Cgil, Cisl e Uil in piazza per il Lavoro a Roma

Il governo deve ritrovare la strada per la realtà in cui vive il Paese. A meno di un anno dalle elezioni politiche del 2018 le tre sigle sindacali principali, Cgil, Cisl e Uil, rivolgono un monito al governo molto simile a quello riservato in passato ad altri esecutivi alla vigilia di uno sciopero generale. I 200mila presenti alla manifestazione, con un corteo partito da piazza della Repubblica, per raggiungere piazza San Giovanni dove sono intervenuti i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, hanno chiesto all’attuale maggioranza politica di cambiare rotta. L’impressione è che la manifestazione abbia voluto dare un segnale politico anche ad un Paese frastornato, oggi privo di una vera alternativa. Gli ultmi sondaggi pubblicati dal Corriere della Sera ieri, sabato 9 febbraio, lo dimostrano. A fronte del calo delle forze di governo, con i Cinque Stelle sotto di otto punti rispetto al dato elettorale del marzo 2018, non c’è un’avanzata delle forze di opposizione. Ma per Lega e pentastellati l’allarme resta. Quasi un italiano su due tra gli intervistati non ha scelto alcuna forza politica. C’è una potenziale forte mobilità del consenso che attende di essere organizzata. La mossa del sindacato rafforza questo segnale, spiegando che la linea Camusso è ormai archiviata in una Cgil che con il nuovo segretario Landini si prepara a ritrovare l’antica collocazione della base sindacale, indipendente dalle forze politiche, ferma su una posizione di forte dialettica modificabile solo sulla base delle politiche scelte.

La Cisl Irpinia Sannio a Roma per la manifestazione nazionale a sostegno del Lavoro, La delegazione guidata dal segretario della Cisl Irpinia Sannio, Mario Melchionna

SODDISFATTA DELLA PARTECIPAZIONE LA CISL IRPINO-SANNITA. In un documento, la Cisl IrpiniaSannio esprime la «propria soddisfazione per la grande Manifestazione Unitaria svoltasi in Roma nella giornata odierna che ha visto una grandissima partecipazione di giovani, pensionati, lavoratori e cittadini che hanno preso parte all’intero corteo ed allachiusura in piazza San Giovanni con gli interventi dei tre Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil». Mario Melchionna, Segretario Generale Cisl IrpiniaSannio, sottolinea la compattezza della rappresentanza delle province di Avellino e di Benevento, che «ha dimostrato di esserci e di voler dimostrare il proprio dissenso rispetto alle politiche di un Governo che tenta di arginare la presenza e l’azione del sindacato, per divenire unico interlocutore con i cittadini». E spiega: «Questo è inaccettabile visto che in Italia da sempre le organizzazioni sindacali, quali corpi intermedi, hanno collaborato e lavorato, in modo costruttivo con tutti i Governi, per una crescita dell’intera Nazione». Per questo motivo, prosegue, «circa 1.000 persone, sono partite dal Sannio e dall’Irpinia alle primissime ore del giorno per giungere a Roma e chiedere al Governo un’attenzione particolare verso il Sud dell’Italia, della Campania ed in modo particolare per le nostre aree interne».

«TROPPI CANTIERI CHIUSI». Nel merito, le rappresentanze locali hanno sottolineato i problemi che attendono una soluzione urgente. «Abbiamo voluto partecipare anche per sottolineare l’inadeguatezza dell’annunciato blocco delle opere pubbliche, basato su una politica di costi benefici, che interessa in modo particolare le nostre aree con gravi ripercussioni per lo sviluppo economico locale ed il mantenimento dei livelli occupazionali». Ma anche «per dire e dimostrare il nostro pensiero e dissenso in merito al blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, nelle scuole, negli ospedali, nei servizi sociali ed il mancato rinnovo dei contratti pubblici, sono una operazione di allontanamento a standard di crescita imposti e richiesti dall’Europa ed un chiaro allontanamento dalla stessa in termini di visione e strategia politica». Per la Cisl IrpiniaSannio «parlare di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro è sicuramente uno dei pilastri dell’agirepolitico sindacale della nostra organizzazione e per tale motivo la ‘quota 100’ è vista per certi versi quale sistema utile alla fuoriuscita, ma consapevolmente tutti dobbiamo lavorare perché difficilmente è possibile raggiungere 38 anni di contribuzione, sia per le aree del Sud Italia, dove si entra nel mercato del lavoro in tarda età e sia per le donne, visto che non si riconosce il lavoro di cura, la maternità, che sono condizioni per le quali tante donne abbandonano il lavoro per dedicarsi alla famiglia».

LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE RESTA UN’EMERGENZA. Ancora, la Cisl sottolinea la insufficienza dei risultati realizzati in questi mesi in materia di lavoro. «I circa 1000 partecipanti della Cisl IrpiniaSannio hanno sfilato per le vie di Roma anche per dire la propria circa le politiche attive e sulla crescita dell’occupazione giovanile in Italia e per sottolineare che chi perde il lavoro nelle nostre aree ha bisogno di maggiori risposte concrete che non vengono dal solo Reddito di Cittadinanza ma che si possono concretizzare con investimenti privati e pubblici che prevedano azioni formative di accompagnamento alla creazione di nuove competenze personali e prevedere sgravi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato». Per questo motivo, si conclude il documento, «come Cisl IrpiniaSannio siamo felici ed orgogliosi della nostra Manifestazione Nazionale Unitaria, perché siamo riusciti ancora una volta a dimostrare che il sindacato è sempre e resterà sempre dalla parte dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani, dei disoccupati e dei cittadini, per spronare Governi, Istituzioni, Enti a programmare azioni, interventi atti a realizzare il Bene Comune».

Gli iscritti della Cgil in corteo a Roma in occasione della manifestazione per il Lavoro

LA CGIL IRPINA CHIEDE UN TAVOLO SULL’INDUSTRIA. In una nota il segretario provinciale della Cgil, Franco Fiordellisi, sottolinea il significato della presenza a Roma della Camera del Lavoro di Avellino. «Partecipiamo alla manifestazione unitaria di Roma per chiedere al Governo di avviare un tavolo, vero, di discussione sul futuro produttivo del sistema manifatturiero e dei servizi, ma anche una serie di concreti investimenti pubblici per creare lavoro dignitoso, invertendo la tendenza alla recessione che corre il rischio di colpire lavoratori, pensionati e disoccupati». Per Fiordellisi «si potrebbe iniziare dagli investimenti nel settore pubblico, scuola e sanità, che hanno carenze d’organico insopportabili per i disservizi che si registrano specialmente al Sud. Servono, inoltre, investimenti in infrastrutture che Irpinia significa anche adeguare e rendere sicuri i cavalcavia e le strade di collegamento con le aree interne. Quindi, manutenzione del territorio contro il dissesto idrogeologico, a tutela dell’ambiente e per lo sviluppo sostenibile. Così chiediamo risposte per rivedere la legge Fornero, garantendo una pensione ai giovani che hanno avuto lavori discontinui». Di qui il messaggio all’Esecutivo guidato da Giuseppe Conte. «Ecco perché siamo in Piazza Roma: una piazza stracolma e bellissima per dire al Governo nazionale, ma anche a tutte le altre istituzioni, ascoltate le parti sociali e il movimento sindacale. Il Governo incardini in Parlamento la discussione sulla Carta dei diritti Universali del Lavoro e per una Legge sulla rappresentanza».

Il segretario della Cgil di Avellino con gli iscritti alla Camera del Lavoro nel corte per le strade di Roma da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni

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