Campania al tavolo ministeriale sulla Sanità. Nella foto un corridoio della città ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino

Campania al tavolo ministeriale sulla Sanità con esito positivo delle verifiche. Lo fa sapere la Regione con una nota: «Conti in ordine e Lea oltre la soglia della sufficienza». A questo punto si chiede «lo stop del commissariamento». Nella nota l’ufficio stampa della Regione Campania ha fatto il resoconto sintetico della riunione sugli adempimenti in Sanità al ministero dell’Economia, conclusa nel primo pomeriggio. «Il tavolo tecnico ha verificato che la Campania ha ottenuto per il sesto anno consecutivo di pareggio di bilancio e di aver raggiunto quota 167 nella griglia Lea (Livelli essenziali assistenza), dato relativo al 2018, e tendenzialmente un ulteriore  crescita anche nel 2019», si legge. «Il dato ora sarà portato, come previsto per legge, al Comitato Lea per la certificazione formale». La sottolineatura della Regione Campania è eloquente: «Si ricorda che, ai conti in equilibrio, la soglia considerata sufficiente per l’uscita dal commissariamento è 160». Per questo, «al termine della riunione la Regione Campania ha sollecitato una tempestiva riunione del Comitato Lea».

Nicola Zingarett

GIORNATA INTENSA PER IL GOVERNATORE A ROMA. Nonostante le polemiche di queste ore sulla “commissione di accesso all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli”, che ha fatto infuriare il Governatore Vincenzo De Luca, la Regione Campania si era presentata al tavolo ministeriale con un buon viatico, arrivato il 23 luglio dalla Corte dei Conti sull’esame dell’analogo caso del Lazio. «Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, riteniamo possano essere maturi i tempi per la chiusura del commissariamento e di tornare finalmente per la Regione a un regime di ordinarietà che consentirà di avere più risorse e soprattutto la possibilità di colmare con l’assunzione di personale i vuoti che si stanno creando» ha dichiarato il presidente della sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei Conti, Roberto Benedetti, al termine della parifica del rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio 2018, a proposito dell’uscita del Lazio dal commissariamento della Sanità. I numeri del Lazio valutati dai giudici contabili sono del tutto analoghi a quelli portati all’esame ministeriale dalla Campania: avanzo del Servizio sanitario regionale e punteggio punteggio di 180 (il minimo è di 160) conseguito dall’erogazione del Livelli essenziali di assistenza. In vista del tavolo fissato il 30 luglio per la Regione presieduta da Nicola Zingaretti, l’uscita dal commissariamento della Regione Lazio appare inevitabile, dopo 12 anni consecutivi di Piano di Rientro, tanti quanto quelli a cui è stata sottoposta la Campania.

Il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca

SUL CASO SAN GOVANNI BOSCO DE LUCA POLEMIZZA CON PREFETTO E VIMINALE. La vigilia della riunione di oggi a Roma è stata turbata dalle polemiche legate alla nomina della commissione di accesso all’Ospedale napoletano San Giovanni Bosco, dove nelle scorse settimane la magistratura aveva portato alla luce una situazione di diffusa infiltrazione malavitosa. De Luca ha messo in relazione la decisione prefettizia con l’imminenza della riunione della Campania al tavolo ministeriale sulla Sanità. «Apprendiamo che il Prefetto di Napoli ha nominato la ‘commissione di accesso’ con riferimento all’ospedale San Giovanni Bosco, per “verificare l’eventuale sussistenza di tentativi di infiltrazione…,’, nell’ambito dell’Asl Napoli 1», ha dichiarato il Governatore. «E’ un atto ridicolo e cialtronesco, che fa da sponda a una politica politicante che ancora tenta di mettere le mani sulla sanità campana», visto che «.l’atto arriva 12 ore prima – casualmente – della riunione prevista a Roma sulla nostra Sanità». ED ha aggiunto: Questo atto «offende quelli che in totale solitudine – a cominciare dal personale medico – combattono da anni», quindi «offende la Magistratura, che ha in corso una sua importante indagine» e «offende la dignità di Napoli». Ed ha concluso: «Si sono svegliati dopo un mese dall’avvio delle indagini da noi sollecitate».

Il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini

SCONTRO FRONTALE COL MINISTRO DELL’INTERNO. Lo scontro prosegue a colpi di tweet e com ubicati. Il Ministro dell’Interno ha espresso «Solidarietà al prefetto di Napoli, che ha nominato la commissione di accesso all’Asl Napoli 1 per verificare eventuali infiltrazioni della camorra», ha dichiarato del Ministro Matteo Salvini. «Contro i boss non si scherza e sono gravissime le accuse e gli insulti del presidente della Regione Campania: lo Stato agisce nell’interesse dei cittadini perbene e, in questo caso, di medici, infermieri e pazienti onesti che vanno tutelati. Mi aspetto solidarietà bipartisan al prefetto Carmela Pagano: la lotta alle mafie non può essere argomento divisivo né può essere attaccato un prefetto che negli anni ha sempre dimostrato coraggio e capacità». Poco dopo la controreplica di Vincenzo De Luca. «Leggo le dichiarazioni del Ministro Salvini. Non si comprende in quale universo sia e da quale pianeta stia parlando. Quando dovesse ritornare nel mondo reale, potrebbe finalmente constatare che la lotta contro la camorra e ogni forma di illegalità la stiamo facendo noi e spesso a nostro rischio, anche personale, spesso in totale solitudine», ha replicato il Governatore della Campania. «Abbiamo spiegato in dettaglio le azioni da noi poste in essere per contrastare e sconfiggere presenze e azioni criminali», spiega. «Ci dica lui, ricordandosi tra un tweet e l’altro di essere il Ministro dell’Interno, quando concretamente intende istituire un posto di polizia all’ospedale San Giovanni Bosco, da me richiesto al Prefetto di Napoli, a fine 2018, senza ottenere nulla. La solidarietà ai medici, al personale, agli operatori tutti, la si garantisce con atti concreti e tempestivi, non con i tweet». E conclude: «Ricordiamo, che senza aspettare tweet, la Magistratura e’ già impegnata anche su nostre sollecitazioni e denunce, in quel lavoro di accertamento e di contrasto alla criminalità organizzata che viene richiamato a parole».


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