Montemarano, Palmieri: in cantiere la Via dei vigneti nella Valle Calore

«MONTEMARANO, UNA PORTA PER IL DISTRETTO DEL VINO ROSSO PREGIATO IRPINO». La scommessa del Sindaco sul turismo legato alle risorse naturali: Qualificando strade tracciate tra le colline si rivela il cuore del Calore

A Montemarano qualificando e unendo stradine secondarie sarà realizzata nei prossimi mesi la ‘via dei vigneti’. Per il Sindaco Beniamino Palmieri sarà la porta dal sito paese alla Valle del Calore attraverso Castelfranci e Paternopoli, nel cuore del distretto vitivinicolo.

Beniamino Palmieri, Sindaco di Montemarano. Sullo sfondo Stefania Di Sicilia, Sindaco di Villamaina

LA SFIDA SULL’ENOTURISMO. Una strada a volte può disegnare un orizzonte, perfino tracciare la rotta per un futuro. è certamente quello che ha pensato il Sindaco Beniamino Palmieri, quando alcuni mesi fa ha risposto con la sua Amministrazione ad un bando proposto dalla Regione Campania ai 550 Comuni e alle migliaia di enti locali sparsi nelle cinque province per compilare una banca dati di progetti immediatamente cantierabili. «Fra i progetti sulla viabilità finanziati ve ne è uno candidato dal Comune di Montemarano per 550.000 euro, la strada che dai comuni di Paternopoli e Castelfranci attraversa Montemarano fino alla Strada Statale 400, dall’importo ridotto, ma dalle potenzialità immense». Così descrive Palmieri un progetto che può cambiare l’accessibilità alla Valle del Calore dal suo paese, cioé dall’Ofantina bis, quindi da Avellino e dal sistema autostradale dell’A16.

In distanza Montemarano

IL PROGETTO IN CANTIERE. La strada che sarà realizzata sulla traccia di percorsi esistenti penetra la Valle del Calore da Montemarano, quindi rende rapidamente raggiungibile da Castelfranci e Paternopoli anche Montemarano, aprendo questi incantevoli luoghi al turismo, ai visitatori, riammagliando importanti contrade. La Valle del Calore in Irpinia oggi è divisa dal sistema viario essenzialmente in due. C’è la porzione che ruota attorno a Mirabella Eclano, Taurasi e Sant’Angelo all’Esca, proiettata verso l’Ufita; dall’altra parte c’è il settore altirpino, quello che da Montemarano, Nusco e Ponteromito, abbraccia Castelfranci e Paternopoli. Questi due mondi convivono separati per la mancanza di un collegamento tra Montemarano e Mirabella Eclano, al di là dei passaggi non facili per visitatori non avvezzi alle consuetudini viarie irpine, costretti da Montella ad addentrarsi attraverso Ponteromito.

Uno scorcio delle colline del Calore viste da Montemarano

UNA PANORAMICA SUGGESTIVA. La strada immaginata dal Sindaco Beniamino Palmieri entra in un comprensorio fatto di vigneti, resort, strutture per l’accoglienza, ristoranti, ma soprattutto si caratterizza come la via del rosso irpino, l’Aglianico. Come una piccola circumvallazione, questa via francese rispetta il territorio, ma lo svela ad un pubblico, che potrà alimentare un turismo di qualità fino ad oggi frenato dalla mancanza di infrastrutture. Le perle che l’iniziativa di tanti imprenditori ha realizzato nelle contrade che puntellano la fitta trama dei vigneti impreziosiscono un territorio curato dalla dedizione dei produttori del vino, dai coltivatori delle uve. Servono solo vie d’accesso. Questa, ricavabile sul territorio esteso di Montemarano, lega la cittadina della tarantella, dell’aria buona e dell’Aglianico corposo alle capitali del rosso irpino, offrendo al visitatore anche occasionale l’opportunità di visitare il non trascurabile patrimonio architettonico e artistico di questi luoghi, ma anche apprezzarne il patrimonio culturale immateriale che le tradizioni e il folklore locale hanno tramandato nei secoli.

Il tracciato della strada che sarà realizzata dal Comune di Montemarano

La chiesa Assunta ‘Cattedrale’ (risalente all’anno Mille, contenente le reliquie di san Giovanni, gli affreschi dell’abside centrale del XIII secolo raffiguranti San Giovanni e San Nicola e un crocifisso ligneo datato XVI-XV secolo) e il Castello Palazzo di Montemarano; la Chiesa di Santa Maria del Soccorso a Castelfranci (XVI secolo), la facciata settecentesca con tre portali, la torre campanaria, le tre navate interne, la volta con la tela di Matteo Vigilante raffigurante l’Immacolata e la tela dell’altare maggiore raffigurante la ‘Madonna del Soccorso’, sono alcuni dei tesori che qui si possono ammirare. Così come il Carnevale di Paternopoli, ma anche quello di Montemarano, ma anche la Notte re la Focalenzia di Castelfranci, rappresentano straordinari momenti di vita, di convivio di celebrazione dell’idillio tra la natura e le popolazioni che abitano questi luoghi da millenni. Una strada, riportata nella cartina in alto, comoda da percorrere, altamente panoramica, renderà questo distretto dell’Aglianico, del Taurasi e della Coda di Volpe accessibile. Un impegno assunto dal Sindaco Beniamino Palmieri in occasione della manifestazione “Montemarano Vino è”. Parlando delle prospettive che potrebbe avere il settore vitivinicolo della provincia di Avellino se sostenuto da politiche adeguate, Palmieri indicò nella alta formazione e nei servizi una precondizione dello sviluppo in chiave turistica del possibile distretto vitivinicolo. “Da queste uve possiamo trarre buon vino, ma anche speranza”.

UN POLO DELL’ENOTURISMO. La nuova strada finanziata dalla Regione Campania consentirà ai Comuni di Castelfranci e Paternopoli di saldare il rapporto in un possibile patto per lo sviluppo turistico legato al vino e al buon vivere con Montemarano. Con la sua cucina, i vini, l’aria pulita e profumata, lastricato da una pietra che lo integra in un contesto ambientale naturale incontaminato, questo paese è una cartolina della bella Irpinia che si perde nella Valle del Calore.

Vigneti a perdita d’occhio nella Valle del Calore