Il Pd alla Provincia di Avellino si schiera con Buonopane

«RESPONSABILE LA SUA SCELTA». Il Partito Democratico provinciale respinge polemiche, ricostruzioni e accuse contro il Presidente decaduto in attesa del ricorso al Consiglio di Stato: «Ha vinto legittimamente sulla base di un regolamento approvato da altri»

Il Pd alla Provincia di Avellino si schiera con Buonopane. Respingendo polemiche, ricostruzioni e accuse mosse contro il Presidente decaduto in attesa del ricorso al Consiglio di Stato, la Federazione provinciale sottoscrive le scelte compiute dal Sindaco di Montella, ribadendo che non saranno i tecnicismi a fermarlo: «Ha vinto legittimamente sulla base di un regolamento approvato da altri». Alla Provincia di Avellino il Pd confida in un esito favorevole dell’attuale contenzioso amministrativo, attendendo fiducioso il giudizio del Consiglio di Stato. Di seguito la nota.


RESPONSABILE LA SCELTA DI BUONOPANE, RESPINGIAMO RICOSTRUZIONI VOLGARI E RIVENDICHIAMO LA NOSTRA DIGNITÀ POLITICA

Nota della segreteria provinciale del Pd Avellino

Rino Buonopane, presidente della Provincia di Avellino, Sindaco di Montella

La ratio della riforma Delrio istitutiva della provincia vede nel presidente un organo di garanzia che decide in via monocratica nell’interesse di tutti. In questo senso anche l’assenza di un legame fiduciario con la maggioranza consiliare e la previsione di un organo collegiale che ha una funzione prevalentemente consultiva e comunque ancillare. In questa ottica, il vuoto istituzionale che avrebbe potuto indurre – così come è successo – la decisione del Tar, con la conseguente assenza di un presidente che potesse svolgere le funzioni conferitegli dalla norma, rendeva necessario, in ossequio a quanto previsto dal solo statuto della provincia di Avellino, la nomina di un vice che non lasciasse l’ente privo di guida in un momento cruciale ed in attesa della articolata definizione complessiva del contenzioso (gravame in appello, eventuale sospensiva, sentenza definitiva, eventuale rinnovazione degli scrutini e della proclamazione del Presidente).

In ragione dello scenario ipotizzabile la decisione del presidente Buonopane è stata in linea con quel senso di responsabilità e di equilibrio che la sua funzione richiedono; senso di responsabilità ed equilibrio che sembrano estranei a chi continua ad usare l’arma del dileggio dell’offesa e della mistificazione volgare e becera come cifra del loro impegno. Il Partito Democratico rappresenta migliaia di iscritti con una storia politica e personale fatta di impegno, coerenza e dignità politica, non frutto di disinvolte e repentine quanto opportunistiche scelte stravaganti. La dignità politica che in un quadro provinciale avvelenato da personaggi senza storia e coerenza politica in cui prevale il mero calcolo privo di passioni ideali, identità politica, appare un concetto usato a sproposito da chi poco lo conosce e ancor meno lo pratica.

Giova ribadire che in alcun modo la sentenza del Tar di Salerno allunga ombre sul dato politico emerso dalle urne lo scorso 18 dicembre con la vittoria di Rino Buonopane. I due voti contestati ed oggetto del parziale accoglimento del ricorso fanno riferimento a due consiglieri comunali costretti al ricovero ospedaliero a cui fu garantito il diritto di voto. Il Tar ha semplicemente considerato illegittimi quei voti perché espressi da consiglieri ricoverati in strutture fuori provincia. Non è dato sapere a chi tra i due candidati alla presidenza della provincia i due consiglieri ospedalizzati assegnarono la preferenza. Quello che è certo, invece, è che il regolamento per le elezioni fu scritto ed approvato dalla struttura provinciale senza alcuna polemica, che ad ammettere il voto di quei consiglieri fu l’ex segretaria generale scelta dal precedente Presidente dell’amministrazione provinciale, e che nessuna voce si levò, né durante né dopo le operazioni di voto, per denunciare l’ammissibilità di quelle schede. Certi che il Consiglio di Stato riconoscerà il primato della tutela del diritto di rappresentanza democratica su quello della territorialità, i fatti e la logica ci dicono che la sentenza del Tar non mette in alcun modo in discussione la vittoria politica del Presidente Buonopane.


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