IIA. Bus negli stabilimenti di Flumeri

Alla vigilia del summit a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico sul riassetto della IIA, la Fismic si è riunita per definire la posizione che terrà al tavolo.

“Polo pubblico e produzione in Italia”, la sintesi della linea con cui il sindacato chiederà al governo di interrompere l’accordo attuale, che vede trasferire in Turchia la produzione.

Giuseppe Zaolino, Segretario della Fismic di Avellino

Fismic-Confsal di Avellino ha riunito questa mattina la Segreteria Provinciale a cui hanno partecipato i due delegati di Flumeri Giovanni Garofano e Gerardo Novino .

“All’incontro di domani al Mise sosterremo con forza la posizione condivisa in assemblea con la totalità dei lavoratori di Flumeri”, ha dichiarato il Segretario Generale Giuseppe Zaolino. “Polo pubblico e produzione in Italia, devono essere i capisaldi dell’intesa di domani con il Governo”.

Per Zaolino “l’Irpinia ha bisogno di certezze e l’investimento in Valle Ufita può diventare il volano per la ripresa dell’intera zona. Non possiamo accettare che le nostre commesse prendano la strada della Turchia”.

Per questo, “gli ultimi 500 autobus rimasti in portafoglio li dobbiamo produrre in Italia, suddivisi tra Bologna e Flumeri”.

Quanto al riassetto societario, “non crediamo alla possibilità dell’arrivo di un privato, visti i debiti accumulati, e per questo bisogna puntare da subito alla costruzione della società interamente pubblica e proteggere la produzione italiana come fanno i francesi”.

Zaolino guarda alla prospettiva dell’area du Valle Ufita. “Abbiamo tutte le potenzialità per far ritornare Flumeri ai fasti di un tempo con doppi turni e la produzione di 5 autobus al giorno, dando occupazione non solo ai 290 dipendenti attuali ma anche allargando ai giovani disoccupati della Baronia e dell’Arianese”.

In definitiva, “non ci accontenteremo più delle solite promesse, perché è arrivato il tempo di alzare il tiro e scommettere sul più grande investimento economico ed occupazionale per la provincia di Avellino”, ha concluso Zaolino .

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