Giornate europee del patrimonio, Manocrea espone al Carcere Borbonico

Sabato 22 e domenica 23 settembre in occasione delle giornate europee del patrimonio, il Carcere Borbonico di Avellino apre le porte alla creatività e alla cultura, per offrire spazi di condivisione e valorizzazione delle eccellenze del territorio

Spazio all’artigianato e alla creatività. In occasione delle giornate europee del patrimonio promosse dal Ministero dei Beni Artistici e Culturali, il Carcere Borbonico di Avellino ospita una due giorni all’insegna della promozione della cultura e dell’artigianato. Oltre alla presentazione di libri di vari autori irpini, fra cui Gianni Festa, ed Emilia Bersabea Cirillo, la due giorni del 22 e 23 settembre sarà dedicata all’esposizione del design creativo e dell’artigianato, con laboratori tecnici e colazioni ‘speciali’ per adulti e bambini a cura dell’associazione Manocrea, rappresentata da Stella Maccario e Giorgia Pacileo.

“Abbiamo intenzione di rendere permanente l’esposizione delle creazioni artigianali” spiega Stella Maccario. “Sabato e domenica al Carcere Borbonico ci saranno 18 espositori: dall’artigiana che produce cappelli in tessuto a quella che lavora la lana irpina; dai designer di gioielli agli artigiani della ceramica, da chi stampa le magliette a chi fa borse e accessori femminili; ma anche cucce per cani e gatti e cravatte fatte a mano” continua.

L’associazione Manocrea nasce con un duplice scopo: offrire uno spazio in città in cui poter esporre la propria creatività e il secondo è quello di costruire l’interesse sulla creatività e sul gusto del bello, per avvicinare grandi e piccoli a questa cultura. “Abbiamo intenzione di diffondere la bellezza e di educare la città alla creatività, ma soprattutto intendiamo innalzare il livello delle produzioni artigianali” sottolinea Maccario. “In questo momento constatiamo che il design artigianale o non è accessibile perchè troppo costoso, oppure si limita all’hobbistica e quindi è poco ricercato. La creatività è un esercizio fondamentale per rigenerare il cervello, e noto che da noi questa cultura è latente, a differenza di tante città del nord Italia”.