Il Presidente della Commissione Regionale all'Agricoltura, Maurizio Petracca

Manca solo l’indicazione del sito alternativo per ufficializzare che il Biodigestore non si farà a Chianche. Lo ha spiegato ieri sera ad Altavilla Irpina il Presidente della VIII commissione regionale, Maurizio Petracca, intervenendo durante il Consiglio comunale straordinario voluto dal Sindaco Mario Vanni. Ai lavori ha partecipato il Presidente dell’Ato rifiuti, Valentino Tropeano, che naturalmente non è entrato nel merito della localizzazione dell’impianto, mantenendosi rigorosamente al di sopra delle parti, come gli impone la funzione. Ma ai consiglieri comunali e agli amministratori locali presenti, provenienti da tutta la Media Valle del Sabato e anche dalle falde del Partenio, ha spiegato che la Bassa Irpinia dovrà avere il secondo biodigestore dopo quello di Teora, che non basta al fabbisogno provinciale.

Il Presidente dell’Ato Rifiuti di Avellino, Valentino Tropeano

Tropeano ha ammonito al senso di responsabilità, spiegando che gli impianti non riguardano solo il trattamento della frazione organica, ma ne occorrono anche per il secco. Ricordando che il sistema dello smaltimento corre pericoli a causa degli attentati che hanno ridotto la capacità produttiva degli Stir a Casalduni e a Santa Maria Capua Vetere, ha preso l’impegno di portare all’attenzione dei sindaci uno Studio di fattibilità che dovrà chiudere il ciclo integrato dei rifiuti in Irpinia in pieno accordo con i territori. Si tratta in sostanza di una filiera industriale, del tutto assimilabile ad un insediamento di fabbriche. Porterà posti di lavoro ai giovani, salvaguarderà l’ambiente e difenderà con l’efficienza cittadini e imprenditori onesti dagli interessi malavitosi. Dopo l’intervento, tra gli altri, del Sindaco Vanni, è toccato a Petracca entrare nel merito più atteso dall’uditorio presente, il problema di Chianche.

Palazzo Caracciolo, sede della Amministrazione provinciale di Avellino

Il consigliere regionale dei Popolari ha ripreso le parole di Tropeano, confermando che occorre un secondo impianto di compostaggio, ma rassicurando tutti i presenti che non potrà essere Chianche il sito, destinazione irrealizzabile, ha spiegato. D’accordo con Tropeano anche su un altro punto, quello del coinvolgimento più ampio dei territori, per giungere ad una scelta condivisa, ma ha avvertito che la politica dovrà muoversi solo all’interno delle ‘scatole’ che sono il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale con i suoi indicatori di sviluppo e vocazione, i riferimenti normativi e i parametri stabiliti dalla legge per la ubicazione dei siti, dalla viabilitá alle esigenze logistiche. Proprio per queste ragioni, sullo stop al biodigestore a Chianche si attenderebbero, ormai, soltanto le comunicazioni.

Dalla discussione sono venuti fuori anche altri tre punti fermi. L’impianto di Teora deve essere reso ancora  maggiormente efficiente, si deve designare un luogo per un secondo bio digestore, dopo il no su Chianche. Bene il confronto, ha sottolineato Petracca, ma ora toccherà all’Assemblea dell’Ato trovare le soluzioni.

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