Fiumi e corpi idrici rappresentano la maggiore ricchezza naturale della provincia di Avellino

Mezza Irpinia è da bonificare. Stando all’aggiornamento e adeguamento del Piano Regionale di Bonifica della Regione Campania, la provincia di Avellino è ancora ricca di ex discariche comunali e siti potenzialmente inquinanti e contaminanti, riguardanti attività dismesse e attività produttive. Rilevante è il dato emerso nell’area del Montorese- Solofrano, dove si evidenzia il numero più alto di siti da risanare, e quindi di interventi di bonifica pianificati dalla Regione.

L’Area vasta del fiume Sarno

L’aggiornamento del Piano Regionale di Bonifica al dicembre 2018 è stato curato dalla Direzione Generale per la Difesa del Suolo e l’Ecosistema e dall’Arpa Campania, con la collaborazione della Direzione Generale per il Ciclo Integrato delle Acque e dei Rifiuti, Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali. Il Piano è lo strumento con cui si individuano i siti da bonificare, si stabiliscono ordini prioritari, modalità e fonti finanziarie per l’intervento.

Il Piano Regionale di Bonifica licenziato dalla Regione Campania con delibera di giunta regionale del 29 gennaio 2019 e appena pubblicato sul Burc, illustra una grave connotazione inquinante del territorio regionale, maggiormente concentrata nelle aree della provincia di Napoli e Caserta, e nella cosiddetta “Terra dei fuochi”, dove è stato previsto un massiccio intervento in termini di bonifica.


IL PIANO BONIFICHE PUBBLICATO SUL BURC REGIONALE | IL LINK


Stando al report del dicembre 2018, in Campania si contano 2801 siti in attesa di indagine, 495 siti in cui insistono indagini ambientali, 153 siti in fase di monitoraggio, 132 siti di bonifica avviata, 109 siti in cui la bonifica è stata eseguita, e 59 siti eliminati. La Regione informa che sono stati investiti 397milioni di euro circa per le attività di indagini preliminari, di caratterizzazione e di analisi di rischio e di messa in sicurezza permanente/bonifica di siti pubblici o di competenza pubblica dell’intero territorio regionale inserite nell’anagrafe. E’ stata data priorità alle ex discariche comunali e non più in uso, e fra queste ne figurano diverse della provincia di Avellino.

La copertina del Piano Bonifiche della Campania, aggiornato al dicembre 2019, pubblicato sul Bollettino regionale nei giorni scorsi

L’elevato numero di siti nelle province di Salerno, Benevento e Avellino è imputabile alla presenza delle discariche comunali dismesse, censite nel Piano del 2005, per le quali le attività di bonifica sono state avviate ed in alcuni casi ultimate grazie ai finanziamenti pubblici. Per siti si intendono: attività produttive, attività dismesse, punto vendita carburanti, attività gestione dei rifiuti, sito con rifiuti, discarica, cava dismessa e altro.

Nel censimento dei siti potenzialmente contaminati relativi al Bacino Idrografico del Fiume Sarno, che coinvolge la provincia di Avellino, ci sono diverse aree suddivise in proprietà private e pubbliche. Soltanto 10 si trovano a Forino, dove emergono siti privati e un centro raccolta Raee pubblico; 24 a Montoro, fra punti vendita carburanti e attività produttive e dismesse; 133 a Solofra relative principalmente ad attività produttive e dismesse.

Sono 54 i siti della provincia di Avellino in attesa di indagini conoscitive preliminari: qui figura un ricco elenco che abbraccia l’intera provincia di Avellino e riguarda attività imprenditoriali, che vanno dall’abbandono di rifiuti in scavo, fino agli impianti di trattamento di rifiuti, autodemolitori ed altri.


Una parte della scheda relativa al Fiume Sarno

IL FIUME SARNO E I SUOI AFFLUENTI SOTTO MASSIMA ATTENZIONE. L’area vasta del Fiume Sarno che comprende le province di Avellino, Salerno e Napoli e include il fiume Sarno, i torrenti Cavaiola e Solofrana e tutti gli affluenti interni al “Bacino Idrografico del Fiume Sarno”- prevede interventi di bonifica che vanno necessariamente coordinati con interventi di tipo strutturale quali la chiusura di scarichi abusivi, la realizzazione di reti fognarie, l’adeguamento degli impianti di depurazione, il ripristino della sezione idraulica, ed altri.

LE 34 EX DISCARICHE (O IMPIANTI) FINANZIATI IN IRPINIA. In irpinia, si citano inoltre, fra gli interventi finanziati: Località Tufara di Altavilla Irpina, Località Frascineta di Andretta, Fossa Madonna dell’Arco di Ariano Irpino, Fontana Vecchia a Baiano, Forma Piano dell’Aglio di Bisaccia, Fontanelle a Carife, Pietra Piccola a Casalbore, Faiti Pastenate a Contrada, Scheda di Celio a Frigento, Fontanovelle Fasano a Lauro, Molara a Luogosano, Località Torre a Marzano di Nola, Strada Pannizza a Montaguto, Costa Caranzi a Montecalvo Irpino, Fenestrelle a Monteforte Irpino, Sant’Antonio a Montefredane, Mortale a Montella, Bosco Lomba a Montemiletto, Aia Forcella a Monteverde, Santa Cristina a Moschiano, Fossa a Mugnano del Cardinale, Embrici a Nusco, Contrada Cesine a Sant’Angelo all’Esca, Pustarza a Savignano Irpino, Contrada Arenaccia a Senerchia, Tuoro a Sirignano, Contrada Estrecine a Taurasi, Contrada Chiaire a Venticano, Formulano a Villamaina, e Costa Vaccaro a Villanova del Battista.

Il silos (ormai demolito e smaltito) dell’ex Isochimica

IL PROGRAMMA IN CORSO PER L’ISOCHIMICA. Nel Patto per lo Sviluppo per la Campania è previsto anche il finanziamento per una bonifica a Pratola Serra, ovvero la rimozione dei rifiuti e successive indagini preliminari su aree di sedime. A questo si aggiunge la bonifica e messa in sicurezza dell’Ex Isochimica, per cui soggetto attuatore è il Comune di Avellino. Nella Conferenza di Servizi del 23 gennaio 2018 è stato approvato il progetto esecutivo “Bonifica Area Superficiale – 1° Lotto Funzionale” attinente la rimozione totale degli oltre 500 cubi contenenti amianto. L’intervento è finanziato, in parte, con risorse reperite nell’ambito dell’intervento strategico Piano Regionale di Bonifica del Patto per lo Sviluppo della Campania e, in parte, con risorse messe a disposizione dallo Stato con la legge di stabilità 2016.

L’ingresso alla sede della Regione Campania, a Napoli

INTERVENTI CONCLUSI. Nell’archivio di procedimento di bonifica conclusa invece figurano diversi siti della provincia di Avellino, di cui 8 a Montoro, e 36 a Solofra, sempre relative ad attività dismesse e attività produttive. Nell’anagrafe dei siti dove è tutt’ora in corso la bonifica, le indagini preliminari per la bonifica, o gli adempimenti di conclusione della bonifica, si elencano le località: Tufara di Altavilla Irpina, Frascineta di Andretta, Fosso Madonna dell’Arco di Ariano, una località privata a Camporeale ad Ariano, Pianodardine (ex stabilimento Isochimica) ad Avellino, un punto vendita carburanti a Piazza Garibaldi Kennedy ad Avellino, Impianto Stir di Pianodardine Avellino, Piazza Castello ad Avellino, un punto vendita carburanti a Via Due Principati ad Avellino, Fontanelle a Carife, Fontanelle a Casalbore, Serri Faito Pastenate di Contrada, Scheda di Celio a Frigento, un’attività produttiva di idrocarburi nell’area industriale del Calaggio di Lacedonia, la Molara a Luogosano, e Torre San Nereo a Marzano di Nola. Due punti vendita di carburanti a Mirabella Eclano, la discarica comunale di Fenestrelle a Monteforte, Sant’Antonio a Montefredane, Bosco dei Morroni a Montemarano, Aia Forcella a Monteverde, Embrici di Nusco, Contrada Cesine a Sant’Angelo all’Esca, Pustarza a Savignano Irpino, Contrada Estrecine a Taurasi, Contrada Chiaire a Venticano, Formulano a Villamaina.


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