Piano di zona 4, ultimatum ai sindaci
Fortini: 30 giorni per l’azienda consortile

La Regione Campania assume la guida della riorganizzazione dei servizi, accompagnando i Comuni. A rischio oltre otto milioni per le prestazioni sociali nell'ambito

Il Puano di zona 4 è una esperienza che può dirsi conclusa oggi. Lo ha detto chiaramente l’assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania, Lucia Fortini, oggi ad Avellino per incontrare i sindaci dell’ambito. Lo hanno ribadito i quattro consiglieri regionali che hanno formalizzato la soluzione possibile, avanzata nel corso di un incontro pubblico al Circolo della Stampa di Avellino.

La Presidente della Assemblea Regionale Rosa D’Amelio e i consiglieri Maurizio Petracca, Vincenzo Alaia e Francesco Todisco, hanno spiegato che l’unica soluzione possibile allo stallo attuale è il passo indietro dei Comuni, lasciando ad una Azienda Consortile il compito di gestire i servizi. Una opzione obbligata visto il vuoto che al momento si è creato nel Piano di zona 4, la cui costruzione ormai ultimata nel primo semestre di quest’anno sotto la responsabilità dell’Assessore Teresa Mele, si è interrotta con la fine della consiliatura.

A questo punto, per evitare di perdere le opportunità dei finanziamenti significativi disponibili o già programmati, complessivamente oltre otto milioni di euro, i consiglieri regionali hanno esortato i Sindaci a mettere da parte il proprio campanile e a provvedere alla ratifica delli statuto, che consentirà rapidamente una operatività al nuovo soggetto. Questa mattina al Comune di Avellino si sono fatti già alcuni passi. L’Assessore Fortini ha dato una scadenza perentoria alle amministrazioni locali, spiegando che entro trenta giorni i consigli comunali dovranno ratificare la nascita di quella che sarà a tutti gli effetti una società partecipata, con personale e dirigenza autonoma, bilancio e organo di gestione indipendente, dotazione patrimoniale e disponibilità delle strutture garantiti nella misura adeguata, corrispondente al peso demografico, dai Comuni soci.

Maurizio Petracca a sinistra, poi Rosa D’Amelio e Maurizio Petracca al circolo della stampa

Se non si arriverà al via libera, le conseguenze riguarderanno in particolare gli enti locali più piccoli, ha lasciato intendere l’Assessore.

La storia del Piano di Zona Sociale risale a cinque anni fa, quando tra scontri politici e commissariamenti è rimasto bloccato fino al 2016, quando l’Assessore ai Servizi Sociali Teresa Mele e il Sindaco di Avellino Paolo Foti sono riusciti a ricompattare il Consiglio comunale del Capoluogo e ad aprire un dialogo con gli enti associati. Una lunga fase istruttoria bloccata dalla scadenza elettorale quando erano avviate le procedure per la formazione dello staff e la partenza concreta delle attività, previste dalla seconda metà di quest’anno.