Fca Pratola, Fiom non crede al Piano Manley. “Diesel finito, puntare subito sull’ibrido”

Audizione dei rappresentanti sindacali alla Camera sulla situazione di alcuni stabilimenti Fiat Chrysler tra cui quello avellinese e di Pomigliano

La Fiom Cgil non ritiene attendibile l’ipotesi di un futuro per i motori Diesel nel nuovo scenario. Per questo esprime pessimismo sul futuro produttivo di Pratola Serra, dove è stata confermata anche oltre il 2021 la costruzione di propulsori alimentati a gasolio.

La Fca di Pratola Serra

Lo hanno dichiarato i vertici nazionali e locali della sigla sindacale, durante l’audizione alla Commissione Lavoro della Camera dei deputati sulla situazione produttiva e occupazionale degli stabilimenti Fca, in particolare di Mirafiori, Grugliasco, Pomigliano d’Arco e Pratola Serra. La delegazione Fiom, guidata da Michele De Palma, segretario nazionale e responsabile automotive, era composta da: Giuseppe Morsa per Pratola Serra, Ugo Bolognesi e Nina Leone per il polo torinese, e Sebastiano D’Onofrio per Pomigliano d’Arco. Secondo la Fiom il 2019 sarà caratterizzato da un massiccio ricorso alla cassa integrazione in questi stabilimenti a partire da Mirafiori, dove ieri mattina sono stati siglati gli accordi sugli ammortizzatori sociali per un anno.

“C’è un complessivo aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali in tutti gli stabilimenti. Proprio questa mattina è stato siglato un accordo su Mirafiori per nuova cassa integrazione straordinaria per un anno. Il problema serio sono gli investimenti a fronte della trasformazione in corso nel settore”, si legge in una nota.

Nonostante gli impegni assunti dalla Fca poche settimane fa, Fiom chiede “un tavolo con il governo sul futuro produttivo e occupazionale dell’auto”. si ritengono “necessari investimenti pubblici e privati per il rilancio dell’automotive in Italia”.

Il logo rosso della Fiom Cgil

FIOM ESPRIME UNA SUA “VISIONE IMPRENDITORIALE”.  Dal momento che “il mondo dell’auto è attraversato da profondi cambiamenti, a partire dalle nuove tecnologie che servono per l’ecologico abbiamo bisogno di cambiare la produzione, e per poterlo fare non basta il piano industriale presentato da Fca”. E ancora: “In Europa la trasformazione del mondo dell’auto è affrontata di concerto tra governo, aziende e sindacati. In Italia i governi non lo hanno mai fatto. Innovazione ecologica e occupazione, sono i due elementi attorno a cui devono svilupparsi le politiche industriali per la produzione delle auto”. Insomma, Fiom corregge l’impostazione della Fiat Chrysler Automobiles, esprimendo riserve sul contesto. Tuttavia ancora non sono evidenti i numeri di un ibrido in grado di garantire la piena occupazione, tantomeno sono definiti i margini di incidenza che avrà la ricerca sull’auto a guida autonoma, progetto sul quale Fca è impegnata con una articolata filiera universitaria, scientifica e industriale.

Tavolo dedicato al settore auto. L’incontro al Ministero, presso il Salone degli Arazzi presieduto dal Ministro Luigi Di Maio. Erano presenti anche il Viceministro Dario Galli, i Sottosegretari Andrea Cioffi e Davide Crippa e il Sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Michele Dell’Orco

“NO ALL’ECOTASSA”. Infine,  sull’ecotassa Fiom esprime contrarietà. “È un provvedimento estemporaneo di cui non c’è bisogno. Il punto è investire quelle risorse pubbliche per trasformare la produzione dell’auto verso la rivoluzione ecologica per salvaguardare i lavoratori occupati negli stabilimenti che producono motori e fanno assemblaggio”.

La Fiom ritiene “assolutamente positiva l’attenzione della Commissione di oggi e auspica che si possa tenere un incontro congiunto delle Commissioni Attività Produttive e Lavoro”.