Stazione Hirpinia, “RFI paghi bene gli espropri”. L’appello degli Agricoltori

Stazione Hirpinia. Il territorio cambia volto, al via gli espropri degli appezzamenti attualmente utilizzati per l'agricoltura. La CIA interviene sui compensi ai proprietari e spinge sulla realizzazione dell'Infrastruttura.

“Giusto compenso per i coltivatori del bacino ufitano”. La CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) sostiene in pieno la realizzazione del raddoppio della tratta ferroviaria Apice Orsara con stazione Hirpinia. Arrivato documento di esproprio da parte di Ferrovie dello Stato.

Lunedi 26 novembre faremo un incontro con gli associati aperto a tutti i cittadini per informare della pertinenza dell’opera. Che si farà. Ed è un risultato importante e necessario per tutto il territorio”. A parlare il presidente di CIA Grottaminarda, Pasquale Moscaritolo. Con lui i vice Pietro Lanza e Tommaso Palumbo. “L’area è dedita prevalentemente all’agricoltura. Molti terreni hanno un elevato grado di fertilità e sono serviti dalla risorsa idrica fornita dal Consorzio di Bonifica dell’Ufita”. Lontani da ogni eventuale ed erronea strumentalizzazione, “nelle sedi opportune, proveremo a chiedere il giusto compenso per gli espropri”. Importi cioè commisurati al valore intrinseco dei suoli, molti dei quali sono vocati alla coltura dell’ortofrutta.

La stazione Irpinia nel rendering di Rfi

Sullo sfondo, la messa in evidenza della strategicità dell’opera che rappresenterà anche un impulso allo scambio di merci. “Abbiamo in mente un progetto interessante che riguarda un grande mercato ortofrutticolo nei pressi della stazione Hirpinia – ha proseguito il presidente della sede grottese – siamo nel mezzo di Regioni come la Puglia ma anche la Sicilia. Zone d’Italia che producono frutta di ottima qualità che viene esportata in tutta Italia. Di nostro, siamo forti nel settore degli ortaggi, quindi è lecito pensare ad uno scambio commerciale legato alla produzione”.

Il logo della Confederazione Italiana Agricoltori

Di fatto l’agricoltura non è più pensata per l’autosufficienza alimentare, ma proprio in tutta la provincia irpina negli ultimi anni, da più parti ha assunto la dimensione aziendale, versione bio. “Sia ben chiaro che mai ci opporremmo alla realizzazione dell’opera e noi tutti non vediamo l’ora arrivi a compimento definitivo. Proprio per questo intanto è giusto informare gli associati. Poi proveremo a dialogare con Ferrovie rispetto alle retribuzioni legate agli espropri”.

Un treno Freccia Rossa in corsa

In quel di Ariano Irpino le aree captate per la realizzazione dei binari stanno aumentando seguendo la direttrice del percorso segnato su carta. Qui ci sono stati sopralluoghi, visite da parte di parlamentari e quindi l’inizio del da farsi.

Ieri la nota di RFI che ha ribadito la centralità della Stazione Hirpinia nell’ambito dell’area ZES, indispensabile anche secondo il calcolo costi benefici.

La Sede a Roma di Ferrovie dello Stato

Di recente era cresciuto il dubbio circa la realizzazione dell’infrastrutture. Ad oggi tutto è confermato. I tecnici sono fiduciosi, tuttavia non si sbilanciano e continuano a vigilare. I vertici delle istituzioni locali stanno monitorando e hanno fatto “tremare” Roma a distanza. Perché la resilienza e lo spirito combattivo sono caratteristiche tutte irpine che nessuno mai può immaginare di contrastare. Ne risulterebbe vinto. La vigilanza rimane altra. Contestualmente nei Comuni interessati dal passaggio del treno è arrivata lettera di esproprio. Si procede celermente. Intanto la Filca Cisl spinge sui lavori e chiede vengano aperti i cantieri già nel 2019.


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