Lo stabilimento della Fca a Pratola Serra, alle porte di Avellino

Pratola Serra è stata confermata dalla Fca. Continuerà a produrre una evoluzione degli attuali modelli. Si rinvia la data del 2021 per l’addio al Diesel, che quindi si sposta in avanti, per consentire lo sviluppo dell’ibrido e, soprattutto, dell’elettrico.

La posticipazione della scadenza per il Diesel consentirà di procedere con una programmazione ordinata nelle attività di conversione degli stabilimenti. Fca investirà in Italia oltre 5 miliardi nel triennio 2019-2021, con l’obiettivo di consolidare in chiave innovativa la fabbrica italiana dell’automobile.

Il Ceo di Fca

L’annuncio direttamente dall’ad Mike Manley, che ha incontrato il sindacato con il responsabile delle attività europee Pietro Gorlier. Confermata la produzione dei nuovi modelli,  tredici tra inediti e evoluzione di esistenti.

Per le 1800 famiglie avellinesi ed irpine interessate alle notizie da Torino un sospiro di sollievo. Lo stabilimento della Fca di Pratola Serra per ora continuerá a produrre Diesel. Confermate le previsioni dell’immediata vigilia per quello che riguarda gli stabilimenti prossimi all’Irpinia. In Campania, a Pomigliano sarà prodotto il suv compatto dell’Alfa Romeo. Il nuovo modello affiancherà la Panda che continuerà a essere prodotta in provincia di Napoli. Per l’Alfa Romeo è un ritorno, dopo la tradizione dell’Alfasud negli anni ’70 e ’80. Quanto alla vicina Melfi, alla 500X e alla Jeep Renegade si aggiungono la Jeep Renegade ibrida plug-in e la Jeep Compass.

VENERDÌ L’AZIENDA HA INCONTRATO LA FIOM. AL CENTRO IL NODO DEL DIESEL A PRATOLA SERRA E CENTO.  Venerdì nuovo confronto tra i vertici della FCA e il sindacato. Stavolta c’erano i rappresentanti della Fiom al tavolo per parlare “delle strategie industriali e occupazionali dei due gruppi, Fca e CNHi”. A fronte della condizione di aumento dell’utilizzo di ammortizzatori sociali nel 2018″ chieste informazioni per il 2019″. La prima reazione del sindacato è stata positiva: “Ci sono investimenti consistenti, in particolare su ricerca e sviluppo, ma il punto rimane la salvaguardia di tutti i singoli stabilimenti, a partire da quello di Brescia, dove permane un problema di missione produttiva. È necessario investire per implementare la produzione di ulteriori modelli», dichiara in una nota Francesca Re David, segretaria generale della Fiom-Cgil.
“Tuttavia, il sistema di relazioni industriali va cambiato radicalmente, perché è impensabile, che quando si parla di occupazione e di piano industriale, ci siano due tavoli distinti di confronto. E’ necessario un ruolo del Governo che convochi un tavolo con l’azienda e i sindacati per rilanciare occupazione e produzione, anche alla luce dei cambiamenti tecnologici e di mercato, con investimenti pubblici e privati”.

LA VIGILIA AD ALTA TENSIONE. Quello che solo pochi mesi fa si annunciava come un passaggio formale, l’illustrazione alle rappresentanze sindacali del piano strategico triennale, dopo le incoraggianti stime diffuse il primo giugno, si era presentato in queste settimane come un momento di svolta denso di incognite per il futuro dello stabilimento (leggi la cronaca di quei giorni).

IL DOPO-MARCHIONNE. La scomparsa prematura e improvvisa di Sergio Marchionne, i cambiamenti di rotta già fatti vedere su diversi aspetti esecutivi della programmazione lasciata dall’ex manager italiano e fin qui sempre confermata dai vertici negli interventi pubblici, il crollo delle vendite dei modelli Diesel, decisivi per il calo degli ordinativi negli ultimi mesi, sono alcuni dei motivi che alimentano l’apprensione del sindacato e dei lavoratori.

Lo stabilimento alle porte di Avellino della FCA di Pratola Serra, nell’area industriale di Pianodardine

L’incertezza sul futuro di Pratola Serra, caso speciale all’interno del sistema delle fabbriche italiane del gruppo, nasce dal declino dei modelli motorizzati Diesel, che in Irpinia hanno uno stabilimento di riferimento. La cancellazione della data di soppressione della produzione fa superare i timori nell’immediato. Gli sviluppi con ibrido ed elettrico ci saranno, ma saranno programmati per tempo.

SPERANZE E RISPOSTE. Da Torino si arlttendevano le risposte dopo le incertezze. Tra gli analisti c’era chi sosteneva che alla fine della giornata non tutti i nodi sarebbero stati sciolti. Per ora le intenzioni dell’Azienda sono chiare. Sul Diesel prorogato Fca crea lo spazio di manovra per un intervento pubblico sulla infrastruttura e i servizi pubblici, quindi sulla rete distributiva di energia per automobili. Svelati i programmi sull’elettrico,  è sul grado di accelerazione dell’ibrido (alimentazione elettrica-fossile) e dell’elettrico e sugli investimenti nelle riconversioni, il futuro Pratola Serra dopo il triennio è ancora da scrivere, mentre le indiscrezioni che parlavano della produzione a Melfi della nuova Jeep Compass e a Pomigliano di un Suv Alfa Romeo sono state rispettate.

Pietro Gorlier, nuovo capo dell’area EMEA FCA

IBRIDO-ELETTRICO A PRATOLA. Voci circolate nelle ultime settimane intorno allo stabilimento avellinese indicherebbero Pratola Serra come riferimento nella transizione da Diesel a ibrido-elettrico per il Gruppo dopo il 2022. Tutto è per ora fumoso, in attesa delle comunicazioni di dettaglio, ma gli elementi utili a rendere credibile l’ipotesi ci sono ancora. Ad esempio le dichiarazioni del nuovo referente di Emea Fca, Roberto Gorlier, oggi impegnato ad illustrare le strategie al sindacato e non solo. Strategia espansiva basata sul brand e investimenti massicci sull’innovazione tecnologica i messaggi esplici trasferiti all’ambiente, fanno capire che Fca punta ad utilizzare anche l’immagine della innovazione, prima ancora dei suoi risultati, come leva per far crescere la fiducia dei consumatori nei marchi e far ripartire i fatturati. Proseguendo, la posizione rimarcata più volte e in tutte le sedi nazionali dalla Fiom Cgil, che chiede allo Stato di intervenire nel processo di riconversione degli stabilimenti italiani, partendo proprio da Pratola Serra, seguendo esempi avanzati in Europa nel mondo anglosassone e scandinavo. Si tratta di una proposta che ha già trovato sponda nella Commissione Lavoro della Camera, dopo la risoluzione della deputata pentastellata (leggi: passa la risoluzione che impegna il Governo a intervenire a tutela dell’occupazione nehli stabilimenti Fiat ). Proprio domani nel confronto bilaterale tra Fca e Fiom il sindacato dovrebbe illustrare la propria proposta di un intervento statale finalizzato a investire nei servizi di supporto alla transizione tra automobili alimentate con batterie elettriche con carburanti di estrazione fossile.

Le reazioni dopo l’annuncio del piano industriale Fca 2019-22

CISAL: SERVE UN CONFRONTO CON IL GOVERNO. «Le notizie che arrivano dalla Fca sul futuro dello stabilimento di Pratola Serra ci preoccupano e ci inducono a chiedere l’intervento urgente dei parlamentari irpini». Ad affermarlo è Massimo Picone, segretario provinciale della Cisal Metalmeccanici di Avellino, alla luce delle dichiarazioni rilasciate in queste ore dal responsabile delle attività europee del gruppo, Pietro Gorlier, che in un incontro ufficiale con i sindacati tenuto a Mirafiori, insieme all’amministratore delegato di Fca, Mike Manley, ha illustrato le strategie dell’azienda. «I nuovi vertici della Fca – prosegue Picone – hanno reso noto che intendono rinviare la fuoriuscita dal ciclo produttivo del motore diesel, inizialmente prevista per il 2021, motore che viene prodotto nello stabilimento della provincia di Avellino, senza però annunciare nessun’altra azione tesa a garantire un futuro certo all’insediamento di Pratola Serra. Quella che a prima vista potrebbe essere una buona notizia, dunque, rischia di essere soltanto un rinvio della resa dei conti, una toppa momentanea. Le vetture diesel infatti non solo stanno perdendo progressivamente quote di mercato, ma sono destinate comunque ad uscire di produzione. E’ necessario, pertanto, che ci si attivi per definire un percorso di rilancio della ex Fma, che possa garantire una prospettiva ai lavoratori».Di qui l’appello lanciato dal numero uno dei Metalmeccanici della Cisal irpina, Picone: «Sollecitiamo i deputati ed i senatori del territorio, a cominciare dall’onorevole Maria Pallini, componente la commissione Lavoro di Montecitorio, che sinora si è sempre dimostrata disponibile ed attenta ai problemi occupazionali della provincia di Avellino, di assumere l’iniziativa, convocando immediatamente un tavolo istituzionale, con la presenza delle organizzazioni sindacali, per avviare un confronto con il gruppo Fca, per addivenire a risultati concreti».

La sede del Coordinamento provinciale PD ad Avellino, in via Tagliamento

I DUBBI DEL PD IRPINO. «Le prime anticipazioni che rimbalzano da Torino sull’incontro svoltosi oggi tra il management FCA e le organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto aziendale (CCSL) fanno emergere elementi contraddittori», scrive Crescenzo Fabrizio, Responsabile Dipartimento Lavoro PD Avellino. «Se da un lato il responsabile per l’Europa Pietro Gorlier ha annunciato che nei prossimi mesi partirà un piano di formazione del personale incentrato sulle tecnologie ibride ed elettriche, dicendosi fiducioso sul raggiungimento dei traguardi prefissati dal piano industriale, dall’altro sembra profilarsi un rinvio del passaggio dalla produzione dei motori diesel all’elettrico. A quanto è dato sapere, infatti, ci sarà uno slittamento per il superamento definitivo del diesel, che continuerà ad essere prodotto, anche a Pratola Serra, nella nuova versione euro 6. Ma la transizione verso l’ibrido è comunque confermata con l’annuncio della produzione della 500 elettrica a Mirafiori con motori a benzina prodotti in Brasile sui quali viene innestata una batteria».

Per il Pd di Avellino «al momento non è dato sapere se i lavoratori di Pratola Serra saranno coinvolti nei percorsi formativi annunciati da Gorlier, mentre appare certo il trasferimento della produzione della Fiat Panda dallo stabilimento di Pomigliano D’Arco a uno dell’Est europeo». In questo senso e «in buona sostanza non c’è alcun pericolo sulla tenuta dello stabilimento di Pratola Serra per i prossimi cinque anni, ma resta il dubbio su uno slittamento dei tempi – che Marchionne aveva fissato perentoriamente al 2022 – per il superamento del diesel: in una realtà globale che corre sempre più velocemente verso l’elettrico, comprese diverse regioni italiane che stanno limitando sempre più la circolazione alle auto diesel, avranno ancora un mercato automobili con motori diversi da quello elettrico?». Si tratta di «interrogativi che auspichiamo possano trovare risposte dai vertici di FCA in sede parlamentare: il Partito Democratico di Avellino ha infatti sollecitato, attraverso l’on. Chiara Gribaudo, una convocazione del management aziendale in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati: la deputata democratica, infatti, nella seduta di commissione del 28 novembre ha accusato il Governo di lasciare al caso la politica industriale e ha chiesto l’audizione del responsabile Emea Pietro Gorlier e, se necessario, dell’Amministratore delegato di FCA Mike Manley».

Per i Democratici avellinesi occorre incalzare il Gruppo torinese. «Vogliamo sperare che almeno in questo caso la sollecitazione a fare fronte comune alle altre forze politiche – in primo luogo quelle di governo – sia accolta a partire dall’on. Maria Pallini (capogruppo del Movimento 5 Stelle nella stessa Commissione Lavoro di cui fa parte l’on. Gribaudo) e non si verifichi invece quanto già accaduto con l’interrogazione e la risoluzione sulla FCA di Pratola Serra presentate dall’on. Gribaudo il 10 settembre e il 18 ottobre, a cui hanno fatto seguito l’interrogazione e la risoluzione presentate dai deputati grillini, tra cui la deputata irpina Pallini, rispettivamente del 3 ottobre e del 14 novembre». E spiega: «Se con la sua risoluzione del 18 ottobre, infatti, l’on. Gribaudo impegnava il Governo ‘ad avviare, con il coinvolgimento di tutte le parti interessate e con il supporto di esperti del settore dell’automotive, un apposito tavolo istituzionale presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’elaborazione di un piano nazionale per l’occupazione nel comparto della produzione di mezzi di trasporto e dei loro componenti, in vista delle profonde evoluzioni tecnologiche che a breve interesseranno il settore’, circa un mese dopo l’on. Pallini e i suoi colleghi impegnavano il Governo ad adottare ogni iniziativa di competenza, in linea con quanto disposto dalla normativa europea, al fine di assicurare la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali».

E si conclude: «Nel ringraziare l’on. Chiara Gribaudo per l’impegno profuso a sostegno dei lavoratori di Pratola Serra, la Federazione provinciale del Partito Democratico di Avellino conferma la sua volontà di mettere al centro della propria azione politica i temi del lavoro e dello sviluppo economico della provincia».