Giovani Confindustria, Villano: “Il Governo apra al Reddito per lo sviluppo”

LA CONVENTION DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI NELL'INTERVISTA A MARIA GRAZIA VILLANO. Gli imprenditori bocciano il Def del Governo gialloverde e chiedono investimenti su imprese e infrastrutture e cuneo fiscale. "I centri per l'impiego non sono strutture adatte a costruire il mercato del lavoro in Irpinia. Subito una strategia di attrazione degli investimenti al Calaggio e a Pianodardine"

La strategia del Governo giallo verde sulle misure di rilancio dell’economia e del contrasto alla povertà preoccupano gli imprenditori. Nella 33ma convention dei Giovani Imprenditori di Confindustria che si è tenuta a Capri il 19 e 20 ottobre scorsi, è stato affrontato il tema del Mezzogiorno come grande questione nazionale, ma anche un piano per le infrastrutture materiali e immateriali, la necessità di innovazione delle aziende, e gli incentivi alle start up giovanili. Dalla convention dunque, è emersa una sonora bocciatura del Documento di Economia e Finanza licenziato dall’esecutivo di Governo, a cui i giovani imprenditori contestano soprattutto un incremento delle misure assistenziali che congelano di fatto le prospettive di investimenti e crescita dell’economia reale. Il reddito di cittadinanza è una misura sagomata sull’assistenzialismo che farà emergere l’incapacità dei Centri per l’Impiego di reinterpretare il mercato del lavoro. A rappresentare l’Irpinia, la presidente di Giovani Imprenditori di Confindustria Maria Grazia Villano.

La sede avellinese dell’Unione Industriali

Dottoressa Villano, perchè l’imprenditoria è contraria al reddito di cittadinanza?

“Si tratta di una manovra utopistica. Per quanto ritengo che possa essere interpretato come misura di contrasto alla povertà e quindi sia i questo senso una iniziativa lodevole, ritengo che non ci siano i presupposti per realizzarla: le misure prioritarie sono la riapertura delle aziende e la creazione di posti di lavoro, per riempire i centri per l’impiego di offerte e renderli funzionanti”.

Il reddito di cittadinanza è un disincentivo al lavoro?

“Si se si prendono soldi come sussidio e non come strumento utile ad avviare una produzione o a inserirsi nel mercato del lavoro”.

Qual è la proposta lanciata a Capri da Confindustria Giovani?

“E’ stato proposto di sostituire il reddito di cittadinanza con il reddito di sviluppo. I fondi destinati alla copertura di chi non ha un reddito nè un lavoro potrebbero andare a giovani imprenditori per la creazione di start up innovative, tale da creare un meccanismo virtuoso sui territori, con nuova occupazione e un incremento dell’economia reale”.

Ministro per il Sud- Barbara Lezzi

Quali sono le priorità del Mezzogiorno?

“Il Paese ha bisogno di ridurre lo spread in questo momento, mentre nel Mezzogiorno abbiamo bisogno di infrastrutture, di ridurre il cuneo fiscale, di creare lavoro. Se riusciamo a costruire un sistema economico forte e solido, avremo modo anche di pensare a misure di sussidio per chi non ha reddito. L’unico modo che conosco è quello di garantire il buon funzionamento delle aziende che già ci sono, e incentivare gli investimenti per un ampliamento delle produzioni”.

I Centri per l’Impiego sono stati individuati come i nuovi strumenti di mediazione del mercato del lavoro. La sua azienda si è mai rivolta a questa struttura per assumere maestranze o figure professionali specifiche?

“Mi sono interfacciata con i centri per l’impiego, ma non l’ho trovato conveniente, nè ritengo che siano strumenti per segnalare risorse. Hanno banche dati obsolete che non si rivelano efficaci, mentre le aziende viaggiano sul protocollo di Industria 4.0. Sarebbe necessaria una riforma di questi istituti, con la digitalizzazione completa e l’integrazione dei dati, per aprirsi ai vari collegamenti degli altri uffici pubblici e privati. In questo momento non assolvono alle loro funzioni”.

Incrociando i dati sull’Irpinia, si evince che ogni impresa che opera in provincia dovrà assorbire 26 lavoratori. Il centro per l’Impiego dovrà essere in grado di presentare almeno  tre proposte ad ogni individuo destinatario del reddito, che una volta esaurite saranno motivo di perdita del reddito sussidiario stesso. Cosa ne pensa?

“Non so come il Governo pensa di trovare le risorse per il sussidio, resta il fatto che i centri non formulano nessuna offerta perchè quella spetta alle imprese. Se le risorse stanziate dalla Finanziaria andassero al reddito per lo sviluppo, con la definizione di requisiti di accessibilità e altri, si potrebbero mettere a regime idee produttive per i territori e innescare processi virtuosi. Bisogna partire dal lavoro non dai sussidi”.

Il reddito di sviluppo potrebbe trovare terreno fertile in Irpinia?

“Ci sono tanti capannoni industriali vuoti che possono essere riutilizzati. Io stessa avrei voluto occupare un capannone già esistente per l’ampliamento della mia azienda, ed evitare nuova cementificazione, ma non è stato possibile”.

L’ingresso ai vecchi uffici avellinesi del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Avellino, l’Asi

Che ruolo può avere l’Asi in questa partita?

“L’Asi ha un ruolo fondamentale: se gestisse in maniera più opportuna e in coerenza con la mission delle aree industriali, dovrebbe occuparsi della tenuta in sicurezza delle aree, della pulizia e delle infrastrutture, che sono fondamentali per fare impresa. A Vallata non c’è ancora il gas e siamo davvero in una condizione disagiata”.

L’ottenimento della Zona Economica Speciale- Zes per la Valle Ufita è estesa anche al Calaggio e a Pianodardine, ma i siti stentano a manifestare appetibilità.

“Grazie all’intervento di Confindustria Avellino è stato ottenuto il decreto anche per i siti del Calaggio e Pianodardine, e a breve l’unione degli Industriali promuoverà una convention dedicata all’attrattività di nuove aziende: si creano opportunità interessanti che consentono investimenti di lungo periodo. Dagli sgravi fiscali ad altri benefici, gli imprenditori saranno informati e invitati a trasferirsi da noi”.


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