Carluccio: “Ad Avellino un museo del Vino e uno del Cinema”

L'architetto di origini altirpine offre un contributo per rilanciare il dibattito sulle grandi matrici irpine che hanno fatto la storia nel mondo. Cinema e vino rappresentano, due asset strategici per lo sviluppo culturale ed economico della provincia di cui deve farsi carico la città capoluogo: "Utilizziamo l'Eliseo per farne un Museo del Cinema nazionale"

“Musei di eccellenza ad Avellino: cosi si crea ricchezza e posti di lavoro. Un contributo allo sviluppo del territorio” a cura dell’architetto Michele Carluccio.

“Nelle ultime settimane c’è stato un gran parlare di eccellenze locali, di poli di eccellenza, di laboratori e centri di eccellenza, sia di quelli, pochi, esistenti in Irpinia che di quelli da costruire e da realizzare per creare sviluppo, ricchezza e posti di lavoro; tutto questo per dare vita ad un circolo virtuoso di cui da anni si parla in Irpinia ma che ancora non ha visto nessuna concretizzazione.

Le eccellenze per cui l’Irpinia è famosa nel mondo le conosciamo tutti: il vino, le nocciole, le castagne, i prodotti tipici più riconosciuti come il Carmasciano, i borghi arroccati e dei paesaggi magnifici, bellezze naturali e storiche. E una certa predisposizione abbastanza evidente e riconosciuta verso l’arte, in tutte le sue forme.

Numerosi sono i registi di fama internazionale che hanno origine irpine, solo per citarne alcuni: Sergio Leone, Ettore Scola, Franco Dragone; artisti come Vinicio Capossela, Luigi Mainolfi, Ettore De Conciliis e molti altri, che spesso sono fuori dalle righe e si distinguono per una capacità di interpretare ed immaginare realtà alternative che è caratteristica propria dell’essere e del sentirsi irpini.

Io sono un architetto, sono più di 30 anni che svolgo la libera professione tra Avellino, Conza della Campania e il resto della provincia. Conosco quindi abbastanza bene un pò tutta l’Irpinia e noto, ormai sempre di più rispetto al passato, un crescente clima di difficoltà e di impoverimento e nella città capoluogo e nel resto della provincia.

Un libro di qualche anno fa si intitolava “Nessuno si salva da solo”. Ecco, penso che questa semplice frase descriva alla perfezione il momento che stiamo vivendo in Irpinia.

Se Avellino pensa di recuperare l’influenza politica, economica e culturale che negli anni ha drammaticamente perso, senza la cooperazione ed il contributo di tutti comuni della provincia e soprattutto senza l’apporto di tutte quelle persone: cittadini, professionisti, imprese che abitano e lavorano tra Avellino ed altri territori irpini, ritengo che non ci sia nessuna possibilità di salvezza. Per Avellino e per l’Irpinia.

Nessuno di salva da solo, diceva Margaret Mazzantini, si tratta dunque di mettere in relazione e di costruire alleanze tra le eccellenze sopra citate, risorse conosciute ovunque ma ancora fatalmente poco utilizzate. Come? Utilizzando al meglio quello che abbiamo e creando l’ecosistema giusto per mettere in vetrina i nostri punti di forza.

Per far si che una fetta sempre più larga di pubblico, nazionale e non, scopra l’Irpinia e decida di spenderci tempo e risorse. Dal mio punto di vista, ad esempio, appare davvero incomprensibile l’inesistenza di un museo del vino ad Avellino.

Ci sono diversi musei minori in provincia, a Montemarano per citarne uno, ma non c’è n’è uno che possa confrontarsi con i grandi musei siti nei luoghi di produzione vinicola più grandi e famosi, quello di Montepulciano ha un notevole successo di pubblico e critica specializzata.

Ecco, in una provincia come la nostra, cosi dedita e devota al vino, con numerose DOC e tre DOCG, un museo del vino di livello nazionale, con il contributo delle numerose cantine di pregio che esistono nei territori e con l’ambizione di poter diventare un attrattore culturale e turistico importante per la città e non solo, penso possa essere un ottimo punto di partenza per far partire col piede giusto questo discorso di cooperazione e dialogo tra il capoluogo e la sua provincia.

Ma le risorse irpine non si limitano al vino e ai prodotti agricoli in generale. Possediamo, e siamo tra i pochi in Italia a potercene vantare, un patrimonio di registi, artisti e visionari famosi nel mondo che ha pochi eguali.

Il complesso monumentale dell’ex Gil di via Roma ad Avellino

A distanza di pochi chilometri l’uno dall’altro hanno avuto i natali personaggi del calibro di Sergio Leone, di Torella dei Lombardi, Ettore Scola, di Trevico, Franco Dragone, di Cairano, Vinicio Capossela, di Calitri, per citare solo alcuni dei più conosciuti. Si tratta di un patrimonio di immagini, tradizioni, canti e detti popolari che spesso hanno legami molto profondi con l’Irpinia e che quindi rientra a pieno titolo nelle risorse che dobbiamo e possiamo utilizzare.

Io penso che un museo del Cinema irpino da collocare preferibilmente nella struttura dell’Eliseo e che possa parlare soprattutto dei tanti irpini che hanno fatto dei sogni e dell’immaginazione, dell’arte più in generale, il loro scopo di vita, possa essere non solo uno strumento importante per incentivare ed educare le giovani generazioni a seguire le orme di cosi grandi maestri ma anche un sito museale importante, capace di coinvolgere ed interessare gli appassionati dei vari personaggi, dei vari generi e stili, ma anche dell’arte più in generale, in tutte le sue forme.

Un museo del Vino e un museo del Cinema Irpino possono avere un senso di esistere perchè in primis rappresentano delle risorse e delle potenzialità profondamente radicate in Irpinia e nell’essere irpini più in generale, in secundis perchè esistono numerose eccellenze in questi ambiti e manca al momento solo una struttura, anche fisica, che sia il centro di coordinamento di tutto ciò.

Come sempre, in Irpinia le potenzialità e le ricchezze, materiali e non, sono abbondanti e si trovano anche dove meno ce le si aspetterebbe; come sempre, però, avere delle risorse importanti non significa saperle utilizzare.

Se riuscissimo, d’ora in avanti, a rendere produttivo tutto quello che abbiamo e che negli anni è andato aumentando in numero e qualità, faremmo un grande servizio per l’Irpinia e per i suoi giovani.

Faremmo conoscere l’Irpinia a livello internazionale e, parallelamente, si verrebbero a creare le condizioni per bloccare ed invertire il senso di marcia dello spopolamento e dell’emigrazione, in special modo quella giovanile.