Comune di Avellino: anagrafe digitale, il 31 dicembre scadono i termini. Dissesto, oggi la relazione dei revisori

Il commissario prefettizio, Priolo, dovrà affrontare diverse scadenze amministrative, a cominciare da quelle finanziaria. Con l'arrivo del vice Tommasino si avvierà l'approfondimento dei conti, per predisporre gli equilibri di bilancio.

Giuseppe Priolo, Commissario prefettizio di Avellino

Anagrafe digitale, entro il 31 dicembre il Comune di Avellino dovrà effettuare l’adeguamento tecnologico del sistema. Un passo necessario affinché i cittadini possano usufruire di servizi avanzati della pubblica amministrazione.

Ma si tratta soltanto di una delle scadenze che il commissario prefettizio, Giuseppe Priolo, è chiamato a gestire insieme ai due vice nominati da Palazzo di Governo, Silvana D’Agostino e Mario Tommasino.

Priorità ovviamente avranno gli equilibri di bilancio, che non sono stati approvati dall’amministrazione uscente, e la vicenda del dissesto, proposto dalla giunta Ciampi, nonostante il parere contrario del Ragioniere capo, sul quale si attende la relazione dei revisori dei conti, prevista per oggi.

Un punto, quello del dissesto, che ha alimentato discussioni e polemiche a Piazza del Popolo e sul quale il reggente del Comune, pur non avendo obblighi di legge, dovrà in qualche modo esprimersi, quanto meno per mettere mano ad una soluzione alternativa alla dichiarazione di insolvibilità dell’ente, il piano di rientro del disavanzo, così come prefigurato dal dirigente alle Finanze.

L’amministrazione cittadina, dopo l’approvazione del rendiconto 2017, predisposto dal commissario ad acta, non ha elaborato alcuna strategia finanziaria, avendo puntato esclusivamente sull’opzione politica del default, interamente da verificare, che mai sarebbe potuta passare in assenza di un supporto tecnico e senza i numeri necessari in aula per l’approvazione.

L’arrivo tra oggi e domani di Priolo e Tommasino dovrebbe dare il via, in maniera organica, al lavoro dello staff prefettizio.

L’anagrafe digitale, invece, non appena verrà istituita,  determinerà numerosi vantaggi per gli utenti. La quasi totalità dei Comuni irpini, a cominciare dal capoluogo, sono in ritardo sulla tabella di marcia. Soltanto Baiano, Bonito e Serino sono subentrati nel sistema dell’Anpr, l’Anagrafe nazionale della popolazione residente, la banca dati nella quale dovranno obbligatoriamente confluire tutte le anagrafi comunali d’Italia.

Un deficit che coinvolge la stragrande maggioranza degli enti locali del Paese. Nonostante il Ministero degli Interni avesse previsto il completamento del processo per la fine dell’anno, ad oggi soltanto 1.227 Comuni (su circa 8.000) hanno adeguato i propri sistemi anagrafici, per una popolazione complessiva di quasi 14 milioni (su 60 milioni) di abitanti. In Campania l’unico capoluogo che ha ottemperato alle scadenze è Salerno.

Con l’anagrafe digitale verranno semplificate  e velocizzate operazioni come il cambio di residenza e sarà possibile richiedere i certificati tramite internet. Verranno poi evitate duplicazioni di comunicazioni tra gli enti e resi più semplici i controlli sui flussi di emigrazione ed immigrazione e più precise le attività di censimento.

L’Anpr, prevista dal Codice dell’Amministrazione digitale nel 2005, è stata istituita presso il Ministero dell’Interno nel 2014. Per agevolare l’adeguamento tecnologico dei Comuni il governo ha stanziato dei fondi, che saranno erogati a chi completerà il passaggio entro il 2018. Per il Comune di Avellino ammonterebbero a 7 mila euro.

Il ritardo tecnologico in Italia si registra su diversi fronti, sia pubblici che privati. Fermp al palo, ad esempio, è lo Spid, Sistema pubblico di identità digitale, che consente a cittadini ed imprese di connettersi con le piattaforme della pubblica amministrazione che erogano servizi in linea. A fine novembre i profili attivati erano meno di 3 milioni.

Non è un caso, quindi, che il rapporto della Commissione europea sull’indice di avanzamento tecnologico dei Paesi membri dell’Ue, il Desi (Digital Economy and Society Index) collochi l’Italia al 26° posto. Vengono considerate più arretrate soltanto Bulgaria, Grecia e Romania. I parametri valutati sono 5. Connettività: sviluppo e qualità della banda larga; capitale umano: diffusione delle competenze necessarie per accedere e trarre vantaggi dai servizi digitali; utilizzo dei servizi internet da parte dei cittadini;  integrazione delle tecnologie digitali: il livello di digitalizzazione delle imprese e del commercio in rete; i servizi digitali della pubblica amministrazione: le misure e i servizi specifici introdotti dagli enti centrali e periferici.