Comune di Avellino, Sindaco Ciampi:
non ho alleati in Consiglio

In attesa dell'approdo in aula del bilancio, il primo cittadino rivendica la sua autonomia da qualunque ipotesi di convergenza politica, mentre le forze consiliari tentano di posizionarsi. Sullo sfondo il nodo congressuale del Pd

Al Comune di Avellino il sindaco Ciampi smentisce voci di intese anche indirette con questo o quel gruppo consiliare. Nessuna intesa con i Democratici di Livio Petitto ed Enza Ambrosone, né con altre componenti di via Tagliamento vicine al segretario provinciale. Per ora glissa sulle parole degli aspiranti alleati, da Luca Cipriano a Gianluca Festa, che in queste ore hanno attribuito alla inesperienza dei Cinque Stelle la causa di una linea apparsa loro quantomeno ambigua, come hanno spiegato.

«Ugo Maggio rappresenta la sintesi scelta liberamente dal consiglio comunale. Quello di ieri è stato un voto libero per tutti, a cominciare dal Movimento Cinque Stelle», ha affermato il sindaco di Avellino in una nota. Ad oltre due mesi dal ballottaggio, esorta i consiglieri e gli assessori a procedere sui problemi. «Adesso è davvero il momento di concentrarci tutti, nessuno escluso, sulle risposte da dare agli avellinesi», aggiunge, invitando le rappresentanze consiliari, a partire dal Presidente eletto Ugo Maggio, a partecipare alla giornata ecologica organizzata in piazza Kennedy.

Quanto alle accuse di sponda con il Pd a sostegno della candidatura di Iacovacci, taglia corto: «Rivendichiamo con forza la nostra totale piena autonomia nella votazione del presidente del consiglio comunale: nessun apparentamento con nessuno». E precisa: «Abbiamo avuto piena libertà di voto. Nel segreto dell’urna abbiamo votato secondo la nostra coscienza».

La linea del primo cittadino in questa fase è chiara. Leggendo le evidenti difficoltà di quello che era il Centrosinistra, dilaniato dalle solite contrapposizioni tra fazioni e personalismi, intende approfittarne in questa fase per far partire la consiliatura e navigare a vista, contando sul fatto che dall’attuale balcanizzazione del gruppo dirigente di via Tagliamento potrebbe scaturire una aggregazione con cui costruire in una fase più matura ponti programmatici stabili. L’approdo in aula del bilancio sarà il momento della verità per lui e per ciascuno dei consiglieri presenti a piazza del Popolo.

Nel frattempo, proseguono i toni da campagna elettorale su più fronti. Da Cipriano come da Festa fino a Preziosi, che invita il Sindaco a scegliersi gli interlocutori stabili con cui dare vita ad una versione avellinese del ‘Contratto di governo’ lanciato dai Cinque Stelle a livello nazionale, ciascuno gioca la sua partita per posizionarsi in vista delle evoluzioni prossime del quadro consiliare.

Non fa eccezione il sindaco, che conferma «l’impegno preso in campagna elettorale», annunciando che si ridurrà lo stipendio da sindaco «fino ad adeguarlo a quello di funzionario dell’Agenzia delle Entrate. La riduzione avverrà con restituzione mediante versamento nelle casse del Comune. La somma sarà  poi utilizzata, di volta in volta, in progetti utili per la città, la cultura, le scuole e i bambini. Noi del Movimento Cinque Stelle, a cominciare dai nostri portavoce in Parlamento, diciamo sempre quello che facciamo e facciamo sempre quello che diciamo».

La porta della presidenza nella sede centrale dell’Alto Calore, ad Avellino

In questo contesto, i dossier della città restano sul tavolo. In queste ore l’incontro tra l’amministratore unico dell’Alto Calore Servizi, Michelangelo Ciarcia, e Vincenzo Ciampi, è servito a fare chiarezza sui passi che attendono Avellino e gli altri soci irpino-sanniti per un salvataggio della azienda di corso Europa che, come è stato ribadito, coincide con la sopravvivenza della gestione idrica pubblica in una Campania che dipende dalle sorgenti alimentate dai Monti Picentini.

Sullo sfondo le possibili novità in casa dei Democratici, su cui pende la conclusione della infinita battaglia post-congressuale. Il caso Avellino sarebbe proprio in questi giorni all’attenzione del segretario nazionale.


L’ANALISI. Se una sera di Maggio tramonta il Pd di Avellino