Lavoratori della Industria Italiana Autobus davanti ai cancelli (repertorio)

Con una lettera inviata alle organizzazioni sindacali, la IIA diffida dal recarsi allo stabilimento di Flumeri, convocando in fabbrica il 15 febbraio i rappresentanti della Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Ugl Metalmeccanici, Fismic e Failms, quindi le Rsa di Fiom, Fim, Uilm, Fismic e Failms. La convocazione per informare sulla situazione in merito allo stato del procedimento avviato per ammortizzatori sociali e riassetto societario.

La convocazione fa seguito alla nota inviata dal sindacato l’8 febbraio scorso, quando le organizzazioni avevano sollecitato un incontro chiarificatore sia su Ciò, che su piano industriale e prospettiva di ripresa della attività.

«Facendo seguito alla vostra comunicazione dell’8.2.2019 siamo a convocare un incontro presso lo stabilimento di Flumeri (Av) per il giorno 15.2 alle ore 12 al fine di fornire le richieste di informazioni riguardanti l’avanzamento delle attività di ristrutturazione e l’avviamento degli stabilimenti di IIA», si legge testualmente.

La Industria Italiana Autobus, attraverso la Direzione Aziendale nella persona di Antonio Bene, informa di essere «in costante contatto con gli azionisti, dopo le ultime modifiche agli assetti societari, per avviare percorsi di sviluppo dell’attività aziendale». A questo proposito, si fornisce un aggiornamento sulla cassa integrazione. « è in corso la preparazione del tavolo di confronto aperto presso la Direzione Generale del Ministero del Lavoro propedeutico alla prosecuzione della sospensione dal lavoro per Cigs».

L’azienda spiega ai lavoratori, attraverso il sindacato, la non disponibilità dello stabilimento per fini produttivi. «In questo momento non è possibile una completa ripresa dell’attività lavorativa per il necessario ripristino di diverse aree dello stabilimento e pertanto non è consentito, anche per ragioni di sicurezza, l’ingresso».

In questo senso la nota rappresenta un altolà a termini di legge. «Si diffidano codeste spettabili rappresentanze sindacali dall’invitare i lavoratori a comportamenti diversi che determinerebbero gravi responsabilità perseguibili a norma di legge», avverte l’azienda.

La nota si conclude con un appello alla responsabilità. «Certi della costra comprensione di questa delicatissima fase della vita aziendale, invitiamo tutti alla responsabilità, indispensabile per consentire ogni azioni di rilancio e confermiamo il nostro costante impegno per la soluzione dei noti gravi problemi sul tavolo».

La Industria Italiana Autobus, quindi, chiede qualche giorno di tempo per procedere nella direzione di una ripresa degli ammortizzatori sociali, mentre sono in corso le attività di riassetto societario, inquadrate in questa nota come il fattore decisivo per poter dispiegare una ipotesi di piano industriale, necessaria ad ottenere presso le competenti sedi ministeriali il trattamento della Cigs.

Una delegazione dell’ex Irisbus-Iveco oggi IIA

La reazione delle organizzazioni sindacali resta improntata alla massima cautela, nella determinazione di proseguire con lo stato di agitazione, data la situazione difficilissima in cui si trovano lavoratori, dal primo gennaio privi della copertura garantita fino al 31 dicembre scorso dagli ammortizzatori sociali.

Pertanto, al di là della diffida aziendale, proseguirà lo stato di agitazione nelle forme legittime. Resta lo stupore per una comunicazione tardiva, giunta nella giornata festiva, mentre il Ministero dello Sviluppo Economico sulla vicenda continua a restare in silenzio.


LA LETTERA TRASMESSA IL 10 FEBBRAIO ALLE ORGANIZZAZIONI E ALLE RAPPRESENTANZE SINDACALI

La lettera inviata alle organizzazioni sindacali dai sindacati oggi 10 febbraio 2019

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Mise

Ministero del Lavoro