“Cina e Ue opportunità per la crescita delle imprese irpine”, Giacobbe: sfida per i giovani motivati

Referente dell'Associazione Europea dei Giovani è Valentina Giacobbe di Flumeri. Appassionata di relazioni internazionali e Istituzioni, ci guida nella sua disamina del territorio irpino rispetto ai Paesi terzi e alla nuova Asia

“Cina e Ue sono opportunità per la crescita delle imprese irpine”. Valentina Giacobbe, protagonista nella Associazione Europea dei Giovani spiega nell’intervista perchè questa sfida può coinvolgere sul territorio soprattutto le nuove generazioni.

Trentatre anni, Valentina Giacobbe di Flumeri lavora nel settore Export dell’azienda De Matteis Agroalimentare SpA. Appassionata di scienze politiche e relazioni internazionali da sempre ha coltivato l’interesse legato alla cultura economica della Cina. Laureata in Lingue e Letterature Straniere ha studiato e vissuto per alcuni mesi presso l’Università di Lingua e Cultura cinese di Pechino, conosciuta colloquialmente in cinese come Beiyu. Legge, parla e scrive in cinese, quando serve. Scaltra e perspicace. L’ultimo incarico riguarda il ruolo di referente campana dell’Associazione Europea dei Giovani. Con lei parliamo di territorio inserito in un contesto globale fatto di relazioni e scambi economici, parliamo di imprese irpine.

Qual è la finalità dell’Associazione Europea dei Giovani?

“Lo scopo principale è quello di favorire la partecipazione attiva dei giovani alla vita pubblica, avvicinandoli al mondo delle istituzioni e soprattutto a quelle europee. Siamo in un contesto storico dove c’è bisogno di scacciare l’idea di Europa come ‘spauracchio’ e invece vederla per quella che è: una magnifica occasione di condivisione e unione. Fondamentale nel rileggere finalmente in chiave positiva il paradigma Europa è il contributo dei giovani che possono e devono sentirsi partecipi dei processi istituzionali”.

Come referente della Campania cosa ha in mente di fare?

“Sicuramente sarà mia intenzione proporre visite a Bruxelles agli associati. Sarà bello visitare le Istituzioni europee. Far vedere e comprendere il funzionamento della macchina istituzionale europea. Poi valuteremo le proposte che vorranno farci i ragazzi. E’ poi importante anche conoscere uno stile di vita civica in seno all’Europa”.

Bandiere dell’Ue davanti al Berlaymont building, quartier generale della Commissione Europea a Bruxelles

Quando è nata l’Associazione?

“Un anno fa a Roma. Abbraccia tutto il territorio nazionale e il presidente è Francesco Tabacchino. Il tesseramento è aperto e ha davvero un costo annuo esiguo. Al momento abbiamo una pagina facebook e un profilo Instagram di riferimento. Siamo presenti nella rete per ogni informazione relativa ad un primo contatto”.

Dalle nostre parti, i giovani rispetto al vecchio continente come si pongono?

“Sicuramente i ragazzi più interessati in generale oggi hanno molte più possibilità. La conoscenza della macchina istituzionale italiana ed europea è tutto sommato più accessibile. Conoscere è importante perché aiuta a capire. Si prende consapevolezza poi delle possibilità che offre l’Europa e che magari non conosciamo. Questo è importante in un momento storico come questo dove c’è crisi non solo di lavoro ma anche di relazioni, di senso civico e di interessi”.

Lei ha molta passione civile, da dove nasce?

“La passione civile sicuramente nasce da un atteggiamento di responsabilità e dalla necessità morale di sentirsi impegnati per contribuire in qualche misura al bene e all’edificazione della collettività. Lo scenario attuale di sconforto, confusione politica e civica e la ricerca ossessiva del capro espiatorio nel più debole, mi ha spinto a cercare (attraverso l’Associazione) di creare una rete locale per ridare fiducia in un futuro di cui i giovani devono essere protagonisti con la forza dello studio e della voglia di cambiamento vero”

Quali sono i suoi interessi?

“Mah… tanti. Tra gli altri l’Oriente. Tutti i giorni leggo i giornali cinesi. Europa sì ma un Europa che può essere partner importante per quella che è l’unica potenza economica attuale e che si potrebbe candidare a potenza politica mondiale. Sono i cinesi il futuro economico. Investono in tecnologia, nel settore scientifico e l’ultima notizia riguarda l’impegno per l’ambiente. Stanno piantando moltissimi alberi. Hanno già recepito il fattore ecologico. Ogni cosa in Cina viene presa seriamente. Seguire queste dinamiche ti consente di sentirti cittadino del mondo. Secondo me l’interesse economico e politico si è spostato ad Est e sempre di più sarà così”.

La Cina sempre più interlocutore commerciale delle imprese italiane, non solo per le opportunità che offre in termini di nuovi sbocchi commerciali

Ai ‘cino-scettici’ cosa dice?

“Tutto va visto come un’opportunità e non un tranello. C’è un rapporto reciproco di convenienza perché la Cina ha uno sviluppo molto eterogeneo con una classe media che si sta affermando. Una parte importante da un punto di vista numerico. Noi abbiamo l’idea che la loro sia esportazione di prodotti non di qualità ma non è così e rappresentano un mercato fondamentale”

Non sarà che la convenienza è solo cinese? O meglio spesso tra l’opinione pubblica è diffusa questa convinzione….

Non è così. C’è stato un periodo storico in cui per costi di manodopera molte aziende sono andate in Cina ma accadeva anche in Europa. Ci sono anche preconcetti invece è una grande opportunità per l’Europa”.

L’antichissima cultura e civiltà cinese oggi è tra le principali materie approfondite dalle nuove generazioni europee

I cinesi cosa apprezzano di più dell’Europa? Quali prodotti esportiamo di più?

“Sono molto interessati all’agroalimentare e stanno maturando interesse per il settore enologico. Poi senza dubbio il made in Italy, la moda”.

Ma noi quanto siamo “glocal”?

“Ci sono realtà che hanno abbracciato la filosofia della globalizzazione ma il processo è ancora lungo. Potremmo essere più avanti per essere nel 2018. Sono fiduciosa però. Le prospettive sono buone”.