Matteo Renzi, senatore del Partito Democratico dal marzo di quest'anno. Si è dimesso da Premier a metà dicembre del 2016. Dal dicembre 2013 al marzo del 2018 è stato ininterrottamente Segretario del Partito Democratico

Matteo Renzi prosegue fuori dal Congresso Pd la sua battaglia politica contro l’asse di Governo gialloverde. Non è ancora una scissione di fatto, ma un atto politico che scava un solco. In un post su Facebook spiega che la priorità è opporsi a Cinque Stelle e Lega. Tradotto, nessun soccorso ai pentastellati in caso di rottura del Contratto di Governo. In quel caso la scissione ci sarà in Parlamento. Stamane i suoi fedelissimi decidono se candidare un loro esponente, mentre i sondaggi dicono che Nicola Zingaretti è largamente favorito per la vittoria finale ai gazebo.

A Napoli e in Campania tra poche ore sarà il momento delle scelte. I vertici regionali, tutti per l’ex Ministro dell’interno Minniti, ora dovranno schierarsi. Vale per il Governatore Vincenzo De Luca, per la Presidente del Consiglio regionale e per centinaia di Sindaci campani.

Selfie alla manifestazione contro il Governo con l’ex segretario Matteo Renzi

Di seguito il post del sen. Matteo Renzi, diffuso nella giornata di ieri su Facebook.

È buffo che chi mi contesta da anni “l’eccesso di personalizzazione”, se ne esca oggi dicendo: Dica Renzi quello che vuol fare, è colpa di Renzi, Renzi faccia chiarezza. Sta accadendo anche in queste ore.
Mi accusano di personalizzare e poi si preoccupano in modo ossessivo di me.
Che poi spesso sono gli stessi che qualche mese fa sognavano un accordo Pd-Cinque Stelle, che presentavano Di Maio come il nuovo Berlinguer e che quando ho alzato la mia voce, quasi solitario nel gruppo dirigente, andando in TV e dicendo “No all’accordo coi grillini, fatelo #senzadime” hanno detto: “Renzi stia zitto, invade il campo altrui, dovrebbe tacere”. Vedendo come governano i grillini mi sarei aspettato un grazie, non l’ennesima polemica.
Se taccio, devo parlare.
Se parlo, devo stare zitto.
Nel dubbio sorrido a tutti e dico la mia, libero e a viso aperto, come sempre.
Facciamo chiarezza.
1) Candidati al congresso, mi hanno scritto in tanti. Grazie del pensiero, ma non lo farò. Ho vinto due volte le primarie con il 70% e dal giorno dopo mi hanno fatto la guerra dall’interno. Mi sentirei come Charlie Brown con Lucy che gli rimette il pallone davanti per toglierlo all’ultimo istante. Non mi ricandido per la terza volta per rifare lo stesso. Chiunque vincerà il congresso avrà il mio rispetto e non il logorio interno che ho ricevuto io.
2) Con che lista ci presenteremo alle Europee e alle Politiche? Qualcuno vorrebbe liste superando il simbolo del PD, altri chiedono un fronte repubblicano, altri di aprire a Leu, qualcuno a Più Europa, alla società civile, al movimento dei sindaci, ai Gilet Gialli (che in Italia peraltro sono al Governo). A me sinceramente sembra giusto che questa decisione sia presa da chi rappresenterà la nuova leadership del PD. Altrimenti che facciamo a fare le primarie? Anche perché mettersi a litigare oggi noi sulle liste da fare mentre il Governo Salvini-Di Maio distrugge la nostra economia, bloccando le infrastrutture, perdendo credibilità in Europa, mi sembra assurdo. Siamo all’opposizione, facciamo opposizione al Governo anziché a noi stessi. O vogliamo continuare per tutto il 2019 ad attaccare il Matteo sbagliato?
3) Io farò quello che vi dico da mesi. E che sto facendo. Una gigantesca battaglia contro la cialtroneria di chi ci governa. Tutti i giorni combatto in Parlamento, sui social, sui media. Combatto quotidianamente una sfida culturale, educativa, politica. Se c’è da intervenire in Aula, lo faccio, a viso aperto. Tutti i giorni utilizzo i social per mostrare a una fetta di italiani perché il Governo è un pericolo per il nostro futuro. Sto nel mio collegio, da senatore eletto, a parlare con la gente. A fine gennaio uscirà un mio libro, per Marsilio, e girerò tutto il Paese, specie i piccoli borghi di provincia, per parlare e per ascoltare. Come ai vecchi tempi. Negli stessi giorni partirà un progetto di WebTV al quale sto lavorando da mesi per rilanciare i nostri contenuti e non lasciare la rete in mano alle Fake News. Continuerò a incoraggiare i comitati civici e a riunire il meraviglioso popolo della Leopolda, simbolo di chi ci crede e si impegna. Io continuo a combattere: non corro per il congresso ma non vado in pensione, resto in campo, sorridente e tenace.
Perché il tempo è galantuomo. E io ci credo davvero.