“Nocciole del territorio nei prodotti Ferrero”, nasce la Nutella irpina

Coldiretti Avellino lavora alla definizione di un contratto con la multinazionale per implementare il progetto e annuncia l'apertura al pubblico per informazioni.

Coldiretti Avellino apre gli uffici per fornire informazioni sull’adesione dei coltivatori al Progetto Nocciola Italia. Lo ha confermato il presidente dell’associazione Salvatore Loffreda, impegnato in queste ore alla sottoscrizione del contratto con Ferrero.

Come riferito in queste ore da nuovairpinia.it la Ferrero Spa di Sant’Angelo dei Lombardi attiva in Irpinia il “Progetto Nocciola Italia”, che propone la concreta opportunità di riconversione e valorizzazione di ampie superfici del territorio, diventando così strumento di sviluppo economico, sociale e sostenibile.

Si tratta di un progetto di filiera già avviato in altre regioni come l’Umbria e il Piemonte, dove l’azienda leader mondiale nel comparto dolciario ha promosso importanti iniziative di riconversione di terreni e acquisto a km zero del prodotto, per amplificare il valore del prodotto e del made in Italy.

L’apertura della multinazionale dolciaria ubicata negli stabilimenti di Sant’Angelo dei Lombardi ha solleticato l’interesse non solo dei coltivatori impegnati nella produzione della nocciole, ma anche di quanti sono in possesso di terreni da destinare invece a nuove coltivazioni.

Così dal Mandamento alla punta estrema dell’Alta Irpinia, l’interesse per il Progetto Nocciola Italia è alle stelle. Mentre Coldiretti lavora ai dettagli del contratto e attende la prossima riunione per ulteriori passi in avanti, avanzano le proposte dal Vallo Lauro Baianese, dalla Bassa Irpinia e dal Partenio, e dall’Alta Irpinia.

L’interesse suscitato dal Progetto Nocciola Italia incrocia la politica economica della Regione campania, che ha aperto un’ampia linea di credito ai giovani per favorire nuovi insediamenti in agricoltura. Le misure aperte nel comparto dell’agricoltura spingono ad incrementare i volumi di ettari coltivati e a innescare un meccanismo occupazionale. Con il sostegno di un colosso come Ferrero nelle politiche di incentivo, la corsa alla riconversione dei terreni è assicurata. Dopo il Piemonte e l’Umbria, l’azienda dolciaria intende applicare la mission della produzione a km zero anche nel Mezzogiorno, agganciando i territori che ospitano gli stabilimenti.

L’Irpinia intanto si conferma patria della nocciola. Dall’ultimo censimento agrario, risulta che la provincia di Avellino è uno dei maggiori produttori della Campania e che contribuisce al 50 per cento alla definizione della produzione totale regionale. La Campania a sua volta vanta un terzo della produzione totale nazionale. A livello regionale, negli ultimi anni si è affacciata sulla scena Teano, nel casertano, che ha moltiplicato la produzione di nocciole e si è imposta sul mercato.


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