Area Dem lancia anche in Irpinia la sfida per la riorganizzazione del Pd

La componente franceschiniana, che fa riferimento all’ex senatore Enzo De Luca, si prepara in vista della scadenza congressuale, aprendo il confronto dentro e fuori il partito. I dirigenti Ida Grella e Franco Russo chiariscono i temi del dibattito. Cresce l'attenzione per la proposta di Zingaretti.

La targa del Partito Democratico all'ingresso della sede romana al Nazareno

Area Dem lancia anche in Irpinia la sfida per la riorganizzazione del Pd. La componente franceschiniana, che fa riferimento all’ex senatore Enzo De Luca, si prepara anche in provincia di Avellino in vista della scadenza del congresso nazionale del Pd, avviando un lavoro di ricucitura del tessuto militante del partito e di rilancio dei temi politici e sociali considerati prioritari.

Ida Grella, esponente di Area Dem, già capogruppo al Comune di Avellino

«Mai come adesso – spiega l’ex capogruppo al Comune di Avellino, Ida Grella – c’è bisogno nel Pd di un’ala moderata, che sappia fungere da cerniera tra le diverse sensibilità presenti e sia in grado di gettare un ponte verso l’esterno, ragionando con tutti quei soggetti sociali che si sentono disorientati, rispetto a quanto sta succedendo nel Paese, visti i valori predominanti in questa fase e le difficoltà che la crisi ha determinato negli utlimi anni». Dopo le sollecitazioni giunte all’appuntamento di Cortona (leggi l’articolo), si guarda quindi con maggior fiducia al futuro: «Avanti a noi c’è uno spazio politico enorme che deve essere riempito di contenuti. Non siamo tra quelli che pensano si debba sciogliere il partito o abbatterlo e ricostruirlo senza avere un’idea chiara sul da farsi. Riteniamo, invece, fondamentale recuperare i valori etico-sociali e gli entusiasmi del progetto iniziale, volgendo soprattutto uno sguardo verso i ceti più deboli della comunità, ampliando i confini del partito ed avviando un confronto con le altre forze di centrosinistra».

La dirigente democratica, Ida Grella, sottolinea la delicatezza del passaggio attuale e l’importanza della posta in gioco: «Si apre una stagione congressuale decisiva per le sorti del Pd, ma anche dell’Italia. Una forza organizzata che si ispiri agli ideali riformisti e progressisti, che crede nella convivenza civile, è quanto mai necessaria, per arginare la spinta populista e rafforzare la prospettiva europeista. Non c’è futuro senza un’Europa coesa, che sia però in grado di ascoltare le esigenze sociali dei cittadini e di valorizzare le specificità dei singoli Paesi».

Occorre, dunque, avviare un percorso nuovo anche nel Pd irpino: «Dobbiamo mettere da parte gli scontri ed i veleni che hanno caratterizzato gli ultimi anni, ritrovando un’unità di intenti. Quando la politica deve ricorrere alla magistratura per ripristinare il rispetto delle regole all’interno di un partito, vuol dire che la classe dirigente ha fallito. Va, dunque, rimessa al centro la discussione sui contenuti, mettendo in soffitta i tatticismi, le logiche correntizie ed i personalismi».

Da parte di Grella, non manca poi una considerazione critica su quanto sta succedendo al Comune di Avellino: «Non comprendo le scelte del gruppo di congelare la sfiducia al sindaco, in attesa delle elezioni provinciali. L’ignoranza politica ed istituzionale che vediamo ai vertici dell’ente cittadino, come dello Stato, è inaccettabile e richiede una risposta decisa ed efficace».

Franco Russo, esponente di Area Dem, già consigliere comunale di Avellino

Anche l’ex consigliere comunale, Franco Russo, considera irrinunciabile una ripresa dell’attività politica: «Dobbiamo ricominciare a muoverci tra la gente. Non è affatto vero che la politica non abbia più nulla da dire e che il Pd sia un’esperienza da archiviare. Penso, invece, che vada riscoperto il senso della militanza e costruito un nuovo percorso, facendo tesoro degli errori che indubbiamente sono stati commessi. Questo partito ha ancora notevoli potenzialità da esprimere e in un modo o nell’altro resta al centro della scena nazionale e locale».

Bisogna ripartire, quindi, dai prossimi appuntamenti: «Lancio un appello a partecipare alla manifestazione indetta a Roma per il 30 settembre, consapevole che ci sono tanti cittadini che desiderano costruire un’alternativa all’attuale governo e al modello di Paese e di società che abbiamo sotto gli occhi. E’, insomma, il momento di chiamare a raccolta ed aggregare tutte le energie positive che condividono un orizzonte di solidarietà, di progresso e di apertura alle differenze, per dire no a chi semina odio».

Pensando al futuro del Pd si guarda con attenzione anche alla manifestazione organizzata per il 13 e 14 ottobre dal governatore del Lazio, Zingaretti, come chiarisce Franco Russo: «Mi sembra che sia la pista giusta da seguire: confrontarci con i pezzi di società che intendiamo rappresentare sui problemi concreti e riaprire il dialogo con chi si è allontanato dal partito, per dare vita e forma ad una rete di alleanze politiche ampia. Personalmente considero Zingaretti la persona giusta per rivestire il ruolo di segretario nazionale, capace di porsi in discontinuità con Renzi ed il renzismo».

Enzo De Luca, esponente del Pd irpino e campano in un momento del suo intervento a Cortona, durante la tregiorni promossa dall’ex Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e dalla sua componente, Areadem

A Via Tagliamento è, quindi, tempo di voltare pagina:«Come sostiene il senatore De Luca, bisogna recuperare i rapporti politici ed umani. Il punto di partenza non può che essere il ritiro del ricorso presentato contro le modalità di svolgimento dell’assemblea congressuale, che hanno poi determinato l’elezione del nuovo segretario. Dobbiamo invece discutere di proposte e priorità del partito».

Sulle vicende cittadine, invece, l’ex rappresentante di Piazza del Popolo auspica che i Democratici assumano una posizione chiara e coerente: «Questa amministrazione ha dimostrato non solo di non avere i numeri per governare, ma di non esserne capace. L’unico obiettivo che ha è attaccare con qualunque mezzo l’avversario, per costruirsi un alibi per le proprie insufficienze. Il Pd deve quindi fare un’opposizione ferma e mandare a casa il sindaco e l’esecutivo, avendone la possibilità, per avviare un nuovo e credibile progetto per la città, non dimenticando che alle ultime elezioni siamo stati bocciati dall’elettorato perché non abbiamo dato segnali di rinnovamento».