IIA al capolinea: non c’è piano industriale. Fiom: tavolo al Mise

Probabile la proroga di Karsan per altri 30 giorni. Le segreterie sindacali chiedono un piano industriale e un terzo socio privato. Non si profilano però notizie in merito nè certezze sul futuro della produzione di autobus in Valle Ufita. Cassa integrazione per pochi mesi.

Si chiude con un nulla di fatto il lungo pomeriggio romano per la IIA. Dopo circa cinque ore di discussione, tutto si è chiuso nel peggiore dei modi. L’unica proposta avanzata della Cassa integrazione per 3 mesi non è supportata da un piano industriale. Le segreterie sindacali non firmano, consapevoli della situazione economica liquefatta dell’attuale assetto aziendale. 

Giuseppe Zaolino (FISMIC) appena fuori gli uffici del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dichiara: “L’azienda è indebolita al punto tale da non poter anticipare la cassa. Karsan e Leonardo hanno illuso i lavoratori. Non si è presentata Invitalia. La maggioranza delle azioni è nelle mani di Karsan, che non ha un piano industriale per Valle Ufita. Non ha idee nè progetti. Abbiamo toccato con mano che il Movimento 5 Stelle è in difficoltà ma soprattutto che il progetto di rilancio è una chimera”.

Gli fa eco Silvia Curcio (Fiom). Dichiara: “Tutto rinviato, chiediamo una convocazione al MISE. Visto che il Governo fa sapere di essere a lavoro per noi, vogliamo sapere con chiarezza qual’è la realtà dei fatti per la società”. Amarezza, delusione e sconforto. Un viaggio, l’ennesimo, che per la prima volta ha avuto il sapore deciso dell’epilogo.

“Non c’è nulla sul futuro di Valle Ufita – prosegue Zaolino –  Serve un intervento di Luigi Di Maio e deve trovare il tempo per intervenire personalmente e convocarci al Mise. Se non si sblocca la vertenza qui ci sono responsabilità precise. Si pretendeva firmassimo la Cig al buio. L’unica possibilità è una svolta che Di Maio deve dimostrare. Diversamente faremo centinaia di vertenze legali perchè i dipendenti o li tieni in cassa o li fai lavorare o li licenzi”. 

L’incontro è stato presieduto da Romolo De Camillis Dirigente dei Rapporti di lavoro e delle Relazioni Industriali e Giuseppe Sapio (Responsabile Controversie Lavoro).

La riunione è durata molte ore. Iniziata alle 14,30, è terminata oltre quattro ore dopo. Lo scenario emerso da subito aveva indotto le rappresentanze sindacali locali, regionali e nazionali alla massima cautela prima di assumere una decisione radicale.

Perfino a Bologna lo stato della Industria Italiana Autobus appare compromessa, spiegano i sindacato. L’azienda “per pagare gli stipendi chiede lo sblocco dei pagamenti per gli ordinativi, sollecitando la mediazione della Regione Emilia Romagna”, comunicano le segreterie sindacali in tempo reale. Si attendono gli incassi per sbloccare gli stipendi degli operai. Intanto sono state perse 400 commesse per “non avere ottemperato agli ordini”.

IL DRAMMA VIA SOCIAL. Ribadita la situazione economica di particolare dissesto dell’azienda con una forte situazione debitoria. Nessuna firma al momento da parte delle segreterie sindacali presenti al tavolo. La seduta è ancora in corso e di difficile risoluzione, mentre gli operai continuano ad arrivare nella Capitale. Non è stato fatto cenno, a quel che ci è dato sapere, ad un piano industriale. Alcuni lavoratori hanno raggiunto Roma. E dalla capitale arriva il post via social “senza certezze non si firma nulla. Meglio morire ora e con la schiena dritta”. Di seguito la nota integrale diffusa dalla Fiom Cgil nazionale.


Fiom: «La crisi si sposta al tavolo del Mise»

Nota congiunta di Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e Giuseppe Morsa, segretario generale Fiom Avellino

Il lungo confronto di oggi al Ministero del Lavoro è stato fallimentare. La direzione aziendale ha prospettato per lo stabilimento di Flumeri, in provincia di Avellino, una richiesta di cassa integrazione straordinaria per soli 3 mesi. La Fiom, insieme a tutte le organizzazioni sindacali, ha chiesto la proroga per 12 mesi per la riorganizzazione dello stabilimento al fine di realizzare il piano industriale e la rioccupazione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori. La situazione è peggiorata dal fatto che sono anche a rischio le retribuzioni per i lavoratori, sia di Flumeri sia di Bologna.

Il Ministero del Lavoro al termine dell’incontro ha preso l’impegno a convocare un nuovo tavolo al più presto. Abbiamo chiesto la convocazione urgente di un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico per la presentazione del piano industriale per il rilancio degli stabilimenti di Flumeri e di Bologna, e per avere chiarimenti sull’assetto societario. L’ipotesi alla quale, secondo quanto comunicato al tavolo, si starebbe lavorando è l’ingresso di Invitalia, la progressiva riduzione delle quote societarie dell’azienda turca Karsan e la permanenza di Leonardo.

Nel corso dell’incontro si è discusso in particolare delle condizioni dello stabilimento di Flumeri. L’azienda ha evidenziato che sono necessari interventi strutturali per mettere in sicurezza lo stabilimento e servono investimenti per l’ammodernamento dell’impiantistica ormai obsoleta. L’obiettivo produttivo più urgente è la realizzazione di 23 autobus per adempiere alla commessa del Comune di Genova. Complessivamente l’azienda ha calcolato che sono stati persi 400 autobus, tra Bologna e Flumeri. Una perdita enorme.

Sono ormai 7 anni che le lavoratrici e i lavoratori di Industria Italiana Autobus di Bologna e Flumeri attendono un piano per la reindustrializzazione e la rioccupazione.
In attesa della convocazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico per la definizione dei nuovi assetti proprietari e degli ammortizzatori sociali necessari, domani si svolgerà un’assemblea nello stabilimento di Flumeri”.


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