In migliaia a Montemarano per il Carnevale che oggi prende il via. Toccherà ad Eugenio Bennato aprire la kermesse. Con lui “Le sette bocche- le voci del Sud con Erasmo Petringa” e la tarantella più lunga della storia presso la palestra comunale arricchiranno una edizione considerata da record. Orgoglioso di dare il via al programma il Sindaco di Montemarano, Beniamino Palmieri, che ha riservato una particolare attenzione al Carnevale delle Culture, affidato al direttore artistico dell’evento, Roberto D’Agnese. Nel pomeriggio il là al cartellone con la Gatta Cenerentola a cura dei ragazzi della terza secondaria di Montemarano. Domani il primo appuntamento con la tradizione, prima dell’apertura ufficiale del Carnevale domenica.

SABATO IL CAPORABBALLO D’ARGENTO. Promossa dalla Promontemarano sabato la tradizionale manifestazione del Caporabballo d’argento. Il Caporabballo è la maschera tipica del carnevale montemaranese: frutto dell’ originale trasformazione del Pulcinella partenopeo,  è il simbolo della Tarantella. L’appuntamento si è aperto con lo sketch teatrale sul carnevale di Montemarano scritto dalla responsabile culturale della proloco, Concetta Corso, e interpretato da: Nunzio Bolino, Antonella Corso, Rossa Corso, Asia Gambale, Giuseppe Giammarino, Carmen Lionetti, Dioniso Rodriguez. Prevista la presentazione dell’Inno di Montemarano scritto da Filippo Martucci, consuocero del grande ‘Mbrusino; nella versione cantata e arrangiata da Angelo Venuto (Prodotta di Generoso D’Agnese). Seguiranno Lampi di  montemaranesita’ a cura di Aldo De Francesco, autore di diversi libri di successo sul Carnevale di Montemarano. Si concluderà con la solenne premiazione del caporabballo d’argento – edizione 2019.


IL PROGRAMMA UFFICIALE

Il programma ufficiale del Carnevale di Montemarano 2019

L’IDENTITÀ DI UNA COMUNITÀ NEI SECOLI. Il Carnevale delle Culture nasce come un’anteprima del Carnevale basata sullo scambio delle culture, “perché dietro una tradizione importante come quella del Carnevale e della Tarantella Montemaranese deve esserci sempre un’apertura culturale- spiega D’Agnese-. La tradizione è sempre generata da uno scambio di culture e tradizioni millenarie che, come nella tarantella montemaranese, nascono da uno scambio con diversi popoli e diversità”.

UN TRENO PER LA KERMESSE. Il Carnevale di Montemarano è un evento finanziato dalla Regione Campania, e quest’anno si avvarrà anche dell’arrivo del treno storico e della sponsorizzazione del Touring Club per allestire un programma ambizioso consentirà al paese di garantire un’ottima accoglienza e di tenere insieme la tipicità di una tradizione unica nel suo genere con l’enogastronomia di eccellenza. Decine di migliaia di visitatori sono già in Irpinia per prendere parte al Carnevale di Montemarano per una delle tradizioni irpine più note nel mondo, rituale ancestrale sovvertitore di schemi e gerarchie sociali, fatto di condivisione, convivialità e celebrazioni per la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, generatrice di rinnovamento e nuova vita. L’evento tramandato per secoli, è stato avvolto in un alone di sacralità solo lievemente contaminato dalla modernità. L’edizione 2019 del Carnevale montemaranese è anche una opportunità per far conoscere la bellezza dei luoghi dove la tarantella ha una delle sue capitali. L’amministrazione comunale guidata da Beniamino Palmieri ha allestito la macchina dell’accoglienza, con riflettori accesi sulle bellezze storiche e architettoniche del paese, sulla valorizzazione della gastronomia e delle eccellenze vinicole montemaranesi, sull’ospitalità turistica e i servizi pubblici. Scalpitano i “capo ra ballo”, pronti al segnale per l’organico strumentale della tarantella composto dal clarinetto, fisarmonica e tamburello e che sancisce l’inizio delle sfilate dei tre cortei. Non chiamatelo dunque “Carnevale”: a Montemarano si consuma un rituale unico nel suo genere, in corsa per ottenere la menzione di patrimonio immateriale dell’Unesco. È lo stesso sindaco a spiegare il significato dell’evento nell’intervista che segue.

L’INTERVISTA AL SINDACO BENIAMINO PALMIERI. “L’intera comunità è stata coinvolta nella macchina dell’accoglienza, per trasformare tutto il borgo in un grande palcoscenico all’insegna della tradizione, del folklore e dell’enogastronomia di eccellenza, spiega il Sindaco di Montemarano.

Sindaco Palmieri a che punto è l’organizzazione dell’evento?

“Il nostro carnevale non è un semplice evento ma un rito processionale caratterizzato da un ballet di origine pagana per ingraziarsi gli dei in vista della semina dei campi. La declinazione del significato è attribuibile in ogni caso alla chiusura di una stagione, di un ciclo, per dare spazio alla primavera e quindi alla rigenerazione di una nuova vita. Questa è la ragione per cui maschere, costumi e balli sono caratterizzanti e assumono il valore dei simboli che poi sono stati oggetto di studio da parte di nomi illustri dell’antropologia e dell’etnomusicologia, come Alan Lomax”.

I colori del Carnevale di Montemarano

Cosa fece Alan Lomax per la tarantella Montemaranese?

“È stato l’ambasciatore nel mondo del rituale che connota il nostro Carnevale. L’intera comunità di Montemarano custodisce gelosamente il prezioso contributo dell’etnomusicologo: lui arrivò negli anni ’50 per uno studio e le tracce della sua presenza oggi sono documentate dal Museo civico etnomusicale “C. Coscia e A. Bocchino” fondato da Luigi D’Agnese, con un quaderno degli appunti, un corredo fotografico. Basti pensare che lui raccontò la sua esperienza a Montemarano in una intervista alla BBC; che poi divenne il soggetto del suo libro “L’anno più felice della mia vita” con la prefazione di Martin Scorzese”.

Le maschere cancellano le differenze sociali e culturali, liberando l’umanità di ognuno

Il Carnevale di Montemarano con la sua tarantella è presente anche nella narrativa e nella letteratura.

“In letteratura, è il soggetto di un opera, ‘Carnevale si chiamava Vincenzo’, ma lo stesso Pierpaolo Pasolini ha utilizzato nel suo Decameron la tarantella montemaranese come sottofondo musicale. Decine e decine di tesi accademiche sono state scritte su questo rito, e analizzate con diverse lenti: ogni studio aggiunge un particolare interessante e degno di nota”.

Vista dalla comunità montemaranese invece, il Carnevale cosa rappresenta?

“Per ben tre giorni a Montemarano si getta un ponte con il passato antico e si compiono una serie di rituali che ci sono stati tramandati dalla storia orale, e che gli antropologi hanno spiegato bene: si tratta del passaggio dalla morte alla vita, ben descritto da un passo del ballo che esorta i partecipanti ad andare “dentro e fuori”.

Lo spettacolo coreografico e dei costumi attira da sempre giovani, famiglie e studiosi delle tradizioni antiche italiane dell’interno

La gestualità, che pure è stata decodificata in maniera puntuale, è affidata al Capo ra ballo. Chi è?

“Il ‘Capo ra ballo’ comanda la mascherata e l’organico strumentale, composto dal clarinetto, la fisarmonica e il tamburello, che ripropongono la musica per tre giorni senza fermarsi. Questa peculiarità è stata sotto la lente di ingrandimento di decine di studiosi: Si mette in scena il teatro sociale con una mescolanza di pubblico e attori. Questo aspetto è stato ripreso dal professor Giovanni Giuriati, docente della Sapienza di Roma e cittadino onorario di Montemarano, nelle tesi di antropologia e di etnomusicologia”.

Il Carnevale qui è anche una gara.In cosa consiste?

“Fino a qualche tempo fa c’era una competizione soltanto fra due ‘contrade’, quella di Via Roma e quella de Il ponte, che proponevano dei cortei di maschere separati e facevano a gara per catturare i partecipanti. I capo ra balli aprono i cortei, e i partecipanti stabiliscono a quale corteo aderire in base alla lunghezza e alla bellezza delle maschere. Questa competizione è molto viva e quest’anno abbiamo tre cortei, con una competizione sana e conviviale che però aggiunge pepe alla sfilata”.

Il treno turistico sarà protagonista al Carnevale di Montemarano

Sabato 2 marzo a Montemarano si arriva a bordo del treno storico Avellino-Rocchetta. Un’autentica novità che caratterizza l’evento e consente l’arrivo di nuovi visitatori.

“Il 2 marzo si respirerà già la febbre della vigilia, quando i cortei saranno ormai stabiliti e sfileranno per la prima volta in notturna, lanciando un simbolico ‘guanto di sfida’ mostrandolo alle persone.
La domenica giocano un ruolo fondamentale i bambini delle scuole, che alle 10 si impossessano del paese; il sindaco ha il compito di affacciarsi dal balcone del Municipio per fare un saluto e alle 15 inizia la festa. Escono i lunghissimi cortei che catturano i partecipanti. La sera intorno alle 9.30 si balla il liscio e la tarantella in locale pubblico e si genera un clima di allegria molto bello e coinvolgente. Poi si ricomincia il lunedì, sempre alle 15.00, con il corteo e la serata danzante, e il martedì sempre alla stessa ora. Il corteo sfila da sabato a martedì”.

Le sfilate nel cuore di Montemarano riportano la mente indietro nel tempo

E poi si celebra la morte del Carnevale.

“Carnevale muore la domenica successiva, il 10 marzo e prima del martedì grasso, con un corteo funebre e la lettura di un ironico testamento che contiene canzonature nei confronti dei cortei, con rime che beffeggiano i protagonisti. Poi viene cremato e fatto esplodere, per stabilire così un nuovo inizio. Riparte la festa, anche la sera, con la rottura della pignata, un vaso di cocco contente dolciumi, che viene considerato beneaugurante, così come il lancio dei confetti da parte delle maschere”.

Eugenio Bennato

Quest’anno c’è un elemento innovativo, quale?

“Insieme a Roberto D’Agnese, che è il direttore artistico dell’evento, abbiamo immaginato di dedicare uno spazio al Carnevale delle culture, con l’esibizione di Eugenio Bennato e “Sette bocche- le voci del sud” con una serata di anteprima prevista per il 1 marzo”.

Il Carnevale montemaranese non è solo un evento. Questo appuntamento noto nel mondo cos’è veramente?

“Cade in errore chi immagina che si tratti di un semplice evento, come spesso viene considerato nella nostra provincia. Il nostro pubblico è internazionale: arrivano americani, olandesi, inglesi e tutti gli italo americani originari di Montemarano. Le nostre attività ricettive registrano già il tutto esaurito: Dai b&b agli agriturismo, dagli alberghi agli appartamenti privati è ormai tutto pieno. Si registra il tutto esaurito anche nelle attività dei paesi circostanti, da Castelvetere a Montella, e manteniamo attivo il nostro punto informativo del comune, con numeri di telefono e mail, raggiungibili da tutti, per fornire informazioni a quanti ancora ci contatteranno”.

Una scena del Carnevale montemaranes
Montemarano durante il Carnevale

Montemarano vanta eccellenze gastronomiche e vinicole note. Il carnevale può esserne un volano?

“Lo è. Per quest’anno è stata prevista la trasformazione di Piazza Mercato in Piazza del Gusto, dove sarà allestita una pagoda trasparente e riscaldata, in cui sarà possibile degustare tutte le tipicità e le prelibatezze che proporranno i ristoranti locali- che in vista dell’evento hanno già predisposto menu turistici- di concerto con le cantine di Montemarano”.

La festa montemaranese infine, impone un “cerimoniale” che tutti sono tenuti a rispettare. Come lo definirebbe?

“Possiamo definirlo un rituale, in realtà è la tradizione. Abbiamo un grande spirito di accoglienza: questo per noi è un momento di fratellanza e socializzazione, che però ha un percorso e regole ben precisi che tutti noi rispettiamo e che vorremmo rispettasse anche chi arriva da fuori”.

Il manifesto del Carnevale di Montemarano 2019

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