“Mani della Puglia sulle sorgenti irpine”, Vecchia: difendiamoci

IL SINDACO SALVATORE VECCHIA AMMONISCE. Da oltre settant'anni l'Irpinia al centro delle dispute tra Puglia, Sannio e Napoli, scrive su Facebook, esibendo un giornale del 1953. Intanto con la Pavoncelli bis pronta, l'Aqp può incrementare le proprie quote utilizzando anche l'invaso di Conza

Il Sindaco di Cassano Irpino lancia un appello ai sindaci e al territorio per una mobilitazione generale a difesa delle sorgenti. Mentre la Regione Campania annuncia iniziative per tutelare il diritto dei cittadini salernitani ed irpini sul fiume Sele, alla luce dell’avvenuto completamento della nuova Galleria Pavoncelli a Caposele, Salvatore Vecchia rilancia la battaglia anche per il fiume Calore.

Il sindaco di Cassano Irpino Salvatore Vecchia. Dal borgo da lui amministrato scaturiscono le acque che alimentano il Calore e il sistema idrico delle province di Avellino e Benevento, ma anche della Regione Puglia

Si tratta di una esigenza non rinviabile, considerato che dall’inizio del prossimo anno l’entrata in funzione a regime della Pavoncelli bis consegnerà di fatto nelle mani dell’Acquedotto Pugliese il controllo assoluto sui trasferimenti idrici dal Sele e dal Calore.

UNA BATTAGLIA STORICA. Il Sindaco di Cassano riprende la copia di un vecchio giornale locale di Benevento per far capire agli irpini quale rischio corra la provincia di Avellino. In un post diffuso su Facebook Vecchia esibisce la prima pagina di questa pubblicazione datata 30 marzo 1953, “riguardante la disputa tra Sannio e Puglia per accaparrarsi l’acqua di Cassano”, scrive il Sindaco. “Ecco, abbiamo dormito per 64 anni e forse è il caso di svegliarci per ricordare a tutti che l’acqua delle nostre terre debba essere rivendicata innanzitutto dall’Irpinia”, conclude il post. L’iniziativa del Sindaco Vecchia assume un particolare significato in questo momento cruciale per le sorti idriche, alla vigilia di decisioni che avranno per decenni conseguenze sugli interessi dei cittadini avellinesi ed irpini. Tre le questioni chiave: gli appalti a valere sui primi stanziamenti (ormai prossimi) dalla Regione Campania per la riqualificazione delle reti idriche; la elaborazione nel 2019 della prima programmazione generale delle acque e delle sorgenti in Campania dell’Eic, Ente Idrico Campano, che ha preso il posto degli Ato, sostituiti da Distretti idrici; la rinegoziazione degli accordi sugli idroprelievi, che dovrà stabilire un recupero a favore del fabbisogno irpino a saldi invariati, cioè aumentare la quota di acqua per la provincia di Avellino, riducendo quelle pugliese e napoletana.

La prima pagina del giornale NEL SANNIO pubblicato il 30 marzo 1954 nel post su Facebook del Sindaco Salvatore Vecchia

Appare chiaro che l’intervento contestuale sulla rete idrica e la maggiore quantità d’acqua destinata ai consumi irpini possono definitivamente chiudere il capitoli della penuria estiva, garantendo alle riserve di rigenerarsi e alke falde di ricostituirsi.

Il monito di Vecchia, Sindaco della principale fonte sorgentizia della Campania, viene dal rappresentante di una istituzione locale direttamente coinvolta nelle decisioni che verranno e, con i Sindaci di Caposele (per il Sele), Montella e Mirabella Eclano (per il Calore), Bagnoli Irpino (per l’Altopiano del Laceno), Conza della Campania, Teora (per Sele e alto Ofanto), Nusco, Torella dei Lombardi (per l’Ofanto), Volturara (Piana del Dragone), Serino, Cesinali e Santo Stefano del Sole (Sabato), maggiormente consapevole delle dinamiche sociali e ambientali connesse all’acqua, ai fiumi e alle sorgenti.

In questa fase di transizione dall’Ato all’Eic, con il governo del settore in fase di regionalizzazione, tocca ai Comuni, cioè al territorio, farsi sentire e premere sulla deputazione irpina in Consiglio Regionale perchè metta la questione idrica irpina, per una volta, al centro dell’interesse campano.


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