L’Ospedale di Ariano salpa verso il DEA di I Livello

Presso il presidio ospedaliero di Ariano Irpino è aperto il reparto di lungodegenza. In corso la lotta per attivare il servizio di radioterapia e quindi ottenere la classificazione di DEA I Livello.

Ariano Irpino – Attivo il reparto di lungodegenza presso il presidio ospedaliero Sant’Ottone Frangipane di Ariano Irpino. Sedici posti letto disponibili. Già operativo buona parte del personale.

Riparte da qui la riorganizzazione interna del presidio per salire la china dei requisiti necessari per riconquistare il riconoscimento DEA I livello. Sulla stessa linea la battaglia in corso per il servizio di radioterapia.

Al bando l’incresciosa situazione legata all’ospedale Landolfi di Solofra, adesso gestito dal Moscati, ad Ariano Irpino, si avanza sulla “riorganizzazione” del plesso così come dichiarato dal direttore dell’ASL Maria Morgante lo scorso 28 settembre. Nell’occasione il capo dell’Azienda ha sottolineato l’importanza del presidio per il comprensorio, la centralità di una buona gestione interna e la pianificazione di nuove assunzioni mediante concorso pubblico. Quindi una situazione di riassetto tra i reparti per tenere alto il livello di efficienza.

L’amministrazione comunale retta da Domenico Gambacorta continua a monitorare e a seguire da vicino l’evolversi dell’azienda.

Il reparto di lungodegenza, formalmente dovrebbe essere inaugurato a giorni. Di fatto però è già disponibile per ospitare i primi pazienti che necessitano di cure assistite.

Continua quindi la fase di ridefinizione della mappa sanitaria della provincia irpina. Dove si collocano in forma nuova, se vogliamo rafforzata, le cliniche private. Lunedi otto ottobre inaugura il servizio di radioterapia presso la Casa di Cura Villa Maria di Passo Eclano (Mirabella). Un segno “più” che non si pone in antitesi ai presidi pubblici con i quali la struttura eclanese dialoga e interagisce costantemente. Semplicemente un valore aggiunto rispetto all’utenza che, purtroppo, è cresciuta molto nella necessità di usufruire di tale specialità.

Dinamiche in movimento dunque nell’ambito di quella sanità campana tanto discussa e osteggiata. Controversa e in lotta. Spesso per la marginalità di fondi a disposizione. Eppure in grado di fornire assistenza. Spesso anche in modo egregio.

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