Il risveglio del Mezzogiorno dipende dalle politiche di sviluppo. Il Sud dell’Italia rappresenta per il Paese un patrimonio di potenzialità, che va valorizzato per il bene delle sue comunità nell’interesse nazionale ed europeo. La risposta positiva dell’economia meridionale agli stimoli e agli investimenti nazionali nell’ultimo periodo dimostra che occorre dare continuitá alla strategia di ammodernamento attuata nel Sud.

Questo il messaggio contenuto nel libro a cura di Giuseppe Coco e Amedeo Lepore con la prefazione di Claudio De Vincenti “Il risveglio del Mezzogiorno. Nuove politiche per lo sviluppo” (edito da Laterza). Presentato a Roma l’11 aprile di quest’anno, presenti tra gli altri Carlo Calenda e Sabino Cassese.


La presentazione del libro | RADIO RADICALE | 11 aprile 2018


 

La riflessione è stata oggetto di un convegno ad Avellino il 28 giugno scorso, presenti gli autori, moderato da Luigi Famiglietti, con la partecipazione del deputato Umberto Del Basso De Caro, del Presidente dell’Alto Calore Servizi Lello De Stefano, del Presidente dell’Osservatorio Regionale sui Rifiuti Enzo De Luca, di sindaci e amministratori locali.

In una fase di mutamenti drastici (ed emozionali) del quadro politico, il libro rappresenta, attraverso la analisi e le riflessioni di autorevoli protagonisti delle istituzioni e dell’economia, la vitalità dimostrata della società meridionale di fronte agli stimoli venuti dalle politiche per il Mezzogiorno garantite in questi anni dalla leva fiscale e dai programmi di sostegno alla innovazione, alla competitività e alla riprogrammazione.

La copertina del volume “Il risveglio del Mezzogiorno”

Nella prefazione all’opera, l’ex Ministro De Vincenti sottolinea la necessità di continuare con interventi strutturali sul Mezzogiorno, non sotto forma di aiuti ma di investimenti nazionali mirati a rendere competitivo nel contesto europeo quel terzo del Paese naturalmente predisposto sul piano sociale, economico e culturale a crescere, se adeguatamente accompagnato.

La qualità e la forza del tessuto imprenditoriale, capace di evolvere e svilupparsi sfidando i limiti del contesto sul piano infrastrutturale e ambientale, il talento e la buona volontá di nuove generazioni abili a cogliere le opportunitá del progresso tecnologico, sono garanzia di successo per l’intero Paese, qualora si procedesse con il perseguimento di un disegno nazionale nel Sud dell’Italia.

Giuseppe Coco (docente di Economia Politica all’Università di Firenze e fino a pochi mesi fa Capo della segreteria tecnica del Ministro De Vincenti) e Amedeo Lepore (docente di Storia economica all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e già Assessore alle Attività produttive della Regione Campania) hanno raccolto testimonianze che riscrivono la Questione Meridionale, ripercorsa nelle sue tappe fondamentali da De Vincenti, inquadrandola nella fase attuale.

Accantonata per una parte degli anni ’90, dimenticata certamente per tre lustri nel primo ventennio degli anni 2000, la questione del Sud oggi richiede continuità delle politiche attuate nell’ultimo quinquennio, quando si è creduto nella prospettiva di un Mezzogiorno competitivo, orgoglioso della propria identità in Europa e nel mondo.

In sostanza, il Meridione deve poter allinearsi ai nastri di partenza della sfida globale nelle stesse condizioni delle altre regioni italiane e continentali. Istruzione, Industria 4.0, sburocratizzazione, un disegno strategico per la logistica, i porti, le infrastrutture e i servizi, sicurezza, sono i capitoli su cui l’Italia deve garantire omogeneità nella programmazione della sua crescita, oppure non potrà superare il gap che sconta dalla Germania, nè sedersi autorevolmente ai tavoli dell’Unione per dare slancio al progetto storico degli Stati Uniti d’Europa.

Soprattutto, questo appare chiaro leggendo il libro, l’Italia senza il Sud non potrà ritagliarsi quel protagonismo nel Mediterraneo che è stato il fulcro della sua storia nei millenni, base per la stessa nascita e fondazione della moderna Europa.


APPRONDIMENTI | L’intervista pubblicata dal Sole24Ore a Claudio De Vincenti il 9 maggio 2018