Campania fuori dal Commissariamento, i medici a De Luca: ricostruiamo insieme la sanità pubblica

Il vice segretario regionale della Confederazione Italiana Medici Ospedalieri della Regione Campania Carmine Infante prende atto del risultato raggiunto dal Governatore, ma lo avverte sull'urgenza di una manovra di rilancio della sanità pubblica

Stabilizzazione dei precari della Sanità tra gli obiettivi in Campania dopo l'uscita dal commissariamento durato un decennio

Campania fuori dal Commissariamento, ma ora i medici si rivolgono al Governatore Vibcenz De Luca, proponendo di sedersi al tavolo e programmare una vera e propria ricostruziond della Sanità pubblica. Incassato il parere tecnico del Ministero delle Finanze e quello della Salute, il commissario della sanità campana Vincenzo De Luca attende il pronunciamento della Conferenza Stato-Regioni il 28 novembre prossimo per poi approdare alla formalizzazione del recupero dei poteri ordinari nella sanità, in Consiglio dei Ministri. Un risultato particolarmente atteso dai cittadini in Campania, e a cui il Governatore De Luca ha dedicato non pochi sforzi, con un lavoro costante e impegnativo per risollevare i Lea, i Livelli Essenziali di Assistenza, che con quota 167 punti, hanno superato ampiamente la soglia minima prevista. Mentre la struttura commissariale esulta per il risultato incassato, i sindacati pensano alla politica sanitaria da mettere in campo sul territorio regionale.

Carmine Infante- vice segretario regionale Cimo- Medici Ospedalieri

“Ora la parola spetta alla politica”, spiega Carmine Infante, vice segretario regionale Cimo – Confederazione Italiana Medici Ospedalieri della Regione Campania, e segretario aziendale ad Avellino. “Il pronunciamento dei due Ministeri coinvolti, Salute e Finanze, sblocca i 600 milioni di euro di premialità, e questo è già un aspetto positivo. Ma il sindacato attende i risultati concreti sul futuro”, aggiunge. “Uscire dal piano di rientro è un fatto positivo, ma resta un evento burocratico: sono le intenzioni quelle che restano da valutare”. L’esponente della Cimo chiede un pronunciamento del Governatore sul Piano sanitario regionale e sulla riforma della medicina territoriale, puntualmente inserita e approvata negli indirizzi di programmazione, che però difficilmente trova concreta adozione. Ma soprattutto, ritiene “urgente rinnovare il contratto dei medici ospedalieri che è fermo da 10 anni”, mentre ricorda che “i pronto soccorso sono senza personale e le mancanze vengono colmate con i medici di reparto. A questo aggiungiamo il grave rischio a cui sono sottoposti, sia di azioni legali da parte dei pazienti che con le aggressioni fisiche. Senza contare che gli stipendi sono molto bassi”, continua. Infante evidenzia in particolare la grave criticità a cui sono sottoposti i presidi ospedalieri, mal supportati dalla medicina territoriale, che continua a sottrarsi dalla presa in carico dei codici bianchi e rimanda al pronto soccorso, causando un sovraffollamento nelle corsie degli ospedali. “Bisogna rendere operative ed efficienti le guardie mediche e i 118, che devono avere una funzione stabile sui territori, e fare da filtro per gli ospedali. Spesso ci ritroviamo ad accogliere codici bianchi, ma anche casi che in realtà sarebbero destinati all’assistenza sociale” spiega.

Vincenzo De Luca durante la conferenza stampa convocata per illustrare i contenuti del Piano di Edilizia Sanitaria in Campania

“La Camoania fuori dal commissariamento, quindi uscire dal piano di rientro, deve servire a rimuovere gli ostacoli che stanno paralizzando l’attività sanitaria. Vorremmo che ci fossero le idee chiare su cosa fare. C’è una fuga di medici dalla sanità pubblica e una corsa verso i privati: bisogna interrogarsi principalmente su questo aspetto e fornire chiarimenti sull’organizzazione interna. Spesso le strutture ospedaliere non riescono ad integrare medici nel loro organico perchè non partecipano ai concorsi. Nelle aree interne come la nostra inoltre, bisogna sottolineare che manca l’attrattività: i giovani professionisti scalpitano per confrontarsi in grandi realtà, ed escludono di venire a lavorare nei piccoli presidi” continua. “Avere le mani libere e fondi aggiuntivi impone una politica sanitaria che sollevi l’intero comparto e consenta ai medici di ricostruire la buona sanità: attendiamo indicazioni da De Luca” conclude.


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