Ingresso alla sede nazionale del Partito Democratico al Nazareno

In casa Pd potrebbe aprirsi una pagina inedita, non solo per il partito, ma anche per la città: una sfida tutta al femminile,  il cui obiettivo è la candidatura a sindaco di Avellino. Per l’ex capogruppo dei Democratici a Piazza del Popolo, Enza Ambrosone, che ha marcato le distanze dalla componente decariana, negli ultimi passaggi sulle elezioni amministrative, in cui è emersa un’apertura nei confronti di alcune liste civiche, si starebbe creando un varco, nella difficile situazione.

Enza Ambrosone, capogruppo uscente del Pd in Consiglio comunale. Già assessore e Vicesindaco nelle Giunte di Antonio Di Nunno. Ha guidato i Gruppi del Ppi e della Margherita, tre volte dei Democratici

E’ proprio l’incertezza sulla strategia elettorale, determinata da ambizioni personali e divisioni, che può rimettere tutto in gioco, aprendo prospettive inattese.

Ambrosone ha dalla sua una consolidata esperienza amministrativa maturata sia in veste di consigliere comunale, tanto di governo quanto d’opposizione, che come assessore al Personale e vicesindaco del capoluogo. Un percorso che nasce da lontano, dai tempi del Ppi, e che adesso offrirebbe alla dirigente politica un’importante opportunità.

Nonostante le tensioni di questi giorni, dunque, il deputato Umberto Del Basso De Caro sarebbe pronto a scommettere sul suo nome, soprattutto se dovesse essere adottato lo strumento delle primarie, per la scelta della candidatura apicale, anche per ragioni meramente tattiche, trovandosi stretto tra opzioni divergenti e dovendo competere con le altre componenti interne. D’altra parte, Ambrosone potrebbe incontrare il favore anche di altre aree del partito, che vedrebbero in lei una figura di equilibrio, spendibile eventualmente nel governo di Avellino.

Chiara Maffei, dirigente Pd, con alle spalle un percorso al vertice della giovanile socialista

Contemporaneamente però sta prendendo corpo pure un’altra candidatura, quella di Chiara Maffei, già dirigente di area socialista, poi approdata nel Pd, attualmente anche lei collocata nel gruppo del parlamentare sannita

Due donne giovani e con esperienza alle spalle protagoniste delle primarie cittadine, per rompere la spirale dei tatticismi e delle conflittualità, che potrebbe portare alla definitiva deflagrazione del Pd nel capoluogo irpino e non solo.

L’insolita sfida consentirebbe, insomma, di creare attenzione attorno al progetto amministrativo e agli strumenti di partecipazione democratica, adottati dal partito di Via Tagliamento. Anche se sul campo rimarrebbero i delusi. Ma la convergenza dei big del partito sullo stesso obiettivo darebbe il necessario slancio al Pd per presentarsi al giudizio degli elettori e dare vita ad una coalizione di centrosinistra, allargata alla cosiddetta società civile.

Un candidato in rosa, vicino all’area De Caro, ma sufficientemente autonomo nell’azione, favorevole all’opzione della lista di partito, renderebbe quindi più semplice un percorso unitario delle diverse anime del Pd, agevolando anche il congelamento del rapporto con Festa e Cipriano, senza particolari contraccolpi.

La partita delle amministrative, inoltre, si interseca con il percorso del congresso nazionale. Dopo l’impegno dei tre candidati alla guida del Nazareno (Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti) a rendersi disponibili ad una gestione unitaria della forza politica, al di là dei risultati personali, diventa sempre più necessario una verifica delle posizioni ed un riassetto degli equilibri interni, in provincia di Avellino. (Leggi l’articolo)


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