Cicerone nella sua orazione a Catilina nel Senato Romano

La politica intesa come quell’insieme di attività necessarie ad amministrare e risolvere i problemi di una comunità sta smarrendo il suo significato. La politica intesa come partecipazione alla vita pubblica, così come la Costituzione Italiana la definisce attraverso i princìpi che sanciscono l’architettura repubblicana, viene intesa e percepita come una modalità di sviluppare opposizione, non di governare i processi sociali ed economici. Si avverte un bisogno di un riordino lessicale, se si vuole, certamente di richiamare alla mente dei giovani il senso della politica nella ultra millenaria vicenda sociale umana. L’etica della politica, la responsabilità di proporre soluzioni, contemperando interessi diffusi, in accordo con la affermazione dei diritti universali, sono alcuni dei temi filosofici e pratici che sottendono l’agire, appunto, politico. Un contributo lo darà l’iniziativa che per il terzo anno proporrà il preside Gerardo Vespucci, che in una sua riflessione, presenta la “Scuola di Teoria Politica” promossa dall’Istituto Superiore “Maffucci”.


Riscoprire il significato nobile della politica

di Gerardo Vespucci*

Il dirigente scolastico dell’Istituto Maffucci di Calitri Gerardo Vespucci

Martedì 19 febbraio prenderà il via la terza edizione del progetto “Sapere aude! Scuola di teoria politica”. Contro i venti che spirano, ostinati, in direzione contraria, l’Istituto Superiore “A.M.Maffucci” di Calitri continua a sostenere il kantiano ed illuministico “abbi il coraggio di conoscere” ed ancor più insiste nel parlare di Politica, in una fase in cui già pronunciare il termine Politica fa correre il rischio di suscitare giudizi stroncatori che rinviano ad affari loschi,corruzione, familismo, clientelismo: insomma, tutto il male possibile.

Certo, appartengono al secolo scorso le idee che ponevano la Politica al centro di ogni riflessione ed azione delle masse e dei giovani, in primo luogo. Neppure, però, possiamo accettare di sacrificare ai peggiori luoghi comuni l’arte nobile che Aristotele, nella Politica, indicò essere nata per garantire la felicità degli uomini, accomunati in una comunità che allora nel V secolo a.C., soprattutto ad Atene, aveva assunto il modello caratteristico della polis.

Anzi, con un ragionamento più generale, nell’Etica Nicomacheia (libro I) affermava: “Siccome la Politica si serve delle altre scienze pratiche, ed in più legifera su cosa si deve fare, e da cosa ci si deve astenere, il suo fine comprenderà quello delle altre scienze, in modo che verrà ad essere il bene dell’uomo. Inoltre, anche se è lo stesso per il singolo e per la città, è ovvio che cogliere e preservare il bene della città è cosa migliore e più perfetta”.

Ovviamente, il problema sorge proprio nel saper cogliere il bene, ossia come si può stabilire quale sia il giusto o l’ingiusto per la città. Ed è così che nelle comunità umane, da almeno 15000 anni, con la nascita della stanzialità, si è posto il problema etico, ovvero del “modo in cui vivere rassicurati al mondo” come traduce il filosofo Emanuele Severino. Aristotele diceva che per vivere assieme il nostro fine non è la conoscenza, ma l’agire in vista di un fine, anticipando lo stesso Marx. Ma per agire in maniera giusta era ed è necessario sapere cosa lo sia e cosa non lo sia.

Per dirla con Severino era necessario il possesso della verità e la sua giustificazione incontrovertibile: ecco perché il comportamento umano si è immediatamente riconosciuto nel rispetto di una verità assoluta, di un Dio, di una religione. Ancora oggi, tutto il dibattito sull’etica sembra essere condizionato dal confronto tra un’etica religiosa (senza Dio tutto è possibile, non c’è più differenza tra bene e male) ed un’etica laica (solo senza la paura di un Dio il comportamento etico acquista significato perché il soggetto diventa pienamente responsabile delle proprie azioni).

Come si può vedere, gli incontri della terza edizione offriranno molte occasioni per mettere alla prova le diverse verità che la storia del pensiero occidentale ha formato. Nella nostra concreta azione scolastica, il progetto Sapere Aude prosegue sviluppando ulteriormente e meglio l’idea che da sempre ne costituisce il fondamento, ovvero offrire agli studenti momenti di approfondimento didattico, con personalità del mondo accademico, del giornalismo o delle professioni, necessari per orientarsi criticamente e razionalmente sul mondo.

Come ha scritto il prof Maurizio Cianci, animatore del progetto: “Nei due anni precedenti, importanti personalità del mondo accademico italiano hanno aiutato i ragazzi a riflettere su grandi e controverse figure del pensiero occidentale come, per esempio, Marx, con una lezione di Stefano Petrucciani collocata al di fuori e prima di ogni ritualità meramente celebrativa, tentazione inevitabile in prossimità dei duecento anni dalla nascita del filosofo rivoluzionario di Treviri. Non solo i grandi filosofi sono stati trattati, ma è stato compiuto anche uno sforzo di costruzione di un lessico filosofico che è anche un lessico civile: docenti della scuola e giovani e appassionati studiosi hanno affrontato lemmi del pensiero politico occidentale come “liberalismo”, “populismo”, neoliberalismo”, “femminismo”, e via dicendo.

Vivificata dalle esperienze precedenti, la terza annualità si arricchisce di una maggiore apertura alle tematiche dell’attualità politica lette e compresa però attraverso categorie filosofiche, colte nel loro farsi nello sviluppo, spesso complesso e contraddittorio del pensiero occidentale. Se l’attualità politica è caratterizzata da mutamenti storici ed epocali che mettono a dura prova la tenuta reale delle categorie della nostra tradizione, con i diritti umani negati, le migrazioni, il multiculturalismo, la riflessione critica sul fondamento razionale di tali forme della nostra identità culturale è ancora più urgente e necessaria.

Da quest’anno, però, “Sapere aude!”, arricchisce le tematiche tradizionalmente filosofiche, o più genericamente dette umanistiche, con un forte riferimento alla scienza, paradigma fondamentale della modernità. Infatti, non può sfuggire che il progresso scientifico, con le sue straordinarie ricadute tecniche, sta modificando radicalmente le antiche certezze: nel dialogo sull’etica con Emanuele Severino il biologo Edoardo Boncinelli ribadisce tre concetti fondamentali: la scienza insegna la provvisorietà di ogni verità; la scienza dimostra che le capacità razionali del nostro cervello sono limitate; la crescita della conoscenza è ottenuta solo dal lavoro coordinato di centinaia e migliaia di persone.

Tutte queste considerazioni hanno rafforzato il convincimento della necessità di far dialogare il sapere umanistico e quello scientifico, idea fortemente sentita da tutta la comunità del Maffucci di Calitri: il progetto individua un possibile terreno di dialogo fra “le due culture”, da tempo tenacemente impegnate a percorrere sentieri differenti, o meglio radicalmente alternativi, nella filosofia della medicina e, più specificatamente nella bioetica.

Con un’ultima avvertenza, che proprio dagli studi biologici arriva un’ulteriore interpretazione rivoluzionaria della nascita dell’etica: essa è nata dal basso, e si è evoluta nel mondo dei primati, da forme embrionali di socialità come il grooming e la sessualità, dalla presa d’atto che l’altruismo e la cooperazione apportano vantaggi ai singoli ed a tutti (Frans de Waal). Non ci resta che invitarvi tutti a scuola, e a mantenere viva la curiosità e la forza di Sapere Aude.

(*): dirigente scolastico dell’istituto “A.M.Maffucci” di Calitri

Locandina della Scuola di politica “Sapere Aude!”