Appello dei lavoratori Novolegno al Ministro Patuanelli

Lettera aperta a Stefano Patuanelli di rsu e rappresentanze sindacali. Chiedono l'intervento del Governo per «forzare il muro di silenzio dietro il quale si trincera il Gruppo Fantoni, ad un anno dalla chiusura dello stabilimento»

Appello dei lavoratori Novolegno al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, per chiedere l’intervento del Governo per il rilancio industriale dello stabilimento chiuso dal Gruppo Fantoni. A poche ore dalla visita del Ministro a Flumeri e Ariano Irpino, le rappresentanze sindacali unitarie e i segretari delle sigle provinciali di categoria lamentano il muro di silenzio opposto dal Gruppo friulano a quelli che fino a pochi mesi fa erano i dipendenti della Novolegno, realtà di rilievo nazionale nel riciclo del legno. «L’azienda Novolegno ci nega un confronto serio», scrivono, segnalando il timore che sia in corso una vendita della fabbrica di cui non sanno nulla. Di seguito il testo integrale della missiva che contiene l’appello dei lavoratori Novolegno al Ministro.


Lettera aperta al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli

Documento (per i lavoratori) della RSU: Pasquale Sorriento, Angelo D’Onofrio, Maurizio Fasulo, Angelo Di Donato; (per Fillea-Cgil) Antonio Di Capua; (per Feneal-Uil) Carmine Piemonte; (per Filca Cisl) Giovanni Lo Russo; (per Ugl Costruzioni) Angelo D’Onofrio

Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico

Sig. Ministro le scriviamo Stefano Patuanelli, in occasione della sua visita in Irpinia e dopo aver richiesto varie volte incontro, presso il MISE, per metterla a conoscenza delle problematiche relative alla Novolegno-Gruppo Fantoni di Arcella Montefredane (Av) che vuole cessare l’attività industriale in Irpinia a favore di ingenti investimenti in altro sito del Friuli per produrre manufatti sviluppati da noi lavoratori Novolegno di Avellino in circa 40 anni. L’azienda Novolegno ci nega un confronto serio, mentre ha la Cigs in corso, affidando attività di smontaggio macchinari dello stabilimento di Arcella non contemplato nell’accordo sindacale, mentre voci riportano anche della vendita dell’opificio, tutto senza alcuna informativa di merito. Eppure entro dicembre l’Advisor, individuato in sede ministeriale, doveva informarci ma niente!

La Novolegno di Montefredane in località Arcella

Per noi è fondamentale aprire, affrontare e discutere un programma di re-industrializzazione per un nuovo piano industriale. Le Aree Interne non posso subire un ulteriore scippo, con perdita di posti di lavoro e reddito! Per queste ragioni, Lei deve sapere, che siamo in presidio permanente presso la sala consiliare del Comune di Montefredane dal 9 gennaio, quarantaquattro giorni e notti, e da una settimana in sit-in presso lo stabilimento di Arcella, per non far uscire, eventualmente, i macchinari, la situazione è tesa, non le sfuggirà. La cessazione di attività, i licenziamenti di oltre 100 dipendenti, più volte richiamate in confronti presso la Regione Campania, al Comune di Montefredane, ci sembra consegnare l’inerzia dello Stato, del Governo, che in uno con le Istituzioni coinvolte non sono in grado di fare un’azione persuasiva, di forza, per portare al tavolo il Gruppo Fantoni, questa cosa è davvero insopportabile ed inaccettabile.

Lavoratori della Novolegno in sit in

Come lavoratori abbiamo sempre dato il massimo, per cui la convocazione al Mise è il minimo che ci aspettiamo dopo tanti anni di lavoro. L’obiettivo è l’individuazione di soluzioni idonee a scongiurare la dismissione e i licenziamenti, ma anche ad assicurare una corretta, trasparente, gestione dell’accordo di CIGS, con verifica dei comportamenti aziendali nella eventuale, cessione a terzi. Riteniamo che sia fondamentale il confronto prima dello smontaggio dei macchinari el’asporto dei mezzi di produzione dallo stabilimento Novolegno di Arcella, VOGLIAMO sapere cosa si farà nell’area e cosa faremo noi lavoratori!
Per questo lei, il Governo, deve attivarsi, in tutti i modi, seppur in un momento delicatissimo per l’Italia, per non lasciare indietro la vertenza Novolegno, non possiamo accettare di essere “defraudati/rubati” dei macchinari dello stabilimento, senza che ci sia stato INCONTRO, adeguata informativa e prospettive future.
Distinti saluti.


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