E’ stato pubblicato da poche ore sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero per le Infrastrutture che stanzia 161,78 milioni di euro per le ciclovie turistiche. Tra queste, anche la Ciclovia dell’Acqua dell’Acquedotto Pugliese, da Caposele a Santa Maria di Leuca, a cui sono stati assegnati 16,62 milioni di euro. Altri 40 milioni annui sono previsti per il periodo 2020-2024.

Il tracciato della ciclovia che interessa le tre regioni, Campania, Basilicata e Puglia

Ma mentre la Regione Puglia ha concluso lo studio di fattibilità e annuncia la definizione del tracciato che va da Villa Castelli fino a Santa Maria di Leuca, resta la definizione del progetto di fattibilità da Caposele fino a Spinazzola, e il Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese- che ha lo scopo di verificarne e promuoverne il tracciato lungo tutto il suo itinerario narrativo- attende la definizione del tracciato dall’Acamir campana.

Il Ministero infatti, ha già provveduto ad assegnare un finanziamento per consentire alle tre Regioni – Puglia, Campania e Basilicata- e all’Aqp, di redigere lo studio di fattibilità, e ha soddisfatto le richieste inoltrate dagli uffici regionali incaricati. Agli atti risulta invece che la Campania abbia presentato una richiesta di 36mila euro per redigere il piano: una cifra considerata irrisoria dagli addetti ai lavori, e che necessiterà dell’appostamento di nuove risorse di cui dovrà farsi carico la Regione stessa, per ottemperare all’impegno assunto con le Regioni per presentare il piano di fattibilità al Ministero per le Infrastrutture.

La richiesta della Puglia invece, è stata di 300mila euro circa per oltre 300 km di tracciato, e 150mila è stata la cifra quantificata dalla Regione Basilicata.

Il Piano della Campania ad oggi è nelle mani dell’Acamir, l’Agenzia regionale per la mobilità, e si attende un pronunciamento dei quattro comuni coinvolti dalla pianificazione di massima: Caposele, Calitri, Teora e Sant’Andrea di Conza. In Puglia la progettazione di primo livello nel tratto finale considera la connessione con i comuni limitrofi (Lioni, Conza della Campania ed altri).

Il Coordinamento dal basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese intanto, attende il pronunciamento dell’Agenzia regionale campana sullo studio di fattibilità campano e sulla progettazione, soprattutto alla luce del Decreto licenziato ieri dal Ministero per le Infrastrutture.

In Puglia infatti, secondo gli addetti ai lavori, i progettisti sono a lavoro da tempo, e hanno già incontrato i Comuni interessati dal percorso e stabilito le attività per la valorizzazione del Genius Loci. Lo studio di fattibilità è propedeutico alla fase di progettazione e realizzazione dell’opera stessa, oltre che per la suddivisione del fondo, e da Bari arriva il sollecito tanto alla Regione Campania quanto alla Regione Basilicata a “fare presto”.

Per la realizzazione della ciclovia che collega Venezia a Torino, la cosiddetta “Vento”, le Regioni hanno rinunciato al coordinamento, assegnando la titolarità alle associazioni e ai comuni, mentre per la Ciclovia del Mezzogiorno, le regioni Puglia, Campania e Basilicata e Acquedotto Pugliese hanno optato per la formula dello spezzatino, rinunciando all’uniformità progettuale e tecnica dell’opera. Questo significherà avere tempi di realizzazione diversi e gruppi di progettazione diversi. Il dato certo è che non si potrà accedere alle risorse senza uno studio di fattibilità complessivo.

Diga di Conza della Campania

Dopo la presentazione del testo di Roberto Guido “Guida della ciclovia” a Caposele ad agosto scorso, le comunicazioni fra gli Enti Locali irpini e il coordinamento dal basso sono state congelate, e si attende un pronunciamento sull’itinerario altirpino che dovrebbe abbracciare le sorgenti di Cassano e Caposele, un tratto dell’Ofanto che ricade nel comune di Lioni, la diga di Conza e costeggiare Teora e Sant’Andrea.

Il riparto del fondo ministeriale intanto, seguirà il principio dell’equità fra le Regioni, e da per scontato che ci saranno interventi in simultanea sui tre lotti funzionali. Per questo si auspica una maggiore presenza e collaborazione fra gli Enti Locali irpini, che devono pronunciarsi sul tracciato e sul percorso di valorizzazione del territorio e del Genius Loci, come ha fatto la Puglia.

L’itinerario attuale, pubblicato sulla Guida e consultabile sul portale aqp.bike, non prevede un passaggio sul lago di Conza della Campania, in quanto il coordinamento stesso ha scelto un itinerario che attraversa le strade secondarie e a basso indice di traffico, come la Statale 7, che consente invece una vista dall’alto della valle e del lago. “Ma si tratta di una scelta arbitraria, che può essere modificata attraverso la definizione di un progetto che modifica il tracciato e prevede un investimento a valle” spiega Roberto Guido.

“Si tratta di una scelta che spetta ai Comuni e alla Regione. La Guida rispecchia il lavoro fatto dal basso, e l’itinerario che è stato costruito è frutto di questa condivisione che abbiamo avuto con le associazioni e con i comuni. Le istituzioni locali sono titolate a chiedere alla Regione Campania: così come il coordinamento ha collaborato e dialogato con la Regione Puglia per l’itinerario da Villa Castelli, così invitiamo gli altri a dialogare con le Regioni Campania e Basilicata” conclude.

Oltre alla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, unica del Mezzogiorno, il Ministero ha finanziato le ciclovie turistiche: Vento da Venezia a Torino; Sole da Verona a Firenze; Magna Grecia da Lagonegro a Pachino; Adriatica da Chioggia al Gargano; Tirrenica da Ventimiglia a Roma; Garda (periplo del Lago di Garda); Sardegna (periplo dell’isola da Sassari a Sassari); Trieste -Lignano Sabbiadoro -Venezia. Al Grab di Roma andranno 12,2 milioni.


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