A Trevico per scelta. La storia del Designer Giovanniello

Il giovane di talento ha deciso di rientrare nel paese natìo per dare spazio alla sua creatività che in città sarebbe compromessa dal caos persistente. Il racconto di una migrazione di ritorno.

Ritorno a Trevico. Per scelta e non per destino. Walter Giovanniello, anni 34, product designer ha scelto di dare acqua alle sue radici nel luogo in cui è nato. Dopo anni in giro per l’Italia la scelta di ritrovare il silenzio per avere maggiore ispirazione. Il piccolo paese come luogo della creatività, dei pensieri bizzarri che diventano design, arte, prodotti. Dall’idea, alla realizzazione, alla vendita finale. Tutto fai da te. Volume d’affari certamente ridotto rispetto a quanto offrono le realtà cosmopolite. Un compromesso che Giovanniello ha deciso di accettare con convinzione.

Qual’è il Suo profilo professionale?

“Ho studiato Disegno Industriale presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. Poi da lì sono stato a Milano, Bologna. Ad un certo punto ho scelto di lavorare da qui. A Trevico”.

Una scelta quindi….perchè?

“Trevico da un punto di vista creativo è fuori da certi circuiti. Sembra strano ma qui trovo ispirazione, lo trovo stimolante dal punto di vista creativo. Mi fa bene in alcuni momenti avere questa dimensione un pò isolata e silenziosa. E’ una scelta. A volte poi ho bisogno di spunti che proprio da questo luogo sono più interessanti e di maggiore levatura”

Gli affari però si contraggono?

“Si e di molto. Però è la controparte. Non puoi avere tutto. E’ un dato che prendo in considerazione e metto sulla bilancia che comunque mi pende sul piatto, per così dire, positivo”

In che senso?

“Ad esempio ho conosciuto tante persone talentuose, di grandi competenze. Magari mettersi in rete, confrontarsi aiuta. Si può certamente arrivare a qualcosa di bello insieme. E’ importante generare nuove situazioni con persone brillanti. Che ci sono, poche ma ci sono. E’ un investimento”

Cosa le dà e cosa le toglie Trevico?

“Il mio paese sta a me come l’aria ai polmoni. Ne ho bisogno per vivere ma a volte paradossalmente vado in dispnea e proprio qui mi manca l’aria. Infatti esco spesso. Ne ho bisogno ed è importante credo. Spesso mi reco in città grandi. Se non fai così rischi di cadere nelle piccinerie. Da noi l’ambiente dopo un pò ti distrugge e il creativo lo percepisce ancora di più”.

I tuoi progetti futuri quali sono? Andrai di nuovo via?

“No. Ho scelto. Il mio obiettivo è realizzare un laboratorio creativo, Minimaker, uno spazio in cui concentrare tutto. Un luogo in cui lavorare sia la ceramica che materia plastica. Sviluppare l’artigianato digitale con stampe digitali, un posto in cui posso sviluppare piccole produzioni di oggetti su commissione”.

Come vive il tempo libero?

“Mi piace praticare sport e leggere. Mi piacciono molto i libri che parlano dell’antichità, che raccontano il passato”

La Sua giornata tipo.

“Diciamo che ci sono periodi in cui il lavoro si concentra maggiormente. In questo caso trascorro ore davanti il pc a disegnare. Occupo anche giornate intere tra foglio, matita e progettazione. Disegno oggetto e prototipi. Piccole collezioni private e altri prodotti su commissioni. Poi espongo in alcune realtà strategiche come Torino”.

Le manca la vita di relazione?

“No perchè comunque ho degli amici che frequento regolarmente. Non è vero che in Baronia siamo poi messi così male. A Trevico siamo pochini però basta spostarsi un pò e soprattutto la voglia di ritrovarsi”.

Grazie