Pianodardine rischia di perdere la sua vocazione industriale

La Novolegno di Arcella ha iniziato il percorso verso la chiusura ufficialmente, in attesa del tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico. Nell’indifferenza generale delle istituzioni pubbliche e private lo stop imposto alla produzione dal Gruppo Fantoni segna un colpo durissimo all’area industriale di Pianidardine, che oggi perde 117 addetti direttamente impegnati, che salgono a 500 con l’indotto.

Con la Pianodardine produttiva sta morendo la vocazione industriale che da qui, dalle porte di Avellino, è iniziata per poi estendersi all’intera provincia. Con la Fca in continua cassaintegrazione, il presente di

IL DOSSIER SUL TAVOLO DEI SINDACATI OGGI. Recentemente, nella sezione riservata al contesto esterno in cui opera il Comune di Avellino, nell’ambito del Piano Anticorruzione dell’ente (in via di aggiornamento), la “Analisi economica e del mercato del lavoro” accenna ai due fattori che hanno rivoluzionato un’economia provinciale fino a cinquant’anni fa essenzialmente agricola. “Gli anni Sessanta hanno rappresentato la chiave di volta per l’economia locale con i primi consistenti insediamenti industriali nella circoscrizione”, si legge nel documento. “I fattori determinanti ai fini dell’avvio di un’inversione di tendenza nella struttura economica locale furono sostanzialmente due: la costruzione dell’autostrada Napoli-Bari che facilitò la fine dell’isolamento della provincia e la costituzione del Nucleo industriale di Pianodardine, alla periferia della città di Avellino”. Da autostrada e area industriale di Pianodardine è nata e si è sviluppata l’attuale provincia di Avellino, si afferma in sostanza. “L’area di Pianodardine copre ad
oggi circa 1.500.000 di mq. I settori produttivi presenti in quest’area vanno dall’agroalimentare all’elettronica, dalla chimica ai manufatti cementizi, dalla lavorazione del legno alla meccanica; dalla lavorazione del vetro all’abbigliamento”. Da oggi la lavorazione del legno non c’è più.

La Fca di Pratola Serra

NON BASTA LA ZES. I grandi programmi avviati da Regione Campania e Governi Renzi e Gentiloni con il Patto per la Campania – comprendente la elettrificazione della linea ferroviaria Salerno-Avellino-Benevento – e con la Zona Economica Speciale – Zes a Pianodardine, Ufita e Calaggio, consistente nell’insediamento di piattaforme logistiche retroportuali collegate ai circuiti europei del traffico merci grazie a particolari regimi fiscali e contrattuali in deroga rispetto alle norme ordinarie – non bastano a salvaguardare la vicazione industriale dell’Irpinia. Occorre la presenza delle grandi imprese per qualificare aree altrimenti destinate a degradare al rango di Pip per terziario e centri commerciali. Automotive, trasformazione agroalimentare, meccanica e aerospazio sono fondamentali per il futuro. Ma servono politiche e regole, che proteggano gli investimenti da incertezze e confusione.

SINDACATO IN CONCLAVE. IL CASO NOVOLEGNO MOBILITA TUTTE LE FORZE SOCIALI. Oggi, 25 febbraio, presso la sede della Filca-Cisl di Avellino, i sindacati di categoria, Filca, Feneal, Fillea e Ugl unitamente alla R.S.U. aziendale della Novolegno ed insieme ai sindacati Confederali, Cisl, Uil, Cgil ed Ugl si incontrano per programmare le iniziative da mettere in campo insieme ai lavoratori nei prossimi giorni.

Il Prefetto di Avellino, Maria Tirone

«Dopo aver proclamato lo sciopero ed aver effettuato il sit-in davanti al Palazzo di Governo, siamo stati ricevuti dal Prefetto Maria Tirone che ringraziamo, con la presenza dell’assessore alle attività produttive della Regione Campania Antonio Marchiello, dove si è deciso di portare questa delicata vertenza sul tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministro Luigi Di Maio», si legge in una nota della Filca.

Il Presidente dell’Ato Rifiuti di Avellino, Valentino Tropeano che è Sindaco di Montefredane

Tra qualche giorno ci sarà la convocazione da parte del Sindaco di Montefredane, Valentino Tropeano di un Consiglio Comunale straordinario, dove saranno invitati tutti i Sindaci della Valle del Sabato. «Chiediamo – dichiara Giovanni Lo Russo – al Presidente della Provincia, Domenico Biancardi di assumere ulteriori iniziative, anche attraverso la convocazione di un Consiglio Provinciale straordinario a sostegno della vertenza».

Il Presidente della Provincia, Domenico Biancardi

Tra le varie iniziative da mettere in atto nell’immediato «riteniamo come Filca e Cisl, sia la con convocazione di un’assemblea pubblica, aperta alla partecipazione dei rappresentati politici locali, i Consiglieri Regionali Irpini e tutta la delegazione parlamentare Irpina di maggioranza di governo e di opposizione, la società civile e religiosa. Ai parlamentari Irpini che sono in quota di Governo, spetta il compito di assumersi le proprie responsabilità, in quanto portavoce di istanze territoriali, hanno il dovere di compiere ogni possibile azione affinchè si scongiuri la chiusura della Novolegno».

Le conseguenze sono drammatiche. «L’assemblea servirà a far comprendere a tutti che se il Gruppo Fantoni lascerà definitivamente l’Irpinia, avremo la perdita di circa 500 posti di lavoro tra dipendenti diretti e dell’indotto».

Il segretario generale Cisl Irpinia Sannio Mario Melchionna

MELCHIONNA: APRIRE LA VERTENZA IRPINA DEL LAVORO: A RISCHIO MIGLIAIA DI POSTI NELL’INDUSTRIA E NEI SERVIZI. Il segretario Cisl Irpinia Sannio Mario Melchionna, afferma, che «mai come adesso l’Irpinia viene considerata terra di conquista, la Lioni-Grottaminarda, IIA, FCA, CGS, Alto Calore, Irpiniambiente, la Sanità, la Forestazione, i Trasporti, il Commercio e i Servizi e tante altre realtà produttive, che sommate tra loro purtroppo significa che nell’arco di qualche mese se non si trovano soluzioni idonee c’è il rischio concreto di perdere migliaia di posti di lavoro e la chiusura di realtà industriali che hanno fatto la storia di questa provincia e non solo». I tempi sono maturi, sostiene Mario Melchionna, «affinchè si uniscano tutte le vertenze del nostro territorio e far diventare la vertenza irpinia una vertenza regionale e nazionale. Per fare questo è necessario che tutte le rappresentanze Politiche e Istituzionali, la Provincia, i Sindaci, la Regione e la delegazione Parlamentare Irpina, le Organizzazioni Sindacali e Imprenditoriali, si uniscano per difendere lo sviluppo e il lavoro in Irpinia». Quanto alla Regione Campania «chiediamo di farsi carico delle vertenze aperte sul nostro territorio e di individuare soluzioni che sono di propria competenza. Ai rappresentanti Politici Irpini che fanno parte della maggioranza del Governo nazionale chiediamo di impegnarsi per trovare soluzioni immediate per evitare ulteriori danni al tessuto economico e sociale irpino».

Maria Pallini, deputato dell’M5s e componente della Commissione Lavoro alla Camera

Rivolgendosi ai Parlamentari Irpini di Governo, si esortano ad assumere l’iniziativa. «Hanno il dovere di farsi carico delle problematiche del nostro territorio in quanto eletti dai cittadini irpini. Hanno il dovere di individuare soluzioni vere che diano tranquillità alle imprese che investono sul nostro territorio e ai lavoratori e alle lavoratrici che difendono il proprio lavoro e la propria dignità».

E si conclude: «I tempi stringono, se non arrivano risposte in tempi rapidi, metteremo in atto forti azioni di protesta a tutela del nostro territorio e del lavoro».

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