Provincia di Avellino: assegnazione delle deleghe ancora in alto mare

Il presidente Biancardi non ha definito l'assetto di governo, mentre tra i consiglieri di maggioranza cresce l'attesa. Le decisioni potrebbero maturare la prossima settimana. L'eventuale scioglimento del consiglio comunale di Avellino, determinerebbe la decadenza di Genovese, della lista Prima gli Irpini.

L'ingresso alla amministrazione provinciale

Provincia: l’assegnazione delle deleghe è ancora in alto mare. Non si è tenuto l’incontro di maggioranza che avrebbe dovuto fare chiarezza sull’assetto dell’area di governo di Palazzo Caracciolo. Ma all’inizio della prossima settimana il presidente, Domenico Biancardi, probabilmente fisserà la data del vertice, anche se la sensazione è che non vi sia l’intenzione di premere il piede sull’acceleratore.

Tra i consiglieri delle tre liste che hanno sostenuto il capo dell’amministrazione cresce però la tensione e soprattutto la necessità di stabilire un confine netto della coalizione, che potrebbe assumere sempre più un preciso orientamento politico, superando la dimensione civica, proposta in campagna elettorale.

Le incertezze, come era prevedibile, si concentrano soprattutto su Proposta civica, la lista promossa dal consigliere regionale, Vincenzo Alaia, una sorta di contenitore con alcune presenze di centrosinistra ed altre di differente estrazione. La compagine però è stata la più votata della maggioranza e Biancardi non ha potuto ignorare questo dato di fatto.

Per questa ragione ha assegnato la vicepresidenza al sindaco di Candida, Fausto Picone, e potrebbe decidere di affidare deleghe significative ad Antonio Mercogliano. Per lui si profilerebbe, infatti, la Pubblica istruzione e l’Edilizia scolastica. La principale incognita è invece rappresentata dal consigliere Giandonato Giordano, considerato decisamente più vicino al Pd e ritenuto un sostenitore del candidato alla presidenza del centrosinistra, Michele Vignola.

Biancardi, però, non può permettersi di perdere pezzi in avvio di percorso e quindi appare abbastanza verosimile che anche l’amministratore di Guardia Lombardi sarà coinvolto nell’assegnazione delle deleghe.

Una decisione che alimenterà ulteriormente lo scontento del centrodestra, che pur avendo partorito la candidatura di Biancardi, dovrà accontentarsi di un ruolo da comprimario. Sicuramente però le altre deleghe di primo piano come Viabilità e Programmazione urbanistica saranno appannaggio di Prima gli Irpini e Forza Italia.

In predicato per la prima tra queste sarebbe Damiano Genovese, ma le vicende di Piazza del Popolo, dove egli è capogruppo di Lega-Mn, dovrebbero stravolgere i piani. Se la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, in discussione oggi, sarà approvata, lo scioglimento dell’amministrazione comunale del capoluogo determinerebbe automaticamente anche la decadenza di Genovese. Al suo posto scatterebbe il primo dei non eletti della lista. E, dunque, è immaginabile anche un rimescolamento delle carte.

Ai berlusconiani Franco Di Cecilia e Girolamo Giaquinto potrebbero essere affidate rispettivamente, Beni Culturali e Formazione, competenze di cui l’ex sindaco di Sturno era già titolare, e Attività Produttive e Pianificazione urbanistica, ma per il consigliere di Montoro è possibile anche che si faccia avanti la delega alla Viabilità.

Infine, resta da verificare il ruolo che avrà Gerardo Galdo del Pd.