Alto Calore, il Piano (di risanamento) Ciarcia all’esame di Ministeri e Regione Campania

Questa mattina confronto di merito ad Avellino sul riassetto del gestore idrico nella sede della Provincia di Avellino

Esame finale per l’Alto Calore Servizi questa mattina a Palazzo Caracciolo, sede dell’ente Provincia di Avellino, dove si riunisce il tavolo tecnico istituzionale con rappresentanti dei governi nazionale e regionale. La riunione non produrrà una deliberazione esecutiva, che invece spetta ai soci della Spa, i sindaci di Irpinia e Sannio. Ma da questo confronto verranno fuori le concrete opzioni che poi l’amministratore unico, Michelangelo Ciarcia, dovrà valutare con i sindaci nella prossima assemblea.

LE AUTORITÀ INVITATE. Ai lavori sono stati invitati: il Vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio; il Sottosegretario agli Interni, Carlo Sibilia; il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Andrea Cioffi; i componenti della VIII Commissione della Camera Umberto Del Basso De Caro e Generoso Maraia; il Vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola; il Vescovo di Avellino, monsignor Arturo Aiello; il Commissario Straordinario del Comune di Avellino, Prefetto Giuseppe Priolo; il Sindaco di San Giorgio del Sannio in qualità di rappresentante dei Comuni beneventani, Mario Pepe; il Presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo; il Direttore Generale dell’Ente Idrico Campano, Vincenzo Belgiorno; il Presidente del Distretto d’Ambito Ato Calore Irpino, Floriano Panza; i referenti del Comitato Rete ‘Acqua Bene comune Avellino – aspettando Godot”, Annamaria Pascale e Aldo D’Andrea.

Il Sottosegretario agli Interni, Carlo Sibilia

PREVALE L’INDIRIZZO DELLA GESTIONE PUBBLICA. Scontata l’assenza di Luigi Di Maio, la platea esprime in prevalenza l’indirizzo del mantenimento in mano pubblica dell’Alto Calore, con tre eccezioni: il Sottosegretario Sibilia ha sostenuto da sempre la necessità di portare i libri in tribunale, in modo da azzerare e ripartire; il Comitato Rete ‘Acqua Bene Comune Avellino, contraria alla privatizzazione della gestione idrica, a prescindere dal destino di Alto Calore, quindi implicitamente favorevole alla proposta di “Si Può: ed altri, che propongono di creare un’azienda speciale sul modello della napoletana Abc; il deputato Umberto Del Basso De Caro si è detto favorevole anche nella audizione in Commissione alla Camera ad una cessione parziale delle quote al privato, nel caso ormai acclarato di impossibilità per i sindaci di ricapitalizzare.

La facciata di Palazzo Caracciolo, sede della della Provincia

LA VENDITA NON È PIÙ ALL’ORDINE DEL GIORNO.  Nella sua relazione introduttiva, Michelangelo Ciarcia oggi ridefinirà il quadro finanziario dell’Alto Calore alla luce di tutti gli eventi registrati dall’inizio del suo mandato ad oggi, tenendo presente la posizione dei soci sindaci nell’ultima assemblea e dei colloqui istituzionali intercorsi, non ultimo quello con i Comitati per l’Acqua pubblica, ai quali ha anticipato alcuni contenuti contenuti Piano di ristrutturazione e risanamento a cui Ciarcia sta dando forma. “Alto Calore non soffre di crisi di liquidità”, aveva spiegato ai Comitati l’Amministratore Unico. “Disponiamo di un cash flow importante. Abbiamo, inoltre, da tempo e non solo di recente con l’iniziativa della società di recupero crediti, avviato un’azione di rientro delle morosità. Infine, il pensionamento anticipato di un consistente numero di dipendenti consente un alleggerimento dei costi per il personale”. Per questo, “eviterei, quindi, di parlare di crisi. Anche se all’orizzonte restano problemi che potrebbero portare ad un fallimento, oggi la situazione è in miglioramento”. Il Piano di Ciarcia appare chiaro.: l’abbattimento della spesa strutturale con i pensionamenti, il recupero di efficienza sbloccando gli investimenti sulle reti con i fondi regionali, con conseguente taglio dei capitoli manutentivi, la riduzione delle morosità, la rinegoziazione con i Comuni dei crediti per intaccare la debitoria, quindi un prestito (con Cdp) che consenta di portare l’esposizione entro limiti fisiologici. Su queste basi Ciarcia oggi chiederà a tutti, ciascuno per la propria competenza, un supporto: alla Campania di trasferire i 60 milioni necessari a mettere in sicurezza un primo decisivo modulo di impianti e reti; al Governo nazionale un ragionevole sostegno per il mutuo da Cassa Deposito e Prestiti; all’Ente idrico Campano garanzie sull’affidamento del Servizio integrato. Altre ipotesi per ora esulerebbero dalle posizioni espresse e dal cammino avviato dopo l’assemblea nella quale l’opzione ricapitalizzazione è stata ritirata dall’amministratore unico, vincolato dal mandato sulla salvaguardia della gestione pubbica.

La sede dell’Alto Calore Servizi in corso Europa ad Avellino. Il particolare degli uffici di presidenza

DECISIVA LA RISTRUTTURAZIONE DELLA SPESA. Michelangelo Ciarcia dovrà convogliare le risorse previste dal Piano industriale (Pozzoli) sugli obiettivi indicati dalla strategia, che punta ad abbattere la spesa con un rilancio degli investimenti sulla manutenzione straordinaria e ordinaria delle reti e degli impianti. Nel contempo, la complessa manovra punta ad un rientro dal debito razionalizzando con la maggiore liquidità il ricorso al credito, migliorando un’operatività che consentirà di aumentare l’efficenza, anche grazie ad un contrasto maggiormente efficace della lotta all’evasione. Sessanta milioni assicurati dalla Regione Campania per gli investimenti in opere strategiche nel triennio consentiranno di alleggerire gli oneri del personale tecnico sui conti ordinari, ridurranno la necessità di interventi straordinari per ripristinare l’erogazione idrica, ridurranno la dispersione degli acquedotti, quindi abbatteranno la bolletta energetica, per la minore quantità d’acqua che sarà necessario captare per garantire il fabbisogno delle popolazioni. Tutto questo necessita la assoluta puntualità dei Comuni e della Regione nell’assicurare gli apporti nei tempi prestabiliti. L’amministratore unico Michelangelo Ciarcia, che sostiturà fino al 2021 il precedente consiglio d’amministrazione presieduto da Lello De Stefano avrà anche poteri di amministratore delegato, proponendosi di fatto come un vero e proprio commissario straordinario interno all’azienda. Dovrà completare un percorso difficile e impopolare per molti versi, avviato dal Presidente De Stefano nell’agosto del 2013 e culminato nel 2014 con l’assorbimento nell’Alto Calore Servizi della consorella ‘Patrimonio’, nata dallo sdoppiamento del Consorzio Interprovinciale Alto Calore nel 2003.

UN TECNICO PLENIPOTENZIARIO SCELTO DAI SINDACI. Michelangelo Ciarcia, 62 anni, una laurea in economia commercio ed una esperienza quarantennale alla direzione amministrativa dell’azienda di suo padre, il Prosciuttificio Vittorio Ciarcia di Venticano, nella sua cittadina natale è stato sindaco per dieci anni dal 1999 al 2009, ricoprendo varie responsabilità in giunta e nelle varie commissioni fin dal 1983, quando ha assunto anche la presidenza della locale Fiera e dalla Pro Loco che la organizza. Commercialista e Revisore Contabile dal 1984, dopo aver conseguito l’abilitazione presso l’Università degli Studi di Pisa, ha due studi a Venticano e a Grottaminarda. Consulente del lavoro, aziendale e tributario, è stato sindaco effettivo in numerose aziende pubbliche e private, ricoprendo anche incarichi di curatore fallimentare e presiedendo numerosi collegi sindacali. Tra le società pubbliche si ricordano l’Alto Calore Servizi spa, l’Air spa; tra gli enti locali, la Provincia di Avellino, il Comune di Capri, l’Ato Calore Irpino e la Direzione Didattica di Pietradefusi e l’Istituto Superiore di Pietradefusi. Parla correntemente inglese. Sul piano politico, è stato candidato alla guida del Partito Democratico provinciale di Avellino, prima di ritirarsi per presunte irregolarità nella formazione della anagrafe degli iscritti, contestate sia presso gli organi competenti del partito regionale e nazionale che in sede giudiziaria. Dal 30 luglio 2018 è l’amministratore unico dell’Alto Calore spa, dopo il quinquennio di presidenza De Stefano.

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