Sibilia: l’Altra Italia, polo dei moderati contro l’antipolitica

Il deputato e coordinatore provinciale di Forza Italia parla del futuro del centrodestra. Per le amministrative di Avellino disponibilità ad aprire il confronto politico a tutto campo, su una proposta di rilancio della città capoluogo.

Cosimo Sibilia, imprenditore, è stato componente del Consiglio d'amministrazione dell'Università di Salerno. Siede a Montecitorio come deputato aderente al gruppo azzurro di Forza Italia

Quale sarà il futuro di Forza Italia e del centrodestra, dopo l’esperienza di governo di Lega e Movimento Cinque Stelle? Lo abbiamo chiesto al deputato e coordinatore provinciale dei berlusconiani, Cosimo Sibilia, che ha parlato anche delle prospettive amministrative nella città di Avellino.

Onorevole, al di là degli annunci ufficiali, l’alleanza con la Lega è ormai in crisi. Non crede?

«Nei fatti l’alleanza fatica ad essere portata avanti. Stare all’opposizione a Roma e governare assieme in alcune importanti Regioni crea difficoltà e contraddizioni, che paghiamo con il nostro elettorato».

Il partito di Salvini sembra crescere anche al Sud. Quale sarà la risposta politica dei moderati del centrodestra ed in particolare di Forza Italia?

«Si sta lavorando ad un progetto politico che dovrebbe fare il suo esordio alle elezioni europee, aggregando i moderati dell’intera area. Il nome c’è già: l’Altra Italia. Un nuovo polo che possa diventare un riferimento per quei cittadini che non condividono il populismo imperante e che chiedono risposte concrete, per la ripresa economica del Paese. Il simbolo sarà una rivisitazione di quello di Forza Italia».

Su quali temi si intende puntare?

«Bisogna ridare una speranza al popolo delle partite Iva, agli imprenditori, ai commercianti, agli artigiani e ai liberi professionisti. La questione fiscale è prioritaria, in direzione di una detassazione che consenta alle attività private, soprattutto quelle di piccole dimensioni, di respirare e sopravvivere. Il Mezzogiorno deve recuperare il divario che lo separa dal Nord del Paese. Complessivamente, vanno create le condizioni per superare la paura del futuro e rilanciare gli investimenti».

Che ne pensa dell’idea lanciata da Rotondi di andare oltre i vecchi schemi politici, costruendo un nuovo soggetto che unisca pezzi del centrodestra e del centrosinistra, per dare una risposta all’antipolitica?

«Credo che vada distinto il piano politico nazionale, da quello amministrativo locale. Se si costruisce un’operazione ambigua o che viene percepita come tale, c’è il rischio di lasciare ancor più campo libero al voto di protesta. Sarebbe, inoltre, difficile per Forza Italia salvaguardare il rapporto con Fratelli d’Italia, se coinvolgessimo esponenti del Pd. Un diverso ragionamento, invece, può essere fatto nella gestione delle amministrazioni territoriali».

Dica pure…

«Anche in passato ho sottolineato che le divisioni e gli scontri della politica stanno penalizzando le nostre comunità. Nei Comuni, come negli enti di servizio, occorre una capacità di programmazione, per riorganizzare i servizi al cittadino, migliorare la qualità della vita, riqualificare le aree urbane, a cominciare dal capoluogo. E’ possibile, quindi, realizzare una convergenza sulle cose da fare, anche tra forze politicamente distanti. Questa esigenza oggi è più che mai di attualità, per arginare le spinte dei movimenti demagogici, che stanno dimostrando di non avere nessuna competenza, né voglia di farsi carico dei problemi delle istituzioni e dei cittadini. Ma, purtroppo, mi sembra che sinora i segnali da me lanciati siano caduti nel vuoto».

Al Comune di Avellino è partita la campagna elettorale.

«Dopo Natale ci sarà sicuramente un’accelerata. Per noi il punto di partenza è il programma. Le alleanze vanno realizzate sulle questioni. Serve un progetto credibile, per la gestione del quotidiano e per lanciare la sfida sul futuro del capoluogo. Gli avellinesi debbono potersi riconoscere nella proposta che sottoporremo al loro giudizio. Centrodestra e centrosinistra dovrebbero aprire un confronto».

Si parla sempre più spesso di progetti civici.

«Se ne può discutere, purché si mettano da parte le ambizioni personali ed i preconcetti. Alle scorse amministrative siamo stati aperti al contributo delle realtà associative della nostra area politica e non solo. Dopo una serie di veti incrociati, è venuta fuori la candidatura di Sabino Morano. Il risultato elettorale però è stato deludente. I voti del candidato sindaco sono stati inferiori a quelli delle liste, già molto ridimensionate. Abbiamo però portato in consiglio comunale due giovani e validi rappresentanti».

Forza Italia ripartirà, dunque, dagli uscenti Ines Fruncillo e Lazzaro Iandolo?

«Senza dubbio meritano di essere riconfermati. La nostra linea in aula è stata chiara e non ci siamo appiattiti sulla posizione degli altri gruppi. Con senso di responsabilità abbiamo offerto all’amministrazione la disponibilità a lavorare sui provvedimenti in favore della città, ma la giunta ed il sindaco Ciampi si sono dimostrati inaffidabili ed inadeguati al ruolo. L’ente è quindi piombato in una condizione di immobilismo, senza prospettive. Per questa ragione abbiamo deciso di votare la mozione di sfiducia».

Come valuta la situazione alla Provincia?

«La vittoria di Biancardi, un amministratore vicino al centrodestra, e la riconferma dei nostri eletti, non può che essere considerato un risultato più che soddisfacente. Il presidente è un uomo concreto e penso che si dimostrerà all’altezza. Mi sarei però aspettato che ci fosse riconosciuto il contributo politico dato, con l’assegnazione della vicepresidenza. Ma così non è stato. In passato però è andata anche peggio, quando ci siamo ritrovati nella squadra di governo, senza aver sottoscritto alcun accordo, il rappresentante di un partito avversario».