Comune di Avellino: resa dei conti nel Pd e nel Centrosinistra

Il Pd prova a fare chiarezza al proprio interno, senza rinunciare alla lista di partito. I Popolari tentano la strada del civismo. Cipriano di fronte ad un bivio. Difficile una sintesi. Corsa solitaria per Festa.

Gianluca Festa, capogruppo di Davvero. Già Vicesindaco nella Giunta Galasso, è stato consigliere d'amministrazione nell'Alto Calore Servizi e assessore alla Provincia

Nel Pd e nel centrosinistra è iniziata la resa dei conti. Archiviata l’amministrazione Ciampi, i nodi politici sembrano venire subito al pettine.

Nel giro di una settimana tutte le carte sono state più o meno scoperte. I Popolari hanno puntato l’indice nei confronti dei doppiogiochisti e di chi è passato con gli avversari politici, chiedendo ai Democratici di fare chiarezza al proprio interno. Luca Cipriano, responsabile del movimento Mai Più, ha chiesto ai partiti di lasciarsi alle spalle le vecchie storie politiche, di rinnovare le liste e fare a meno dei portatori di voti.

Sia i Popolari, che Cipriano parlano di un progetto civico e di un campo largo, intendendo però cose diverse. I primi mettono in conto, probabilmente non credendoci nemmeno fino in fondo, ad una sorta di larga intesa che vada da Forza Italia a Leu, tirando in ballo non a caso Ines Fruncillo e Nadia Arace, mentre l’altro immagina una supercivica dentro l’orizzonte del centrosinistra, sapendo di essere diventato un partner appetibile per Pd e demitiani.

Livio Petitto, nella passata consiliatura presiedeva il Consiglio comunale di Avellino. Consigliere Pd nell’attuale fase, è stato il più votato nel Capoluogo

Nel mirino, invece, sono finiti Gianluca Festa, e Livio Petitto, i quali avevano già da tempo preso le distanze dai Popolari, dichiarando che lo schema messo in campo con la candidatura al Comune di Avellino di Nello Pizza non era più riproponibile. Ma i due vengono considerati indigesti anche dal loro stesso partito, nel quale la condizione di separati in casa è tutt’altra che nuova. L’appuntamento con le urne di primavera richiede però che a via Tagliamento si faccia chiarezza, tanto più che il Pd è chiamato a svolgere un congresso, con il quale si deciderà strategia e guida politica.

L’imprenditore Angelo D’Agostino, deputato dal 2013 al 2018

La prima a richiamare tutti all’ordine è stata la presidente del consiglio regionale, Rosetta D’Amelio, che ha decisamente bacchettato Festa e Petitto ed anche alleati a fasi alterne come Alaia e la sua compagine di centrista, alla quale si è aggregato anche l’ex deputato Angelo D’Agostino, che nel frattempo ha riunito a Montefalcione una squadra di giovani, capitanati dal consigliere uscente, Stefano Luongo, per salpare nuovamente in mare aperto.

Umberto Del Basso De Caro, deputato del Pd, già Sottosegretario alle Infrastrutture nei Governi Renzi e Gentiloni

Il deputato democratico Umberto Del Basso De Caro, a cui fa riferimento Petitto, auspica invece che non si perdano pezzi della coalizione. E, nonostante non sembri disponibile a siglare la pace con la segreteria provinciale, rassicura che il suo apporto elettorale non è in discussione, così come non lo è stato nemmeno alle Provinciali.

I dati, però, dicono che qualcuno si è tirato indietro. Chi sia stato non è certificabile, benché gli indizi alimentano ed indirizzano i sospetti. Per qualcuno gli indizi sono molteplici o piuttosto risultano reiterati nel tempo, costituendo di fatto una prova della inaffidabilità.

Per togliere tutti dall’imbarazzo, Festa gioca d’anticipo, ribadendo che porterà avanti il suo progetto civico Davvero, senza lasciare il Pd. In fin dei conti, nulla di nuovo all’orizzonte.

Il Governatore Vincenzo De Luca e il sen. Enzo De Luca, dirigente regionale Pd

AreaDem, la componente che fa riferimento all’ex senatore Enzo De Luca, sin dall’estate sta tentando di ricucire lo strappo consumatosi all’ultimo congresso provinciale con l’area dameliana, ma chiede a tutti rispetto delle regole e coerenza, lasciando intendere che la stagione delle formazioni variabili è finita. L’orizzonte comune del Pd resta il centrosinistra.

Tirando le somme, al momento, si può dire che il Pd non è disposto a lasciare la scena ad altri, né a rinunciare ad una lista con il proprio simbolo, ma è pronto ad ospitare candidature di associazioni e costruire alleanze con le civiche. I Popolari hanno una squadra, ma non un vero partito, e appaiono più propensi a varare contenitori elettorali inediti, cercando di mantenerne il controllo. Cipriano è di fronte ad un bivio: fare un passo in direzione dei partiti o proseguire da solo.

Festa è invece sicuramente destinato ad un viaggio in solitaria. Per vincere però tutti hanno bisogno di sottoscrivere alleanze. Un’evenienza che potrebbe essere rinviata al secondo turno, per chi ci arriverà.

Resta da vedere cosa faranno il centrodestra ed il Movimento Cinque Stelle. Ma questo è un altro capitolo.

La sede del Coordinamento provinciale PD ad Avellino, in via Tagliamento

In definitiva, in casa Pd e più in generale nel centrosinistra, gli equilibri politici potrebbero mutare, lasciando qualche protagonista fuori la porta, ma nessuno ha garanzie sufficienti sulla riuscita della propria operazione.