmente l’intesa.

Il segretario generale Cisl Irpinia Sannio Mario Melchionna

«Questo è un segnale positivo che conferma la volontà di Fca di investire in Italia. Si tratta di una risposta sacrosanta ai lavoratori ed è incoraggiante per gli investimenti futuri che potrebbero interessare l’indotto. Il gruppo investe in Italia nonostante il clima politico di sfiducia economica».

In questo senso, «la Cisl è ampiamente soddisfatta per i lavoratori, per l’incremento salariale, per gli investimenti in sicurezza. Ci lascia ben sperare per la provincia di Avellino e per i lavori della Fca di Pratola Serra». Si conferma la piena occupazione nel prossimo triennio, dimostrata anche dall’annuncio fatto dall’azienda, che ha escluso la cessione di uno dei gioielli di famiglia, la Maserati, che non sarà ceduta ai cinesi di Geely.

La Fca di Pratola Serra

SODDISFATTA ANCHE LA FISMIC: AUMENTI SALARIALI E RILANCIO DELLA PARTECIPAZIONE. «Nella sede storica dell’Unione Industriali di Torino si è proceduto alla firma del rinnovo del CCSL che accompagnerà il gruppo nei prossimi 4 anni». A rappresentare la Fismic di Avellino è stato il Segretario Generale Giuseppe Zaolino, che spiega le ragioni della soddisfazione della sua sigla sindacale per il risultato raggiunto: «Il gruppo Fca- Cnhi- Ferrari fa da apripista in un paese bloccato e incattivito dalla politica».
Secondo Zaolino «confermare i 5 miliardi d’investimenti e aumentare i salari dei dipendenti con cifre molto importanti (quasi 150 euro mensili) significa credere nel futuro facendo squadra per sfidare la concorrenza straniera». Per questo, conclude, «l’Irpinia seguirà il trend nazionale e nei prossimi mesi si farà trovare pronta con la Fca di Pratola Serra per ‘combattere e vincere’ le nuove sfide tecnologiche che dovranno garantire i livelli occupazionali».

I DETTAGLI DEL NUOVO CONTRATTO A regime gli aumenti mensili medi per ogni addetto raggiungeranno i 144,5 euro, l’8,24% in più rispetto all’attuale paga base. Le tappe previste sono +35,06 euro dal primo aprile prossimo, +35,76 dal primo febbraio 2020, +36,48 dal primo gennaio 2021 e 37,2 euro dal primo gennaio del 2022. Se consideriamo l’incidenza dei turni l’importo si incrementa ulteriormente di circa il 10%.

Il nuovo contratto collettivo specifico di lavoro (Ccsl) riprende il premio annuale di produttività e di efficienza, introdotto nel 2015. Oltre all’aspetto retributivo, sono tre i principali cardini dell’accordo: il sistema di welfare aziendale, che si sviluppa attraverso il consolidamento del programma di benefit flessibili e il potenziamento della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa, il completamento del sistema partecipativo e la riforma dell’inquadramento introdotta in via sperimentale nel precedente rinnovo contrattuale.

In buona sostanza, anche il bonus annuale che nell’ultimo anno ha erogato mediamente per Fca 1.270 euro e per Cnh Industrial 753 euro, dovrebbe aumentare.  Dal primo luglio prossimo, invece, il contributo aziendale per la previdenza integrativa passa da quota 1,7 a quota 2,2 della paga base con un vantaggio annuale a regime per un operaio di circa 123 euro.

La svolta di oggi segue l’annuncio dei giorni scorsi fatto a Ginevra dal Ceo di Fca, Mike Manley, che aveva confermato il piano di investimenti da 5 miliardi per le fabbriche italiane. Il timoniere della Fiat Chrysler Automobiles aveva esibito i risultati dell’azienda, completamente risanata dalle esposizioni, spiegando che il programma di rilancio e piena occupazione in Italia poteva essere ritenuto solido anche nel nuovo contesto. «Bilancio mai così positivo, con ebit record e niente debito», aveva dichiarato, ripreso dalle agenzie di tutto il mondo, dopo un incontro con la stampa al Salone di Ginevra. A giocare un ruolo decisivo per una conferma degli impegni in Italia i fatturati, in particolare «le vendite record di Jeep e Ram». Di qui la conferma dei «target finanziari al 2022».


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