Al lavoro con il Reddito di inclusione

Al lavoro con il Reddito di inclusione 180 giovani dell’Alta Irpinia dal primo agosto. Il Consorzio dei Servizi Sociali di Lioni annuncia l’avviamento dei Tirocini di Inclusione sociale e Lavorativa per 180 giovani dei 25 comuni dell’Alta Irpinia che beneficiano del Rei, reddito di inclusione sociale. Un risultato raggiunto grazie alla stretta collaborazione con il Centro per L’impiego di Sant’Angelo dei Lombardi, ma anche in sinergia con i privati, Coldiretti, Confartigianato e la Camera del Lavoro, che il presidente Stefano Farina intende presentare agli amministratori del Piano di Zona lunedì 22 luglio presso la sala consiliare di Lioni.

La sede del consorzio dei Servizi sociali di Lioni

“Si tratta del vecchio Rei in vigore prima del reddito di cittadinanza, che non è stato pubblicizzato nella maniera adeguata e che oggi ci consente di attivare delle borse lavoro per i giovani del territorio, che avendo i requisiti reddituali sono rientrati in una graduatoria elaborata dal Centro per l’Impiego: oltre alla card, potranno accedere alla formazione con  tirocini retribuiti garantiti da un contratto a tempo determinato” spiega il presidente Farina. Dal 1 agosto i Comuni altirpini avranno nuova linfa, e i tirocinanti avranno modo di apprendere metodi e iter amministrativi da spendere successivamente.

Bacheca del Centro per l’Impiego di Sant’ Angelo dei Lombardi. La pubblicazione della misura
Il Sindaco di Teora, Stefano Farina

“Si tratta di una occasione per restare” sottolinea ancora Farina. “Abbiamo scelto di presentare la sottoscrizione del contratto di inizio a Lioni in assemblea, perchè tutti i comuni sono direttamente coinvolti, e per dare un segnale politico di incoraggiamento ai singoli e all’assise, a fare di più”. In questi mesi per l’attivazione delle borse lavoro il Consorzio ha aperto alla collaborazione con i privati, per innescare il meccanismo dell’assunzione a seguito del tirocinio formativo. “Oltre alle borse lavoro per 180 ragazzi, è stato messo in piedi un meccanismo di costruzione del processo che ha coinvolto la formazione, gli Operatori socio sanitari, assistenti sociali, psicologhe ed altre figure professionali tese ad accompagnare e sostenere il percorso dei lavoratori svantaggiati” continua. Il consorzio è l’interfaccia diretto dei bisogni degli ultimi, ed è in grado di misurare la povertà quanto il disagio in senso più ampio del termine. Di qui, la convocazione dell’assemblea dei sindaci, richiamati a prendere atto di una emergenza sociale che resta ai margini.

Dal tirocinio all’inserimento nel mondo del lavoro

TIROCINI PER L’INSERIMENTO AL LAVORO. Il Consorzio dei Servizi Sociali altirpino, grazie al Fondo Sociale Europeo ha ottenuto i finanziamenti necessari ad implementare le misure previste per il contrasto alla povertà e all’inserimento lavorativo. Si tratta di un fondo di 270mila euro che sarà distribuito in retribuzione al Tirocinio per gli utenti che afferiscono ai comuni. La durata del tirocinio formativo è di sei mesi nei Comuni. Soltanto i richiedenti diversamente abili avranno diritto ad un tirocinio di 12 mesi, retribuito con 250euro mensili. “Nel 2013 ho affrontato la prima vertenza irpina e scegliemmo come campo di battaglia e confronto il piazzale del centro servizi dell’area industriale di Lioni-Nusco. Il mio intento a quell’epoca era di alzare l’asticella, mentre oggi la chiamata alle armi dei sindaci riguarda il consorzio: le politiche sociali sono una priorità e avranno un peso maggiore nell’agenda programmatica se i sindaci saranno compatti nel rivendicarlo” aggiunge. “Confesso che c’è preoccupazione per l’erogazione dei fondi regionali alle politiche sociali, ma proprio per questo dobbiamo restare uniti e stare più vicino alle comunità nei periodi estivi”. Stefano Farina ha già osato sulla stabilizzazione dei dipendenti, e la trasformazione del contratto di solidarietà con il tempo pieno. “Bisogna crederci” puntualizza. “Sono intenzionato a fare pressioni anche sulla Comunità Montana Alta Irpinia, nel rispetto del ruolo del presidente Arminio. I tanti padri di famiglia impiegati come idraulico forestali devono avere una risposta; è paradossale sentir parlare di nuove assunzioni e non di stabilizzazioni dei precari: questo non solo per dare una risposta al territorio altirpino, ma anche per affermare un ruolo centrale dell’ente montano. Bisogna creare lavoro, ma anche preservare quello che c’è, e gli operai sono utili alle comunità, non è possibile immaginare di trascinare ancora questa precarietà” e conclude. “Il coraggio di osare è una risposta sociale”.


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