Irpinia cento anni fa, come eravamo: i riti pasquali per l’infanzia

La bimba ritratta in questa foto ha partecipato alla processione del Venerdì Santo nel cuore dell'Alta Irpinia all'inizio della Prima Guerra Mondiale. Aveva preso parte ad una gara che ogni anno si teneva in quel periodo: "La missione pasquale per il premio del pianto"

L’Irpinia di un secolo fa. La bimba ritratta in questa foto ha partecipato alla processione del Venerdì Santo nel cuore dell’Alta Irpinia, a Montemarano. Aveva preso parte ad una gara che ogni anno si teneva in quel periodo: “La missione pasquale per il premio del pianto”.

«I bambini, vestiti con dettagli che rievocavano la passione di Cristo, dovevano simulare un pianto di dolore. Veniva premiato chi piangeva meglio», spiega una lettrice di Nuova Irpinia, che ha voluto richiamare l’attenzione su una tradizione antichissima in Campania, di cui oggi si sta perdendo la memoria.

Nella tradizione cristiana diffusa a livello locale una simile competizione tra ragazzi pur con forme diverse era molto radicata in Italia, come conferma il “Dizionario di Erudizione Storico – Ecclesiastica – Da San Pietro ai nostri giorni”, compilato dal Cavaliere Gaetano Moroni Romano, primo aiutante di Sua Santità Gregorio XVI nel XX volume stampato in Venezia dalla Tipografia Emiliana nel 1843: «Tali premi furono stabiliti per eccitare nei giovanetti emulazione ed impegno d’imparare la dottrina e di conservarla a memoria», si legge. Cambiavano le regole della gara, ma restava la sostanza: incarnare negli adolescenti e nei bambini il significato della passione e del sacrificio di Gesù, morto sulla Croce per resuscitare il terzo giorno all’alba di una nuova era per l’umanità.

La bimba ritratta in questo scatto, nata il 30 novembre 1913, è stata fotografata a Montemarano esattamente un secolo fa, negli anni in cui si scatenava in Europa la Grande Guerra. Con il tempo è diventata madre e poi suocera della lettrice che ha inviato la foto. Ma il suo sguardo commosso è giunto puro e innocente fino a noi.

Un ringraziamento alla nostra stimata lettrice, per il suo prezioso contributo alla memoria identitaria di una intera comunità, nel cuore interno della Campania.