Giuseppe Martinelli al centro con Olivo Foglieni e Ciriaco De Mita a sinistra

Da Bergamo a Nusco, l’imprenditore Olivo Foglieni lancia la sua scommessa industriale sul Sud. Con la Alluminio Italia srl punta sul Mezzogiorno e sull’Irpinia e con Giuseppe Martinelli riapre l’ex Rifometal di Nusco. L’obiettivo è trasformare il simbolo della desertificazione e dell’abbandono nell’emblema di un nuovo inizio per l’industria nel Cratere. Senza aiuti di Stato o fondi pubblici, la sfida di Alluminio Italia è sulla competitività del prodotto, sullo spirito di squadra e sull’etica del lavoro.

Un’autentica novità per l’Irpinia, presa com’è dalla insanabile vertenza per il mantenimento dei livelli occupazionali e contro lo smantellamento delle industrie nate grazie agli incentivi statali. Quesra impresa, presentata sabato a Nusco, al cospetto del Sindaco Ciriaco De Mita, nasce da “una stretta di mano” fra il leader della Trading & Service di Sant’Angelo dei Lombardi Giuseppe Martinelli e dal presidente del Gruppo Fecs Olivo Foglieni.

La Alluminio Italia produrrà lingotti d’alluminio derivati dalla lavorazione di rottami. Da Nusco intercetterà un’area geografica di produzione che si estende da Bologna a Caltanissetta.

Lingotti di alluminio prodotti dal Gruppo Fecs

STORIA DEL GRUPPO FECS | Bergamo

Profilo aziendale


L’imprenditore bergamasco e vicepresidente di Confindustria Bergamo che realizza lingotti di alluminio grazie al riciclo dei metalli, oggi vanta 350milioni di fatturato, 500 dipendenti e 8 stabilimenti. “Da oggi Nusco entra nel novero del marchio internazionale già registrato presso le borse mondiali” ha annunciato in conferenza stampa al fianco dell’amministratore unico dell’azienda Giuseppe Martinelli, del presidente di Confindustria Giuseppe Bruno e del Sindaco Ciriaco De Mita.

“Nusco ha una posizione geografica strategica per noi, che già intercettiamo il mercato dei Balcani e del Nord Africa, ma consideriamo anche che la Ilva di Taranto si appresta a produrre 6 milioni di acciaio, la cui lega è composta dall’1 per cento di alluminio: l’azienda ambisce ad entrare nella partita e produrre le 40mila tonnellate richieste dall’industria pugliese” ha spiegato. “Senza escludere un dialogo con la Sirpress di Valerio Gruppioni- che essendo ubicata nello stesso sito industriale apre ad ipotesi di sinergia nel campo della ricerca, in vista della creazione di un distretto dell’alluminio. Tante realtà messe insieme dunque, potrebbero collaborare per rendere innovativa la produzione e ampliare la ricerca e la conoscenza”.

Olivo Foglieni a destra con Giuseppe Martinelli e, a sinistra, Ciriaco De Mita
Lo stabilimento della Sirpress (Gruppo Sira – Bologna) nell’area industriale di Nusco (Avellino)

Sulla scia della nuova cultura imprenditoriale già maturata nelle realtà più fiorenti e produttive del Paese, Olivo Fogliemi ha annunciato il recupero del vecchio concetto di fare industria, che mira alla valorizzazione delle maestranze, alla necessità di formare professionisti e di costruire un ingranaggio produttivo che possa garantire sicurezza, stabilità e speranza per il futuro a chi ci lavora. “Manca una politica industriale vera, noi imprenditori siamo stati lasciati soli; ad oggi l’Italia non ha energia né materia prime, ma restiamo una potenza mondiale per il manifatturiero, ed è qui che bisogna scommettere: il rottame è la materia prima su cui scommetteremo. Daremo vita ad un nuovo rinascimento, perché viviamo nella bellezza e in mezzo a persone di valore. Qui a Nusco ho incontrato uomini, non persone, per cui la stretta di mano ha valore. Questo è un territorio pulito che ha voglia di rivalsa: partiremo con calma con le assunzioni ma in futuro avremo bisogno di grandi professionalità. Il 50 per cento dei miei ingegneri a Bergamo arriva dal sud, ed io credo fermamente nel dovere morale di lasciare ai nostri figli una eredità, con il coraggio di affrontare le sfide, investire e fare squadra. Ai giovani dico di credere nei vostri sogni, e di portare avanti la passione”.

Giuseppe Martinelli a sinistra e Olivo Foglieni

In attesa di conoscere la data ufficiale dell’avvio delle attività, Giuseppe Martinelli ha annunciato un investimento nella tecnologia a salvaguardia e tutela dell’ambiente. Un tassello che lui stesso ha definito come “determinante” nell’ottica del rilancio industriale e di un nuovo modo di fare impresa. Il rilancio della lavorazione dell’alluminio intanto, si interpreta nella visione dell’imprenditore santangiolese, come il superamento e l’evoluzione delle linee industriali indicate già dalla Fiat, ma mai realmente decollate. L’intuizione viene ripristinata oggi, in chiave moderna, per dare seguito ad una nuova pagina di storia dell’industria nel Mezzogiorno e una ventata di speranza alle centinaia di giovani che ogni mese abbandonano le aree interne.

Il Presidente di Confindustria Avellino, Giuseppe Bruno, interviene alla presentazione del piano industriale della Alluminio Italia a Nusco

L’annuncio del parterre imprenditoriale è stato accolto positivamente dal presidente di Confindustria Giuseppe Bruno, e dal sindaco di Nusco Ciriaco De Mita, impegnato nel progetto di “ricostruzione della comunità” come trama sociale in grado di contaminare la solidarietà e lenire il clima di rabbia e sfiducia diffusa. “La solidarietà fra imprese, sindacati e comunità potrebbe ricostruire un tessuto sociale sano” ha commentato De Mita. “Questo è un territorio che esprime la qualità, e ritengo che la dedizione alla grande industria debba essere accompagnata e valorizzata dalle tante piccole imprese che costruiscono la vera economia del territorio”. Presenti in sala Giuseppe Zaolino, segretario generale Fismic, Giuseppe Morsa Fiom Cgil, il presidente di Confartigianato Ettore Mocella e i sindaci e amministratori di Teora, Montemarano, Rocca San Felice, Sant’Andrea di Conza, Torella dei Lombardi e Castelfranci.

La platea di amministratori locali ed esponenti del mondo imprenditoriale intervenuti alla presentazione del piano industriale della Alluminio Italia

LEGGI ANCHE:

Nusco, apre Alluminio Italia. Ecco il piano industriale. Obiettivi intese con Ilva di Taranto e Sirpress