Strage Bus, contro Autostrade Spa il legale dei funzionari della Motorizzazione

Proseguirà il prossimo 16 novembre il processo in corso presso il Tribunale di Avellino per la "strage del bus", quando sarà ascoltato il responsabile civile di Aspi, l’avvocato Giorgio Perroni. Oggi è toccato alla difesa rispondere alla pesanti richieste di condanna

Il Palazzo di Giustizia di Avellino

Proseguirà il prossimo 16 novembre il processo in corso presso il Tribunale di Avellino per la “strage del bus”, come è stata definita. Dopo le richieste di condanna delle ultime due udienze a carico dei vertici di Autostrade per l’Italia, del titolare dell’agenzia di viaggi che aveva organizzato la gita da Pozzuoli a Pietrelcina, quindi di due funzionari della Motorizzazione di Pozzuoli, ha iniziato a parlare la difesa. Come era prevedibile, il legale dei due dipendenti della Motorizzazione civile di Napoli, l’avvocato Francesco Casillo, ha tentato di alleggerire la posizione dei suoi assistiti, per i quali c’è una richiesta di condanna nell’ordine a nove e sei anni e sei mesi di carcere, scaricando le responsabilità decisive sulla concessionaria.

Contestando alla procura di Avellino un “accanimento” nei confronti degli imputati di Pozzuoli, Gennaro Lametta, Vittorio Saulino e Antonietta Ceriola, il legale ha spiegato che la causa della strage va ricercata nella inefficienza delle barriere autostradali. Tra poco meno di un mese sarà ascoltato il responsabile civile di Aspi, l’avvocato Giorgio Perroni.

La vicenda riguarda la morte di quaranta persone in viaggio a bordo di un pullman proveniente da Pietrelcina e diretto a Pozzuoli sulla strada del ritorno, finito invece nel territorio di Monteforte Irpino giù dal Viadotto Acqualonga, in una scarpata dopo un volo di quasi quaranta metri. La tesi dell’accusa conclamata dalle richieste di condanna è che sia il titolare del bus, risultato usurato e non in condizione di circolare, sia i funzionari della Motorizzazione, con l’uno chiamato a rispondere del tentativo di falsificazione dei documenti dopo l’avvenuta strage, sono considerabili colpevoli quanto i vertici della concessionaria autostradale, carente secondo il procuratore di Avellino Rosario Cantelmo nei suoi doveri di manutenzione del viadotto e dell’intera rete in concessione.


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