Una vista dall'alto della città di Avellino

Lo spiraglio lasciato aperto dalla sinistra per consentire un dialogo con il Pd sulle amministrative di Avellino, sembra ormai definitivamente chiuso con la candidatura a sindaco di Luca Cipriano.

Dall’assemblea che si è svolta ieri, promossa dall’associazione Si Può, al centro sportivo Le Querce è emersa con forza la critica al metodo e al nome imposto da Via Tagliamento.

Si prospetta, dunque, l’avvio di un progetto politico autonomo ed alternativo, che al momento vedrebbe la partecipazione di Sinistra Italiana, Possibile, Rifondazione Comunista ed il supporto di Controvento ed esponenti del Pd, come l’ex vicesindaco di Di Nunno, Antonio Gengaro. Non è da escludere, comunque, che nei prossimi giorni possa allargarsi il cerchio, coinvolgendo altre associazioni e gli scontenti dei Democratici e del tavolo di centrosinistra.

Giancarlo Giordano, esponente di Si Può, già deputato con Del dal 2013 al 2018. Al Comune di Avellino è stato più volte assessore e consigliere comunale

L’ex deputato Giancarlo Giordano ha espresso un valutazione sul delicato passaggio che l’area progressista sta vivendo, non risparmiando bordate al Pd: «Abbiamo tentato di riprendere un ragionamento, con l’obiettivo di costruire un centrosinistra ampio, su contenuti chiari e in discontinuità con il passato, ma purtroppo non siamo riusciti a raggiungere un risultato, perché gli interlocutori non si sono dimostrati sensibili ed interessati a questi argomenti. Adesso non possiamo che guardare in avanti, mettendo in piedi un progetto alternativo, che ponga al centro dell’attenzione i problemi della Città».

Ma il clima che si respira è tutt’altro che di ritirata: «Non sarà una semplice battaglia di testimonianza, ma di rappresentanza del vero centrosinistra. Durante la campagna elettorale avrò modo anche di ricordare le dure critiche mosse dall’ex capogruppo di maggioranza al Comune di Avellino, Ida Grella, nei confronti di Cipriano e di questi nei confronti del Pd».

Intanto, il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana, Roberto Montefusco prova a tracciare il

Roberto Montefusco, segretario provinciale di Sel – Sinistra Ecologia e Libertà

percorso: «Preso atto che ogni sforzo di confronto pubblico, democratico e trasparente è stato annullato, che si è inteso sequestrare i processi decisionali nelle mani di pochi e di un ristretto gruppo di potere, rilanciando il metodo democratico e partecipativo, riteniamo necessario non disperdere gli sforzi compiuti in questi mesi e offrire una proposta politico-elettorale alla città».

La discussione, dunque, riprenderà già a partire da domani per approfondire gli aspetti programmatici ed individuare una candidatura a sindaco condivisa. Tra i nomi che circolano, si fanno avanti quelli di Ugo Santinelli e di Amalio Santoro, ma non sono da escludere sorprese.

Nel frattempo anche il delegato alle aree interne del governatore De Luca e coordinatore provinciale di Articolo Uno, Francesco Todisco, che finora ha compiuto un percorso differente, ha espresso una valutazione decisamente negativa nei confronti del metodo adottato dalla segreteria provinciale del Pd e del nome indicato per guidare la coalizione. Non è da escludere, quindi, un eventuale confronto con le forze che stanno portando avanti il progetto di centrosinistra alternativo.

Francesco Todisco, già consigliere regionale, è Consigliere del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per le Politiche di Sviluppo nelle Aree Interne

«Credo che il metodo adoperato dal Pd provinciale di Avellino – ha affermato l’esponente di Palazzo Santa Lucia – per annunciare l’investitura del candidato sindaco del centrosinistra sia sbagliato e determini un’ulteriore frammentazione delle nostre forze. Una forzatura che non fa bene alla costruzione di uno schieramento democratico largo, plurale, rinnovato, all’altezza dei bisogni della città e che non fa bene neanche alle legittime ambizioni di chi si candida a guidare processi».

«Ho detto fin dall’inizio – ha proseguito Todisco – che avrei messo a disposizione ciò che rappresento nel recupero di tutte le energie utili a ricostruire la credibilità del centrosinistra avellinese. Con la presenza di tutti gli elementi fondamentali: da un Pd che non consumi forzature al proprio interno, tali da mettere in discussione il suo innegabile ruolo guida, passando per le espressioni associative fino ad arrivare alle forze di sinistra, essenziali per costruire un’alternativa seria al disastro pentastellato, che per nessuno di noi si può considerare, né ieri né oggi né mai, un “male minore” al quale aggrapparsi, e alla tendenza a riaggregarsi del centrodestra, avvelenato dall’odio di cui è portatore la Lega».

L’ex consigliere regionale ha quindi precisato la sua posizione, non risparmiando bordate a Cipriano: «La precondizione per un mio impegno, in ogni forma, è la costruzione anche ad Avellino di ciò che l’elettorato del centrosinistra ci ha chiesto in occasione delle primarie che hanno eletto Zingaretti a segretario nazionale del Pd: unità, coraggio, rinnovamento, riconoscimento della funzione del Pd quale guida consapevole del fatto che senza una pluralità di sensibilità e di culture politiche a suo fianco non svolge alcun ruolo. E coerenza identitaria nelle scelte che non prestino il fianco a confusioni di ogni tipo. Come accaduto allo scorso ballottaggio ad Avellino, quando qualcuno ha immaginato fosse cosa utile votare, con la destra, il candidato grillino».

Il messaggio, dunque, all’indirizzo dei vertici del Pd: «A questa istanza di responsabilità, nel Paese come ad Avellino, non possiamo rispondere con semplificazioni, furbe e arroganti, ma con l’umiltà della ricerca della risposta migliore che la nostra idea di politica può mettere a servizio della nostra città».

 

 

 

ARTICOLI CORRELATI