Ad una settimana dall’assemblea nazionale di Catania del Coordinamento Nazionale per i tribunali soppressi, gli avvocati serrano le fila e marciano dritti alla volta di Roma. Alla vigilia dell’arrivo del Guardasigilli ad Avellino, le toghe nere oggi non andranno dal Ministro. “Il comitato a cui abbiamo aderito ha l’incarico di coordinare le iniziative e rappresentare tutti i 30 tribunali soppressi con la riforma giudiziaria del 2013: la nostra linea è quella di rivendicare quanto sottoscritto nel Contratto di Governo e ottenere un incontro col Ministro” spiega l’avvocato Marcello Luparella, espressione dell’ex tribunale di Ariano Irpino e componente del comitato nazionale.

Il Ministero di Grazia e Giustizia

“Interveniamo soltanto come comitato ed escludiamo iniziative isolate: è contro la nostra logica. La linea iniziale è quella di chiedere la concreta applicazione del Punto 12 del contratto siglato dal Governo, che prevede la riapertura di tutti i tribunali soppressi, senza distinguo. E’ stato ampiamente dimostrato che la riforma giudiziaria del Governo Monti ha fallito, e noi ne chiediamo l’annullamento” continua. La richiesta però è da considerarsi soltanto per i 30 tribunali e non per le 230 sezioni staccate.

L’edificio dell’ex tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi

“La richiesta di un incontro al Ministro Bonafede è stata inoltrata a luglio, e non chiediamo audizioni private. Al momento registriamo una marcia indietro del Governo su quanto sottoscritto: all’insediamento dell’esecutivo sono stati fatti degli annunci, mentre oggi si parla di “uffici di prossimità”, mille in tutto, che dovrebbero colmare le lacune sui servizi ai cittadini. Sarebbero in realtà degli sportelli, ma non abbiamo certezze e stiamo valutando”.

In realtà l’introduzione del processo civile telematico renderebbe vana la presenza di uno sportello deputato a soddisfare le domande da parte dei cittadini, che potrebbero recarsi in qualunque studio legale. “Potrebbe anche essere considerato un modo per rendere la percezione che il Governo stia lavorando su questo tema, ma alla fine non farà niente” sottolinea l’avvocato.

Rosanna Repole e Domenico Gambacorta

Altro elemento utile nelle mani degli avvocati è il pronunciamento del Guardasigilli Bonafede sulla impossibilità di riaprire tutti i tribunali soppressi, e la garanzia, nel contempo, di valutare proposte efficaci e situazioni particolarmente critiche. Una esposizione che aveva portato gli avvocati della Fondazione Grassi di Ariano Irpino a immaginare una “fusione” dei circondari giudiziari di Ariano Irpino e sant’Angelo dei Lombardi, tale da proporre un unico palazzo di giustizia.

“Si tratta di una linea seguita fin dall’inizio, ma è servita soltanto a metterci gli uni contro gli altri, senza risolvere il problema. Si è parlato anche della riapertura certa soltanto per sei casi, quelli ritenuti più critici ed eclatanti, ma non si è concretizzato niente. Non è possibile fare una scelta sul criterio delle criticità, perchè significa on volere affrontare il problema. Anche nelle scorse ore il problema è stato sollevato nel question time della Camera, ma ha risposto un delegato del Ministro. Siamo in attesa di conoscere gli sviluppi del dibattito parlamentare, ma siamo pronti alla mobilitazione a Roma, per una manifestazione nazionale” ha concluso.


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