Sanità in Campania,
De Luca apre al dialogo
Laboratori, ora si discute

Nota della Direzione Salute: sì al confronto con i Ministeri vigilanti e le parti sociali. Clima più disteso con il Governo dopo la Conferenza delle Regioni

La prescrizione di un medico di base. La diagnostica è da anni al centro di polemiche tra medici, governo e pazienti per la stretta sulla spesa coperta dal servizio sanitario nazionale e regionale

Il Governatore Vincenzo De Luca sceglie la via diplomatica per ottenere il ritorno ai poteri ordinari nella Sanità in Campania, dopo oltre dieci anni di commissariamento. Punta ad aprire il dialogo con il Ministero, dopo il primo positivo incontro con Giulia Grillo nella Conferenza delle Regioni.

La sua disponibilità sarà esclusivamente sui temi, i problemi e le soluzioni. In questo quadro, anche a proposito della riorganizzazione dei laboratori d’analisi si prepara al confronto con i Ministeri vigilanti, Salute e Finanze, coinvolgendo le rappresentanze delle categorie interessate. De Luca sa che un altro anno sotto le forche caudine dai parametri del Piano di rientro, vale a dire spesa ingessata e sotto tutela, autonomia limitata e aliquote al massimo, non gli consentirà di arrivare alla scadenza elettorale del 2020 con un saldo positivo nel settore più atteso del suo mandato, percepita ancora come un gigante malato. Con una nota diffusa dalla Direzione Salute Regione Campania rende noto il suo nuovo approccio. “In merito alla complessa problematica della riorganizzazione e dell’efficientamento della rete laboratoristica, la Regione intende aprire, anche alla luce di recenti determinazioni di altre Regioni in Piano di Rientro, a tutte le forme aggregative che consentano, nella sostanza, di conseguire l’obiettivo di una reale razionalizzazione del processo produttivo, nel rispetto dell’attuale normativa in materia e nella salvaguardia dei livelli occupazionali”, si legge in premessa.

Il Governatore all’Ospedale del Mare di Napoli

“La Regione Campania intende anche prevedere specifiche premialità per le aggregazioni già costituite secondo il modello organizzativo “hub & spoke”, in una cornice di certezze sul fronte dei contratti e dell’erogazione delle prestazioni di laboratorio su scala sovraziendale”. Pertanto, si prosegue, “nei prossimi giorni la Regione avrà, su questa tematica, un’interlocuzione con i Ministeri affiancanti e ulteriori momenti di confronto con le associazioni di categoria”. Nel frattempo, è stato deciso “un breve slittamento del termine fissato al 30 giugno 2018”. La Direzione Salute conclude sottolineando l’obiettivo della collaborazione per giungere al risultato di un accordo condiviso che possa soddisfare Regione, Ministeri e cittadini, fino al 2015 penalizzati dai tetti di spesa imposti alla diagnostica. “La Regione conferma che l’intento prioritario della riorganizzazione della rete laboratoristica regionale è quello di assicurare la più alta qualità e sicurezza delle prestazioni rese ai cittadini”.

IL NODO DELLE ASSUNZIONI. La carenza di personale tra i medici e gli anestesisti, frutto del blocco imposto al turn over fin dal 2008 con l’avvio del commissariamento, rappresenta una seria ipoteca sul futuro qualitativo e quantitativo del servizio sanitario regionale della Campania, al di là del recente episodio di una donna che ha lamentato sui social media “l’impossibilità di sottoporsi a un intervento chirurgico per mancanza di anestesisti”, caso poi chiarito dalla Direzione Salute. Le immissioni realizzate nelle pieghe dei rigorosi parametri finanziari imposti dai Ministeri vigilanti non consentono in prospettiva la continuità generazione di medici e infermieri, oltre che del personale amministrativo.

⇒ ARCHIVIO. Il bilancio tracciato agli Stati Generali della Sanità a maggio

⇒ LEGGI La nota diffusa dal Governatore sugli Stati Generali della Sanità

Forte delle cifre annunciate il 18 maggio scorso, “novecento milioni di premialità, settemila posti di lavoro in più, la stabilizzazione dei precari, l’abbattimento delle liste d’attesa, il miglioramento eccezionale nella limitazione dei parti cesarei, le fratture al femore operate entro le 48 ore, l’eliminazione del ticket regionale, l’apertura di pronto soccorso in tutta la regione e l’apertura per ultimo, dopo un anno e mezzo di lavoro, del pronto soccorso generale del CTO. E ancora 1,6 miliardi sbloccati per l’edilizia ospedaliera, che determineranno una svolta nelle strutture sanitarie di tutta la regione”, il Governatore punta a trattare con il Ministero della Salute per ottenere maggiori risorse a vantaggio di un rafforzamento degli organici, quindi a un miglioramento dei servizi.

De Luca ha chiesto un confronto serrato per modificare i criteri di riparto del fondo nazionale, in modo da cambiare i criteri attuali ‘voluti nei decenni scorsi dalla Lega’, che penalizzano ogni anno per 250 milioni la Campania”.

SCENARIO NAZIONALE IN EVOLUZIONE. Il tema delle maggiori coperture su base regionale, anche dove vige il regime di rientro forzoso, è stato al centro dell’ultima Conferenza delle Regioni con il nuovo Ministro della Salute, Giulia Grillo. Oltre ad aver rimarcato la necessità di sganciare le nomine nella Sanità pubblica dalla politica, il nuovo titolare del Dicastero ha promesso più fondi e un ridimensionamento del peso che in questi anni ha avuto il Ministero delle Finanze sulla capacità di programmazione in materia sanitaria.

Per il Coordinatore della Commissione Salute in seno alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Antonio Saitta, quello con il Ministro è stato “un incontro utile e un primo scambio di vedute” (leggi la nota diffusa al termine dei lavori).

Nel video le dichiarazioni del Ministro Giulia Grillo raccolte dal sito della Conferenza.