Un termovalorizzatore nel bresciano

“Costruire necessariamente più di un impianto di compostaggio per garantire l’efficacia del servizio, ma non credo che questa provincia debba considerare il termovalorizzatore”. Così Stefano Farina, sindaco di Teora e componente del direttivo dell’Ato di Avellino, che interviene a seguito delle dichiarazioni rese dal Ministro degli Interni Matteo Salvini a Napoli, ma anche per fare chiarezza sulle vicende interne irpine.

Il Sindaco di Teora e consigliere provinciale, Stefano Farina

“Basta creare allarmismi. Non c’è un pronunciamento sull’impiantistica, così come non è corretto parlare di affidamento totale all’impianto di compostaggio di Teora il carico provinciale. La situazione è invariata e non c’è un piano B rispetto all’impianto di Chianche” sottolinea. Per rassicurare la cittadinanza teorese, e anche nell’ottica di un discorso provinciale, il sindaco Farina ha spiegato che l’impianto di compostaggio di Teora è stato oggetto di una messa in sicurezza e di lavori per un piccolo ampliamento, che non possono essere tradotti in un affidamento complessivo del carico su base provinciale. “Basta fughe in avanti” ha tuonato. “Resto della mia posizione: i rifiuti non possono andare in giro per l’intera provincia, sia per ragioni di inquinamento, che di costi. Due effetti che vanno nella direzione opposta rispetto all’obiettivo di efficientamento del sistema, e al recupero di criteri di efficacia ed economicità” conclude.

L’ex Caserma Litto al Corso Vittorio Emanuele II di Avellino. Qui ha sede, tra l’altro, l’Ente d’Ambito irpino dei Rifiuti e su provvedimento presidenziale della Amministrazione provinciale anche Irpiniambiente

Dopo l’accettazione dell’incarico, il direttore generale all’Ato Rifiuti di Avellino è attesa ad un pronunciamento di Anna Rosa Barbati sulla situazione in Irpinia, anche alla luce delle vicende che stanno interessando l’intero territorio regionale. Sarà lei, infatti, che avrà l’onere di indicare la strategia delle prossime settimane, non solo sulla pianificazione del ciclo integrato provinciale. Il sospetto degli attentati dietro i roghi negli impianti di Casalduni e Santa Maria Capua Vetere, per esempio, impongono uno sguardo lungo verso Napoli, Caserta e le altre province. L’Ato di Avellino resta un interlocutore nel caso di una crisi del sistema regionale, oggi reso fragile dalla indisponibilità di alcuni impianti. Toccherebbe alla manager fronteggiare i rischi di una nuova emergenza.

Stefano Farina, sindaco di Teora, e Nicola Boccalone, amministratore delegato della società Irpiniambiente

Presentare un programma dettagliato sull’organizzazione e gestione interna potrebbe proteggere la provincia di Avellino, che ha al suo attivo un elenco fitto di esperienze vissute sui territori e di cui ancora conserva tracce. Vedi Pustarza a Savignano Irpino, Difesa Grande ad Ariano e le battaglie politiche e civili per impedire la mega discarica sull’altopiano del Formicoso. In caso di ‘dichiarazione di emergenza’, questa volta frutto in maniera scoperta di interessi malavitosi, gli stessi che si sospetta stiano sabotando gli stir, alle istituzioni espressione della provincia di Avellino potrebbe capitare di accettare non già un impianto di compostaggio, ma di dover ospitare strutture invasive di ben altro impatto sul territorio.