Lega, Cantalamessa: avviata collaborazione con Biancardi

Il segretario regionale della Lega si smarca dalla lista Prima gli Irpini, rivendicando un filo diretto con il vertice di Palazzo Caracciolo. I progetti dei Salviniani in Irpinia, nel Mezzogiorno e nel Paese.

Gianluca Cantalamessa, deputato e coordinatore regionale della Lega, ad interim responsabile del partito ad Avellino

«Siamo un partito con un progetto politico chiaro: crediamo nella comunità e le nostre priorità sono la sicurezza ed il lavoro. Nel Mezzogiorno intendiamo costruire nuove opportunità per i cittadini, affrancandolo dalla vecchia politica». E’ quanto sostiene il numero uno della Lega in Campania, il deputato Gianluca Cantalamessa, reggente dei salviniani in provincia di Avellino.

Segretario, come procede il commissariamento della Lega in Irpinia?

«Stiamo portando avanti un’attività di ascolto del territorio. In questa fase di commissariamento della struttura irpina abbiamo preferito non presentare la lista alle elezioni provinciali. Non appena saremo pronti ad affidare nuovamente la guida del partito nelle mani del gruppo dirigente locale, chiuderemo questa parentesi».

Non riconoscete, dunque, come espressione della Lega la lista “Prima gli Irpini”?

«Assolutamente no. Al suo interno ci sono esponenti a noi vicini, ma non si tratta della lista della Lega. Abbiamo però avviato un rapporto di consultazione e collaborazione direttamente con il presidente Biancardi». (Leggi l’articolo)

In che modo?

«Attraverso la costituzione di un tavolo istituzionale, che segua da vicino tutti i passaggi per la realizzazione della stazione Hirpinia dell’Alta Velocità, che sarà insediata in Valle Ufita. Manterremo fede agli impegni assunti».

Dai sondaggi emerge che il consenso del partito sarebbe in netta crescita in Campania ed in tutto il Mezzogiorno. Che ne pensa?

«Nella nostra regione i sondaggi ci danno al 22%. Ma non ci lasciamo abbagliare dai risultati dei rilevamenti demoscopici. A noi interessa il contatto con le persone in carne ed ossa. Il nostro obiettivo è selezionare una classe dirigente vicina al territorio. Non portatori di voti, ma rappresentanti che conoscono i problemi e le istanze dei cittadini».

Qual è il progetto politico a cui intendete dare forma?

«Nel Mezzogiorno manca una visione del futuro. Vogliamo quindi costruire un progetto politico lungimirante, che punti sul binomio Sicurezza e Lavoro, con un forte attaccamento alla comunità».

Considerate ormai riuscita la trasformazione da forza autonomista – e prima ancora separatista – del Nord Italia a forza nazionale ?

«Direi proprio di sì. Siamo un partito nazionale con un forte impianto regionale, anche sotto il profilo organizzativo. La presenza di tanti sindaci in Parlamento, conferma che l’insediamento nei territori resta essenziale».

Si parla spesso del percorso congressuale che dovrebbe portarvi ad assumere una nuova identità, probabilmente su base federale, aggregando altre piccole realtà politiche pronte a coadiuvarvi. E’ così?

«L’evoluzione della Lega è ormai già compiuta. La nostra identità non è in discussione, né all’orizzonte ci sono l’adozione di nuove sigle o la creazione di contenitori. Dovremo soltanto completare l’iter per il rinnovo degli organismi a tutti i livelli. Siamo un partito fortemente strutturato. Non ci sarà nessuna annessione di altri movimenti o ipotesi localistiche da percorrere. Soltanto in Sardegna abbiamo siglato un patto federativo con una formazione storica come il Partito sardo d’azione. Ciò non toglie che potremo ospitare nelle nostre liste personalità esterne rappresentative, che condividono la linea e gli obiettivi della Lega».

Quali considera i tratti salienti della Lega oggi?

«L’attaccamento alla comunità e ad un progetto politico. Siamo una forza politica che intende rappresentare i bisogni della gente comune, non difendere i privilegi di qualcuno. Per questo siamo molto attenti alla selezione dei nostri militanti e della classe dirigente, per evitare di imbarcare opportunisti, soprattutto in un momento di successo elettorale, quando si diventa un riferimento diffuso. Con noi c’è chi ci crede veramente».

Il rapporto con i Cinque Stelle sembra scricchiolare. C’è chi immagina che, visto il vostro crescente consenso, dietro l’angolo ci sia un ritorno alle urne ed una nuova alleanza con gli altri partiti di centrodestra, guidati dalla Lega. E’ così?

«Abbiamo firmato un contratto con i Cinque Stelle, che intendiamo rispettare. I punti dell’accordo sono realizzabili ed  andremo avanti per raggiungere concretamente gli obiettivi. L’alleanza con il centrodestra non è mai stata sciolta. In tante regioni governiamo assieme. Non c’è alcun tatticismo. In giro riscontriamo una grande fiducia dei cittadini, nei nostri confronti. Le aspettative sono molto alte. Non deluderemo gli elettori».