Per le giovani donne di oggi la mostra fotografica del Cif sulla storia dei diritti in settant’anni di battaglie potrebbe rappresentare l’opportunità di vedere quanta strada è stata fatta. La decisione di aprire gli archivi fotografici di via Vasto 29, sede avellinese del Cif e del Consultorio familiare in realtà non riguarda solo le donne. In quelle fotografie si leggono i progressi fatti dalla società costruita dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma si vede anche qualcosa che i protagonisti di quegli scatti avevano invece in più rispetto ai pari età di oggi. Negli occhi dei bambini ospitati all’asilo, piuttosto che sui volti delle volontarie, si nota una luce che oggi difficilmente si trova tra i ragazzi e le ragazze, che pure beneficiano a volte inconsapevolmente del risultato di tanto lavoro, impegno, entusiasmo e abnegazione di quelle che potrebbero essere state le loro bisnonne e nonne. Quello che quelle generazioni non avevano era i diritti acquisiti di completa cittadinanza della donna, obiettivo della loro battaglia. Ciò che invece possedevano quelle donne, quei bambini e anche gli uomini che davano loro una mano, era la fiducia nel futuro, la certezza di poter guardare avanti con una prospettiva ben precisa. La mostra fotografica allestita dal Centro Italiano Femminile di Avellino con il concorso dell’Archivio di Stato dice molto anche di ciò che le donne sono oggi, una società dove l’uguaglianza l’hanno maturata certamente sulla frustrazione per un domani sempre più incerto e difficile per tutti. La Mostra è stata curata da Giovanni Marino. Per il Cif il progetto è stato diretto dalla Presidente provinciale Francesca Archidiacono, che nell’intervento che segue ne approfondisce i contenuti.


Settanta anni di diritti della Donna

di Francesca Archidiacono*

La locandina della mostra allestita dal Cif presso l’Archivio Storico di Avellino

Il C.I.F. Provinciale di Avellino, nato nell’ottobre del ’44, si radica profondamente nel territorio, considerando l’impegno sociale parte integrante della propria partecipazione alla vita delle comunità in cui opera, per rispondere concretamente a bisogni e difficoltà emergenti, anticipandone le soluzioni ed organizzando attività di sostegno, di formazione e servizi alla famiglia.. La collaborazione con l’Archivio di Stato del Cif di Avellino si è concretizzata nell’allestimento di una mostra fotografica attraverso la ricerca di documenti e fotografie, finalizzata non solo a ripercorrere oltre 70 anni di storia femminile, ma anche alla valorizzazione “storica” delle scelte, degli avvenimenti e delle iniziative, rendendo visibile l’impegno sociale, volontario e costante di donne nel lavoro silente e quotidiano. Le immagini saranno spunti di riflessione sul valore della memoria, espressione del dinamismo di un tessuto associativo. Il riconoscersi ed il ritrovare “volti dimenticati” trasmetterà alle future generazioni i valori, la forza e la convinzione che l’impegno sociale sul territorio provinciale delle donne C.I.F. è possibile perché, nonostante le difficoltà, ha saputo sempre rispondere ai cambiamenti ed allo sviluppo territoriale nella diversità di essere, sentire ed agire.

I primi mezzi marchiati dal Cif, Centro Italiano Femminile di Avellino

LA FONDAZIONE 74 ANNI FA. Il Centro Italiano Femminile, Associazione innovativa rispetto al precedente associazionismo cattolico, nasce nell’ ottobre del ’44, come collegamento di donne e di associazioni di ispirazione cristiana, per contribuire alla ricostruzione del Paese attraverso la partecipazione democratica, l’impegno di promozione della condizione femminile secondo i principi di uguaglianza,solidarietà e sussidiarietà espressi nella nostra Costituzione. Il Centro Italiano Femminile Provinciale di Avellino è operativo dal 1945. L’attività fu fin da subito intesa in un continuo sconfinamento tra civile e politico,etico e religioso,riguardando soprattutto la tutela dei minori, della lavoratrice madre ed il consolidamento della famiglia, nonché con la realizzazione di una capillare rete di servizi, una sorta di welfare moderno,garantito dal volontariato femminile.

LO SCENARIO IN CUI NACQUE IL CENTRO FEMMINILE. L’Irpinia uscita dalla seconda guerra mondiale era in condizioni disastrose da punto di vista economico e sociale. La provincia con il capoluogo per molti anni detennero il primato della provincia e il capoluogo più povero d’Italia. Le condizioni poi dell’infanzia – per la politica demografica del regime – si fecero sempre più drammatiche. Migliaia e migliaia di bambini soprattutto in alta Irpinia erano malnutriti e a rischio tubercolosi. Lo sguardo di Italia Giordano ,Presidente Provinciale CIF Avellino e di Vincenza Russo,Presidente Comunale del CIF Solofra , si rivolse da subito alle condizioni materiali della vita quotidiana dei bambini poveri, malnutriti nei vari paesi dell’Irpinia,proficua fu la collaborazione con Ufficio Agenzia Aiuti Internazionali, operante presso la Prefettura, che in quegli anni utilizzava i soldi del piano Marshall permettendo la costruzione di refettori,mense, asili nido,aiuti agli emigranti, carcerati e donne. Migliaia di bambini parteciparono alle colonie estive ,montane e marine . Agli inizi del mese di luglio del 1950, 150 bambini, provenienti soprattutto dai paesi dell’Alta Irpinia, furono accolti ad Avellino per una colazione in Prefettura per poi salire su autobus – forniti dal Prefetto – alla volta di Maiori, dove furono ospitati in un edificio di recente costruzione fino alla loro totale guarigione.

I CENTOMILA BIMBI DEL CIF. In un opuscoletto a stampa in occasione del decennale ci sono riportati i risultati: in dieci anni 100mila bambini furono interessati ad asili nido, doposcuola, refezioni scolastiche, e colonie per una spesa complessiva a carico del CIF di 300 milioni senza calcolare quelli a carico dell’Ufficio AAI. Un’altra area in cui il CIF provinciale caratterizzò il proprio impegno fu la formazione sia dei quadri dirigenti associativi, sia delle donne, realizzando corsi di cucito, di economia domestica, di alfabetizzazione. Le fotografie esposte, che sono parte integrante dell’Archivio fotografico del CIF, rappresentano, la condizione nel dopoguerra dell infanzia nella nostra provincia ed una riflessione sui temi femminili. Al di là delle emozioni che le immagini suscitano,lo spaccato storico che viene rappresentato, sottolinea che la solidarietà,intesa come senso del gratuito alla radice della vita civica,e l’amore per il bene comune rappresentano i valori che guidano ancora oggi la Nostra associazione e possono rappresentare il vero riscatto del nostro territorio.

(*): Francesca Archidiacono, Presidente del Cif di Avellino